Roland Garros, Rimergono ricordi: Sinner-Djokovic e Alcaraz-Musetti

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Lorenzo Musetti

Classici, Ricordi e record. E’ la prima volta nell’Era Open che due italiani raggiungono al semifinale a Parigi, non accadeva dai tempi di Pietrangeli e Sirola. Saranno poi due partite che fanno riemergere ricordi più o meno recenti perchè se Musetti Alcaraz è la rivalità per eccellenza di questa stagione su terra rossa, quella tra Sinner è Djokovic è la sfida che ha sancito l’epifania del talento di Jannik e anche probabilmente l’inizio del declino di Nole ed ecco perchè ormai possiamo affermare di trovaci davanti a due sfide classiche del tennis contemporaneo. D’altronde, come cantano i Nickleback guardando alla fotografica che ogni volta ci fa ridere, se dovessimo ripescare il fotogramma di Sinner sotto di tre match point in Coppa Davis 2023 ci potrebbe scappare un sorriso perchè è proprio li che Jan, annullando quelle tre palle match, entrò nel cuore degli italiani e pose le basi per raggiungere la prima posizione al mondo, traguardo inedito per un italiano. Festeggerà un anno al numero uno il 10 di giugno, anche se ormai non c’è nessuno che potrà togliergli quella posizione prima di quella data e questa è una certezza già da tempo. Dall’altra parte abbiamo invece il volto nuovo, neanche troppo, del tennis italiano che con Sinner è cresciuto e non è stato ispirato, anzi è parte della generazione Sinner. Alcuni ricorderanno la celebre partita tra loro due sul Pietrangeli al Foro Italico durante le prequlificazioni degli Internazionali BNL d’Italia, uno scontro che ad oggi potrebbe essere un finale slam e quindi no, Lorenzo non è un talento ispirato da Sinner, ma il suo estro artistico è cresciuto insieme alla Volpe Rossa. A differenza di Jasmine Paolini che più volte ha ricordato che i suoi risultati sono anche dovuti all’atmosfera che si respira per i tennisti italiani nel circuito da quando il tricolore arriva costantemente in fondo ad ogni torneo, ad ogni settimana. Jas dopo il meraviglioso trionfo agli Internazionali d’Italia ha perso la sua partita di singolare, è crollata agli ottavi contro una giocatrice che il torneo di Roma lo ha vinto per ben due volte, Elina Svitolina, ma ha ancora un risultato da difendere e miglirare. Perderà si i punti del singolare considerando che lo scorso anno arrivò in finale inchinandosi a Iga Swiatek, che a proposito, rediviva sembra aver superato le difficoltòà del tempi recenti e si troverà pronta per uno scontro tra titani con Aryna Sabalenka. Jas è ancora in gioco nel torneo di doppio e attenzione perché anche ai giochi Olimpici era uscita agli ottavi e poi sappiamo come è andata quando si è concentrata solo sul torneo con Sara Errani. Peraltro dopo il titolo di Roma (la doppietta per la Paolini) difenderà proprio qui al finale del 2024 e ha già inflitto la seconda sconfitta consecutiva a Mertens/Kudermetova, le finaliste del Foro Italico. Insomma le nostre azzurre si sono legate al dito quello smacco subito contro la russa e la belga a Madrid e ora si troveranno in semifinale anche loro in una classica, nella partita con Andreeva/Shnaider. Giovani russe, il futuro del doppio, ma forse anche del singolo, cariche di una grande voglia di rivalsa sia per vendicare l’eliminazione subita agli Internazionali sia per sanare la ferita di Mirra ricevuta perdendo contro la sorpresa del torneo singolare Boisson. E’ quindi un classico, perchè non solo agli itnernazioli si sono scontrate, ma sorpattutto il precedente dal quale far rifermento è proprio sulla terra di Parigi. Nell’estate 2024 nel torneo canonico Diana Shnaider perse in doppio contro le nostre azzurre e Andreeva perse in semifinale il singolare con Jasmine, ma poi tornate a Parigi le due russe subirono contro le nostre la sconfitta più dolorosa, quella che portò all’Italia il primo oro olimpico della storia del tennis italiano. Che dire poi di Sara Errani? Settimana prossima sarà al Foro Italico, non da spettatrice, non da tennista, ma per prendere parte al suo primo torneo professionistico di Padel, per aggiungere righe di testo alla storia della sua carriera, ma intanto, così per gradire ha trascinato Andrea Vavassori ad un altra finale Slam sempre qui nella sua dorata Parigi. Dopo il titolo a US Open in doppio misto, giunto con i successi in semifinale con Tyra Grant e in finale contro Taylor Townsend e Donald Young adesso si giocherà una nuova sfida per uno slam, di nuovo contro Taylor Townsend questa volta affiancata da Evan King, quando si parla di classici.

