Raccontare fa bene a chi narra e a chi ascolta. “Meteore, brevi storie per terrestri curiosi”, Ersilia Bosco.

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Le riflessioni sui racconti brevi, che l’autrice del testo lo scorso 16 aprile ha condiviso con un pubblico interessato nelle sale della sede romana della Società Umanitaria, hanno svelato il loro essere balsamo per la mente di tutti e medicina per l’animo anche quando si affrontano dei periodi di difficoltà. Grazie alla brevità degli scritti e all’efficacia dei ricordi e degli stimoli presenti nel testo ‘Meteore. Brevi storie per terrestri curiosi’ è stato facile riconoscere e apprezzare il valore di cura rappresentato dalla scrittura che, universalmente riconosciuto, rappresenta in questo caso un elemento salvifico anche per la terapeuta e autrice dei testi.

Ersilia Bosco, psicologa clinica e psicoterapeuta che fino al 2015 è stata coordinatrice del team impianti cocleari e docente incaricato del Dipartimento Organi di senso del Policlinico Umberto I presso l’Università ‘La Sapienza’ di Roma, ha raccolto ventidue brevi storie in una deliziosa pubblicazione illustrata da Andrea Musci e affidata nel 2023 alle edizioni All Around.

Meteore, brevi storie per terrestri curiosi

Le Meteore sono state dunque ideate dalla dottoressa Bosco e in seguito trascritte in forma narrativa e pubblicate al termine di un lungo percorso terapeutico portato avanti nel tempo con un giovane uomo affetto da un disturbo schizofrenico.

Davide, la cui presenza nel setting terapeutico viene descritta dall’autrice del testo come fisicamente movimentata, imprevedibile nei gesti e accompagnata da scampoli di racconti, nomi pronunciati in una sequenza dall’apparente non sense tra musica, danza e canti interrotti.

Il dondolio e il battito delle mani, alternati al sorriso e al dolce posare del capo del giovane Davide sulle braccia corpulente si accompagnano al rilascio di scampoli di frasi che, composte e rielaborate dall’autrice, costituiscono un susseguirsi di storie dedicate per intero ai lettori, terrestri curiosi.

Le storie, con la lettura delle ricche descrizioni degli ambienti circostanti, sono spesso rappresentate nella natura, evocano nei lettori immagini e scorci di paesaggi variegati e pensieri che sanno di odori e colori provenienti da luoghi lontani. I protagonisti intersecano la loro esistenza con quanto di più variato circonda i dintorni e a prevalere nella narrazione risulta essere la lavorazione dei materiali attraverso la quale costruire fitte reti comunicative intergenerazionali.

La saggezza dell’anziano e la presenza dei molti protagonisti variamente descritti si accompagnano spesso con la trasmissione dei valori e lasciano intuire ai lettori una stagione di vita a venire che sa del positivo scorrere del tempo. Armonia e calma compongono così un variegato compendio di storie tristi, allegre, buffe e sempre gustose che si prestano ad essere apprezzate nei momenti più lenti della nostra giornata, quando a prevalere sono la riflessione e l’ascolto.

Davide incontra la sua dottoressa

Ormai grande, Davide incontra la sua dottoressa ed entrambi riconoscono, ciascuno con modalità proprie, il vantaggio reciproco di essere l’uno nella storia dell’altra. I progressi da mettere in luce sono molti e le attività culturali, sportive e sociali che adesso Davide svolge nei centri riabilitativi per adulti sono motivo di gioia per la mamma che racconta a sua volta, integrando la narrazione con i segnali che il figlio invia attraverso sussurri, ancora una volta scampoli di frasi e accenni di note musicali. Il futuro si fa spazio nei racconti della mamma, si libra sofferente dai suoi pensieri cupi ma trova subito conforto nel bisogno che ha Davide di organizzare la sua vita di uomo adulto affetto da schizofrenia in un contesto sociale lontano da casa e parzialmente distaccato dagli affetti più cari.

Il colloquio tra Davide, la mamma e la dottoressa Bosco è anche occasione per un confronto attivo sugli aspetti organizzativi che le strutture pubbliche mettono a disposizione delle persone adulte con disabilità che, per ovvi motivi, necessitano di strumenti efficaci e di personale qualificato che facilitino la relazione con l’altro, con l’ambiente e con una dimensione di vita diversa, di sicuro interessante e motivante.

Il valore curativo della scrittura

Il narrare per iscritto, il comunicare e il condividere storie con i lettori, in forma diversa da quanto avviene comunemente nella narrazione orale, richiedono spazi di intimità, concentrazione e silenzio tali da rendere possibile il rilascio di ricordi e di emozioni, sogni e stati d’animo intimi e personali.

La scrittura, paragonabile ad un terreno reso fertile dalla presenza di semi piantati da chi scrive, fissa dei pensieri, dei ricordi e dei momenti vissuti che, nel rilasciare immagini nuove e in movimento, si trasformano in un benefico balsamo anche per chi legge.

Proprio per la sua funzione introspettiva e di riabilitazione del proprio vissuto la scrittura, come anche la lettura a voce alta rappresentano modalità di approccio molto utilizzate in campo educativo e terapeutico. Le parole e le emozioni forti che si portano dietro nonché i ricordi tristi e traumatici del passato entrano allora in contatto con la parte più profonda dell’esistenza umana e, attraverso un processo di introspezione e rielaborazione del proprio vissuto, creano la possibilità catartica di rimuovere blocchi e traumi. Scrivere, ma anche raccontare e condividere serve prima di tutto a conoscersi l’un l’altro, a entrare in empatia con l’ambiente fisico e sociale senza le fastidiose barriere comunicative che spesso infarciscono il nostro quotidiano agire.

L’invito al pubblico di raccontare e raccontarsi

L’incontro pomeridiano del 16 aprile è stato dunque apprezzato per la splendida occasione di interagire con l’autrice del testo e le signore chiamate a leggere e a commentare gli scritti. I ricordi d’infanzia, le letture a voce alta e la narrazione fantastica delle storie mandate a memoria hanno connesso i presenti che, naturalmente portati a raccontarsi hanno espresso riflessioni personali, emozioni e vissuti legati a momenti significativi della vita. Talvolta frutto di diari personali o epistolari, di storie riposte nel cassetto, di poesie composte in età adolescenziale, le emozioni rilasciate dai racconti individuali hanno alimentato un fluido di pensieri che ha contribuito a rasserenare gli animi, finalmente liberi di esprimersi in assenza di giudizio.

Fernanda Fazio, Ersilia Bosco e Elena Cordaro.

Brevi note biografiche

La dottoressa Ersilia Bosco, autrice del testo ‘Meteore. Brevi storie per terrestri curiosi’, ha fondato l’Associazione onlus ‘La chiocciolina’ rivolta alle persone sorde e alle loro famiglie ed è Presidente di ‘Suoni e immagini per Vivere ETS’. Si occupa di ricerca e formazione nel campo delle disabilità uditive e visive e accompagna con il suo lavoro persone affette da disabilità sensoriali e gravi patologie psichiatriche. Autrice di numerosi articoli pubblicati su riviste specializzate, la dottoressa Bosco ha dedicato e dedica molto del suo tempo agli studenti e ai loro insegnanti e alle famiglie nonché alla formazione degli operatori che affiancano i pazienti ospitati nei centri specializzati.

L’illustratore sordo Andrea Musci è l’autore dell’immagine di copertina e dei disegni all’interno del libro. Diplomato presso il Liceo Artistico, ha poi conseguito il titolo di illustratore presso l’Accademia dell’Illustrazione della Comunicazione Visiva e approfondito gli studi di grafica.