Atletica, Golden Gala: non si può vincere sempre.

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Mattia Furlani

Avevamo fatto questo discorso con il tennis alcuni giorni fa: non ci si può abituare mai al successo e ai trionfi. Dal 2021 l’Italia è diventata la nazione guida dell’atletica europea, lo è stato fino agli europei del 2024, forse non lo è stata a Parigi 2024, probabilmente lo sarà in futuro anche grazie all volto nuovo di questo sport in maglia azzurra. Mattia Furlani, 20 anni, anche oggi ha vinto contro Miltiadis Tentoglu il fenomeno del salto in lungo, ma è stato sconfitto al photo finsish che nel salto in lungo non esiste, ma in Diamond League esiste questa formula della finale a tre per alcuni concorsi. E’ stato un Golden Gala amaro, se così lo si può chiamare, ma più precisamente potremmo definirlo agrodolce che si aggiunge alla contemporanea disfatta italiana nel calcio. Ecco Riassume perfettamente la serata: un contesto disastroso per il calcio e una vittoria emozionante e in qualche modo attesa nel tennis. Gli ori di Tokyo hanno in parte deluso o non erano presenti come non era in programma per gli ori di Roma 2024 la gara di oggi e quelli in campo si sono rivelati lontani dalle prestazioni di un anno fa tranne due appunto, Mattia Furlani e Nadia Battocletti.

Nadia Battocletti, Parigi 2024

Battocletti record italiano, Tamberi Golden Gala stregato

Record Italiano finalmente superato, alcuni giorni prima il meeting romano era arrivata ad appena 4 centesimi da questo risultato nei 5000 e ora finalemente con un terzo posto dietro alle inarrivabili africane l’abbiamo rivista sorridere e gioire, come alle Olimpiadi, come agli Europei. Nadia Battocletti che è riuscita con il mezzofondo a chiamare il boato del pubblico distogliendo l’attenzione anche da Tamberi che era nelle fasi critiche della sua deludente gara. Ci pensa lei quindi a tenere alto l’onore della nostra atletica nella gara di casa anche se non arriva nessun diamante. Non si poteva chiedere di più a Filippo Tortu, ormai è uno specialista dei duecento metri non dei cento che oggi lo hanno visto chiamato in causa al posto di un assente Jacobs. Una sorpresa Zane Weir secondo nel getto del peso contro la delusione di Leonardo Fabbri che naufraga nella stessa gara. Applausi scroscianti anche per il nostro futuro, Mattia Furlani, saltando verso quella che è la curva della sua squadra rivale (lui è uno dei romanisti esponenti di altri sport e oggi la pedana era posta in direzione delle nord) ha sconfitto il mito, Tentoglu con un 8.13 mentre il greco si è fermato a 8.10 e pensare che era al comando quando stava per iniziare l’ultimo turno di salti. Dopo quell’8.13 Mattia si è ritrovato in testa, è una buona misura, ma è arrivata la vittoria dell’atleta inatteso Liam Adcock bronzo agli ultimi mondiali indoor di Nanchino in cui a vincere fu proprio Furlani, 8.34 il salto dell’australiano è record personale. Tanto tifo, tanto coraggio per la gara di Tamberi che tuttavia potrebbe scivolare nell’anonimato e sicuramten si aggiunge alla lista di fallimenti del Golden Gala, meeting stregato per il campione olimpico di Tokyo che tra pochi mesi dovrà tornare sulla pedana giapponese per difendere il titolo mondiale ottenuto a Budapest nel 2023. Penultimo senza passare i 2.20, una gara probabilmente da dimenticare che comunque non lo priva del suo classico entusiasmo che dimostra nel salutare il pubblico. Può consolarsi perchè non è di alto profilo neanche la gara di Hamish Kerr il campione olimpico di Parigi. Il migliore degli italiani è Matteo Sioli, classe 2005 anche lui come Furlani che con 2.23 eguaglia il suo record Outdoor e si piazza al quinto posto davanti anche a Sottile e Lando entrambi a 2.20. Si chiude con i 1500 femminili di Syntha Vissa questa edizione del Golden Gala, la detentrice del record nazionale nella distanza, ma prima il pubblico dell’olimpico assiste ad un gran 9.84 di Trayvon Brommell che ha raggiunto il picco di forma a quanto pare toccando la World Lead della gara regina dove non brillano ne Tortu con 10.19 ne Ali con 11.21. La gran chiusura è sempre del salto in alto, che vista la durata sempre prolungata delle sue gare finisce per chiudere l’evento con il coreano Woo che si prende il Golden Gala, Jump cantavano i van Halen, ma questa volta la canzone non si può dedicare ai nostri azzurri.