Kimi, Bez, Italy anzi Jannik, ci concediamo la licenza di poter cambiare leggermente le parole che Sinner ha scritto sulla telecamera al termine della finale contro Lehecka perché sappiamo che l’Italia il suo deve ancora farlo nella serata di martedì per volare in quella terra americana dove la Volpe Rossa e Marco Bezzecchi hanno fatto risuonare il nostro inno. Non era li in territorio americano Andrea Kimi Antonelli, il più giovane di sempre a vincere la seconda gara in Fomrula Uno subito dopo aver vinto la prima, tra lui, Jannik e Marco c’era un oceano e un fuso orario di distanza, ma il risultato non cambia: Miami, Austin, Suzuka, è stata una domenica azzurra su tutti i fronti aspettando la Nazionale impegnata a Zenica contro la Bosnia martedì sera. La tripletta è stata completata in notturna, dopo il primo ritardo per pioggia, dopo l’interruzione per un secondo scroscio e alla fine rimane solo il segno dell’uragano Sinner che a marzo non ha più sbagliato nulla. Ci aveva abituato anche in passato ad entrare la storia dopo una serie di delusioni, ricordiamo tutti il trittico Roland Garros-Halle-Wimbledon, ma anche US Open-Shangai-Finals. Ora aggiungiamo anche un’altra reazione da campione, dopo Australian Open e Doha (con le sconfitte con Djokovic e Mensik) è arrivato il Sunshine Double, è solo l’ottavo tennista a completarlo, il primo della storia a vincere Miami e Indian Wells senza mai perdere un set. Forte, sempre più forte come fosse l’America, rubiamo le parole a Gianna Nannini per evidenziare come Jannik sia stato capace di dare l’ennesima dimostrazione della sua solidità mentale, e della sua euforia agonistica, un’altra prestazione granitica alla quale segue una vittoria per dispersione. Sinner ha sgretolato ogni resistenza, senza mai incontrare Alcaraz è vero, ma il solo passo dentro i libri di storia, con in mano il record di set vinti consecutivamente nei Master 1000 (siamo a 34) e l’unico ad aver completato la doppietta americana senza mai perdere neanche un parziale ha reso il concetto di imbattibilità non del tutto astratto.

Sunshine Double, Vale uno Slam
E’ andata male nel primo slam della stagione, ripensiamo quanto poteva essere lontano il primo posto a gennaio quando Alcaraz realizzava il Career grand slam e lui dopo due anni di trionfi in Australia è stato costretto ad abdicare senza raggiungere la finale. Guardiamo adesso la classifica invece e capiamo come quest’ulteriore impresa di Jannik che in questo mese ha completato la collezione dei principali tornei su cemento, ha il valore di uno slam. Non a caso nella Coachella Valley il torneo di Indian Wells lo chiamano il quinto Slam, vincerlo e poi ripetersi dopo quattro settimane di intenso tennis, sull’altra costa americana, come abbiamo detto è un’impresa per pochi, otto per l’esattezza e non accadeva dal 2017 quando ci riuscì Federer. Da Svrcina a Lehecka, da un Ceco all’altro per riscattare la sconfitta con Mensik, altro della scuola della Repubblica Ceca, di mezzo anche la vittoria con Machac a Doha in un mese in cui ha solo guadagnato punti considerando che nel 2025 non giocò per via della squalifica. Insieme ai fab four è l’unico ad aver raggiunto la semifinale in tutti i master 1000, e in questa fase di stagione lo abbiamo visto protagonista di un ulteriore milgioramento con tendenza verso la perfezione: se prima il caldo era uno dei suoi avversari più ostici, stavolta ha saltato la settimana di preparazione a Montecarlo per via del meteo avverso ed è andato diretto in California dove si è acclimatato alle torride condizioni del deserto. Dopo aver cambiato costa si è trovato a suo agio anche nell’umidità della Florida dove ha trionfato al termine di due settimane falcidiate da continue interruzioni dovute alla pioggia, ma se Indian Wells è sempre stato quasi un tabù per Jannik, Miami è il suo giardino di casa: qui ha fatto le prime finali importanti della carriera perdendo nel 2021 e nel 2023, qui è imbattuto ormai da quella partita con Medvedev considerando che vinse anche nel 2024 e nel 2025 non partecipò causa squalifica, ed è alla quarta finale su cinque presenze. Questo 2026 ha allegato i ricordi del record realizzato nel corso