Tennis, La corsa alle Finals: Cobolli speranza d’Italia. A Lione per qualificarsi.

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Flavio Cobolli

“Le graduatorie servono a farvi capire a che punto siete, non chi siete” insegnava David Foster Wallace, una lezione da tenere a mente ad ogni fine stagione del tennis quando i calcoli per essere il migliore il più delle volte sono già in archivio e quando si giocano i posti per il torneo più atteso dell’autunno, le ATP Finals. Eravamo abituati a tempi d’oro, ma dallo scorso US Open come abbiamo raccontato qualcosa si è rotto, dal Australian Open 2025 a Wimbledon 2026 abbiamo sempre avuto almeno due giocatori ai quarti di ogni slam, ma la sconfitta di Darderi con Zverev a New York ci ha portato indietro a guardare e ammirare i gesti tecnici degli altri, da tifosi imparziali. Per quanto sia stato emozionante arrivare fino a tarda notte per vedere Shelton sorprendere Alcaraz e l’Adone Teutonico festeggiare il suo secondo slam (già sicuro del numero uno del mondo di fine anno) ormai mancava quel brio che ci dava vedere un italiano nelle fasi finali di questi tornei. Non volgiamo restare ancora a lungo fuori da queste emozioni, siamo abituati troppo bene e senza Sinner le nostre ambizioni sono tutte riposti nel dritto e nella racchetta di Flavio Cobolli. La qualificazione a Torino per il romano potrebbe essere blindata già da questa settimana essendo che è iscritto a Lione, ma le fatiche di un anno di tennis rischiano di sovvertire le carte come accade in ogni conclusione di stagione, come abbiamo visto a Shangai. Chi è meno attento dirà che il tennis si conclude a New York ogni anno, ma dalla loro introduzione nel 1970 le Finals hanno ottenuto sempre maggior prestigio fino a diventare uno slam in miniatura al quale anche solo partecipare è un onore per tutti, sopratutto se sei italiano e si gioca Torino, in quella che per una settimana diventerà la Paradise City decantata dai Guns N Roses, ma in versione tennistica.

Flavio Cobolli alexander Zverev

Cobolli insegue le Finals: Lione è già decisiva

Il Gran Prix Auvergne Rhone Alpes è uno dei tornei di tennis che mancano alla collezione italiana nel circuito, ma non rientra tra i più ambiti della stagione di solito essendo classificato come un 250. Flavio Cobolli ha scelto proprio questo torneo per piazzare l’affondo definitivo verso la qualificazione alle sue prime ATP Finals, lo scontro dei Maestri. Una qualificazione che pochi mesi fa sembrava in pungo per il romano grazie alla finale del Roland Garros, il 500 di Acapulco, i quarti a Wimbledon e la semifinale a Cincinnati dopo la quale qualcosa è sembrato infrangersi e l’estate si è conclusa malamente con la sconfitta con Blockx al terzo turno di Flushing Meadows i cui strascichi ancora si vedono nella serie di sconfitte consecutive che sta vivendo. Giocare e vincere a Lione permetterebbe di affrontare l’avvicinamento alle Finals senza dover guardare la classifica anche perché i suoi diretti avversari o sono presenti nel torneo del Delfinato (Fritz e Paul) o sono a riposo (de Minaur). Da due edizioni consecutive la finale è stata una riedizione del mondiale di calcio 2022 con vincitori invertiti: Francia trionfante sull’Argentina prima con Arthur Fils su Francisco Cerundolo poi con Giovanni Mpetshi Perricard su Tomas Etcheverry, l’Italia non ha mai raggiunto neanche la finale anche se queste statistiche sono da prendere con le dovute precauzioni considerando che in precedenza il torneo era collocato a maggio sulla terra rossa. Tra quelli liberi da ogni calcolo ci sono Alexander Zverev, Carlos Alcaraz e Ben Shelton già sicuri di un posto a Torino, come Jannik Sinner che tuttavia non sarà presente nella capitale delle Alpi per difendere i due titoli del 2025 e 2024 visto che la sua stagione si è conclusa in anticipo. Come è successo a chi invece lo scorso anno ottenne l’accesso diretto alle Finali, Felix Auger Aliassime che ha annunciato di aver chiuso il suo 2026 e quindi non prenderà parte a questo sprint conclusivo. Negli ultimi due anni, i punti attualmente conquistati da Cobolli, 3540, non sarebbero stati sufficienti a qualificarsi e ora nell’arco di 1100 punti ci sono dieci giocatori per cinque posti. Alle spalle di Flavio troviamo Medvedev, Tiafoe, Fils e Jodar reduce dalla finale nel 1000 di Shangai e virtualmente qualificato sia per le Finals senior che per le Next Gen alle quali nel 2025 venne eliminato ai gironi. Primo degli esclusi è Alex De Minaur, ormai un abituale protagonista dello sprint autunnale verso il torneo dei Maestri al quale ha preso parte per due anni consecutivi nel 2024 e 2025. Novak Djokovic che l’anno scorso aveva i punti per partecipare, ma scelse di fermarsi in anticipo, ha già comunicato che in caso di qualificazione sarà presente a Torino, è per questo che si è iscritto con Wild Card a Basilea dove inseguirà il 103esimo torneo della carriera, come Federer a casa di Federer. Sappiamo quanto abbia faticato nel corso di questi anni la nuova generazione americana, ma adesso in questa race to Turin, si ritrova ad avere Shelton già quallificato, Tiafoe vicino al pass e sia Paul che Fritz ancora con possibilità di presentarsi all’inAlpi Arena con circa 1000 punti da riprendere a Cobolli e 600 al nuovo talento di Spagna. Iberici che continuano a vivere il loro periodo magico, ininterrotto ormai dai tempi di Nadal, Lopez, Ferrer e compagnia. A Shangai per la prima volta abbiamo assistito a una finale tutta spagnola su una superficie diversa dalla terra rossa e tra i due finalisti non c’era Alcaraz, ma Jodar e Alejandro Davidovich Fokina, il biondo dell’Andalusia, diventato vincete dopo aver perso le prime 5 finali disputate nel circuito ATP e aver finalmente sfatato la maledizione di Montecarlo 2022. Adesso anche lui è in corsa per un posto anche se, per lui come per Mensik, la qualificazione sembra ancora molto complicata senza una congiunzione astrale favorevole. Per tutti rimangono un Master 1000 (Parigi Nanterre), un 500 e un 250 considerando che a differenza del 2025 l’ultimo torneo dell’anno (Stoccolma) non sarà valido per la qualificazione alle Finali. Flavio conosce i suoi avverarsi, deve capire come difendersi per essere presente a Torino.