Jannik Sinner (ITA) e Carlos Alcaraz (ESP). ANSA/ROBERTO RAMACCIA

Abituati a vincere, senza dimenticare

Non ci dimentichiamo le nostre origini, perchè per ogni periodo d’oro c’è un momento di buio. Per 12 anni non abbiamo partecipato al gruppo mondiale, la fase finale della Davis Cup. Il primo masters 1000 lo abbiamo festeggiato solo nel 2019 con Fabio Fognini che era campione slam di doppio, ma pensare di vincere, anzi di dominare in singolare era prua utopia. Senza tornare a ripescare il 1986 quando toccammo forse il punto già basso della storia del nostro tennis quando Paolo Canè era il numero uno italiano, al 133esimo posto della classifica (e solo 10 anni prima Panatta vinceva Internazionali, Slam e Davis cup), basta ricordare come ci appariva quella semifinale di Cecchinato del 2018, sempre qui sempre al Roland Garros. E che dire di quelle di Berrettini, della qualificazione alle Finals che era già di per se un traguardo. Abbiamo spostato l’orizzonte dei nostri traguardi grazie a Sinner, grazie a Jasmine, Sara, Fabio, Marco e anche grazie a Lorenzo Musetti. Quasi un brivido ci ha percorso quando abbiamo visto Tiafoe mettere l’azzurro spalle al muro, “ecco” ci siamo detti “proprio sul più bello il ko che non ti aspetti”, ma poi ci accorgiamo che in un quarto slam stavamo per far passare una sorpresa l’eventuale sconfitta di un giocatore italiano. Ed effettivamente sarebbe stata una sconfitta, dolorosa e di difficile interpretazione. Da quando il calendario prevede questa serie di tornei solamente Nadal Murray, Djokovic e Zverev sono risucchi a raggiungere le semifinali su tre master mille e su uno slam durante la stessa stagione su terra rossa e adesso si è aggiunto anche Musetti. Ci siamo abituati bene, troppo bene forse, ma per ora godiamoci ogni emozione scaturita dall’essere la nazione guida del tennis perchè questi anni non torneranno più.

Italian Open 2025, bis Paolini, vince anche doppio con Errani. ANSA/ROBERTO RAMACCIA

Sarà la terza sfida della stagione sul rosso contro Alcaraz, la ottava in totale. Due sconfitte che non possono bastare per far prendere a Lorenzo le misure del suo avversario anche se nel suo curriculum la vittoria contro l’ex numero uno al mondo brilla ancora in quel precedente di Amburgo 2022, un 500 proprio su questa superficie, la ricordiamo come un’impresa dimenticandoci che il nostro artista della racchetta è attualmente, senza ombra di dubbio uno dei milgiori 4 giocatori al mondo su questa superficie. Sarà invece l’undicesima sfida tra Sinner e Djokovic nell’altra seminale. Ha avuto bisogno di 4 partite tra il 2021 ed il 2023 Jan per prendere le misure a Nole e capire come batterlo fino a quella prima vittoria alle Finals di Torino nel 2023. Erano gironi, Sinner quel torneo lo avrebbe perso in finale, nell’unico format del tennis in cui uno sconfitto ha una seconda chance perchè a dargli la delusione è stato proprio Djokovic stesso. Ma la leggenda della Volpe Rossa era iniziata in quei giorni a Torino, il confine del traguardo è stato spostato in avanti proprio al PalAlpiTour e poi in Davis dove i tre match point per il serbo avrebbero portato all’eliminazione dell’Italia dalla coppa che invece poi gli azzurri vinsero in finale contro l’Australia. Da lì tutta l’Italia, memore di quel trionfo, si trovò la mattina 26 gennaio 2024 davanti la tv incollati, all’alba, per Sinnner che eliminò Djokovic in semifinale all’Australian Open in quello che sarebbe poi diventato il suo primo Australian Open. Da lì Jannik non ha più perso contro Nole dominando a Shangai e al Six Kings Slam. Il Djoker ora riaffronta Sinner con nuove motivazioni, con 100 titoli in bacheca e con forze e gambe fresche dopo la vittoria con Zverev che non ha opposto una strenua resistenza ai quarti di finale. Nel 2024 la semifinale divenne il traguardo massimo di Sinner al Roland Garros, ma quella sconfitta con Alcaraz divenne meno amara per i tifosi considerando che dovevamo assistere a tre finali italiane nei doppi e nel singolare femminile. Potrebbe ripetersi lo scenario, con Errani Vavassori già all’atto finale del doppio misto, con Errani Paolini impegnate contro Mirra Andreeva e Diana Shnaider e con lo steso Jannik o Lorenzo (è troppo sognare entrambi?) in marcia verso la storia.