della partita contro Moutet, superato il record precedente di set vinti nei Master 1000 che era nella mani di Djokovic 26-24, e ora con il trofeo in mano si è trovato a 34 and counting come si dice da queste parti. Eppure dei momenti di difficoltà ci sono stati, ha attraversato uno 0-4 nel tie break con Medevedv e un 5-2 con Michelsen e forse anche per questo motivo che Zverev ha iniziato a credere di poter finalmente riscattare quella disfatta del 2025. Jannik sparse il sale sulle convinzioni dell’Adone Teutonico che non si riprese per diversi mesi e prima di mostrare il suo miglior tennis ha dovuto attendere a lungo, praticamente fino al torneo di Miami 2026 quando il perentorio 6-3 7-6 ha demolito di nuovo la fiducia del Re senza corona, anzi senza Slam. Emblematico lo scambio di 22 colpi e lo smash sbagliato sul finale della partita che hanno lanciato Sinner in finale contro Lehecka. Avversario che non ci si aspettava, che ha giocato la partita più improntate della carriera dopo uno splendido torneo in cui non aveva ancora mai perso il servizio, sono bastati tre game per infrangere questa statistica con Jannik. Una prima ormai infallibile, 33 punti su 36 quando è entrata in campo, la solita risposta micidiale unita alla solidità in difesa hanno fatto il resto. La festa giunge il giorno dopo quella di Aryna Sabalenka anche lei vincitrice del Sunshine Double che al femminile è stata solo la quinta a riuscirci nella storia, ed è la quarta volta che si realizza sia al maschile che al femminile dopo Sampras Graff nel 1994, Federer Clijster nel 2005 e Djokovic Azarenka nel 2016. Conquistata anche l’America, di nuovo (Ha vinto lo USOpen nel 2024) anche se non siamo sicurissimi che negli States amino la Volpe Rossa viste le 29 vittorie consecutive contro giocatori statunitensi, solo nel 2026 sono caduti Spizzirri, Shelton, Tien, Michelsen e Tiafoe contro cui si è consumata la vendetta per Vienna 2021. In totale 71 ace nel torneo per l’ex numero uno del mondo, il suo record secondo solo all’Australian Open di quest’anno dove però si gioca 3 su 5, un fondamentale che è cresciuto verticalmente da New York ad oggi, ma adesso sulla terra rossa potrebbe risultare meno determinante.

Assalto al Numero Uno, prossima tappa Montecarlo
Dopo una settimana di allenamento si torna a sporcarsi sulla terra rossa europea, ed è già da Montecarlo che Jannik potrà sferrare l’attacco al numero uno del mondo Carlos Alcaraz che a Miami ha vissuto l’ennesimo dramma della sua carriera in Florida. All’Hard Rock Stadium cade al terzo turno, leggermente meglio dello scorso anno quando perse da Goffin all’esordio e inziò addirittura a meditare sul ritiro, un’evoluzione strana la sua storia con la casa dei Dolphins considerando che il primo Master 1000 della carriera arrivò proprio qui nel 2022. Quest’anno la sconfitta avviene con Sebastian Korda, e non è la prima volta che accade visto che sulla terra rossa di Montecarlo venne sorpreso proprio dal figlio d’arte americano quattro anni fa. Nei 4 tornei disputati in stagione non si sono ancora incrociati lui e Sinner per lo sconforto dei vari organizzatori dei tornei che speravano vendere biglietti e pubblicità per la sfida più attesa dell’era contemporanea. Adesso, essendo uscito così velocemente a Montecarlo e in generale nella stagione sul Clay ha da difendere poco più di 4000 punti avendo vinto Roma, il Principato, il Roland Garros e la finale di Barcellona. Di contro Jannik era squalificato e quindi è rientrato direttamente al Foro Italico dove ha raggiunto la finale e quindi, proprio in virtù della doppia vittoria sul cemento americano l’occasione per il sorpasso può arrivare già in caso di successo a MonteCarlo. Jannik saluta l’hard Rock Stadium con grandi ambizioni per la stagione alla quale tiene di più, quella in Europa, con Foro Italico e Parigi che sono i grandi obiettivi del 2026. Alla velocità di una Formula uno, visto che intorno al Centrale di Miami si correrà una gara sperando di vedere altri italiani, magari Antonelli, magari i ragazzi di Gattuso esultare proprio li quest’estate, la Volpe Rossa ora si incammina verso il clou dell’anno, cancellando ormai la delusione dell’Australia.
