I consigli giusti di un figlio ad un padre, “Prendi il tuo tempo, pensa molto, potresti essere qui domani ma non i tuoi sogni”, una frase di Cat Stevens che in realtà nella composiozne del cantautore in questo caso è il padre che da questo consiglio al figlio, ma il fatto è che il cantautore ha centrato il punto e anche per Novak Djokovic vale questo discorso e mai come in questa stagione si è reso conto che un domani i suoi sogni, la sua più grande motivazione quella di diventare definitamente il più vincente della storia del tennis superando Margaret Court per numero di slam, potrebbe non essere semrpe a portata di mano. D’altronde il tempo passa per tutti, e quando ha affermato “chiederò consigli a mio figlio Stefan” in maniera ironica per ricordare la serie di palleggi che il piccolo Djokovic ha effettuato con Flavio Cobolli stava già pensando in un certo senso ad uno scenario post carriera. No non è stato sicuramente Stefean a spiegargli come portare a conclusione una partita che Nole ha dovuto vincere almeno tre volte, perchè altrettante sono le occasioni che Flavio è riuscito a concretizzare per mantenere aperto un match tutt’altro che soporifero e non ce ne voglia Hugh Grant pescato dalle telecamere durante un sonnellino sugli spalti del Centrale. Certo è stato un coinvolgimento importante per noi italiani, già di ogni altro tifoso considerando che in contemporanea sul campo 1 Jannik Sinner archiviava la pratica Ben Shelton, un gigante spaventoso più al livello mediatico che al livello concreto del tennis giocato. La volpe Rossa arrivava comunque a questo match con i favori del pornostico, ma pur sempre con un enorme incognita, con la grazia ricevuta per la partita con Dimitrov e un gomito dolorante e fasciato reduce da una risonanza a seguito della caduta occorsa durante il primo game contro il bulgaro. Invece come da programma si avvicina sempre di più un’ipotetica finale tra Sinner ed Alcaraz anche se di mezzo ci sarà proprio Nole all’inseguimento del record di Roger degli otto Wimbledon e del potere assoluto, del ruolo inarrivabile con quel numero 26 che ormai è scolpito nella sua mente fin da prima dell’Era Sincaraz, considerando che i due Dioscuri moderni della racchetta si sono spartiti tutti gli Slam a partire dall’Australian Open 2024.

Sinner-Shelton, falso allarme
Falso allarme. L’italia intera si era preoccupata quando Griogr Dimitrov stava onorando il suo soprannome-condanna di baby Fed davanti all’Orignale Fed, quel Roger che nella sua visita a Wimbledon con la fianco la First Lady Mirka Vavrinec ha ricevuto gli applausi dei suoi semrpe fedeli sudditi della racchetta e anche gli elogi da parte di chi rischia di raggiunge il suo record di vittorie e sui prati inglesi “E’ la prima volta che mi vede vincere, vorrei avere il suo serve and volley“. Sarà Novak Djokovic quindi alla fine ad affrontare quel Jannik Sinner che Re Roger aveva visto tanto in difficoltà contro Dimitrov e che con ogni probabilità avrebbe perso senza l’infortunio alla spalla del bulgaro che lo costringerà a tornare forse in tempo per lo US Open. Jannik giunge in Semifinale avendo perso solamente quei due set, anche con Shelton sembra essere tornata la normalità, ordinaria amministrazione che ha scacciato via ogni precedente e ogni timore per l’allenamento ridotto del giorno prima e per la solidità della battuta dell’americano. Per adattarsi all’erba Sinner ha modificato alcuni dettagli a partire dall’impugnatura del servizio, che è più chiusa rispetto alla superficie del Roland Garros, la polvere di mattone che evoca ritmi più lenti e scambi prolungati. Adesso le risposte di Jannik sono più bloccate in centimetri di dritto, è migliorata la volée o almeno si è adattata anche essa con un taglio da sotto tipico e idoneo al gioco dei Championships. Sono tutte armi che gli hanno permesso di guadagnare punti rispetto allo scorso anno, quando con la spada di Damocle del caso clostebol pendente sulla sua mente ha finto per perdere prematuramente con Medvedev. Dopo quella sconfitta al livello Slam sono arrivate 4 semifinali consecutive, è il più giovane a riuscirci dal 2009, da quando tale impresa portava la firma di un certo Rafael Nadal. Questa è stata una vittoria, si non ci sono alibi per lo sconfitto e deve esserne orgoglioso, tira un sospiro di sollievo adesso dopo che contro Dimitrov aveva affermato di non sentirsi un vincitore e per la prima volta a distanza di mesi nessuno lo dava per vincitore. “Queste battaglie mi piacciono tanto, con ben iniziamo a conoscerci meglio”, L’americano è un 2002 e anche lui fa parte del futuro di questo tennis che continuerà ad avere ancora un numero uno al mondo tricolore.

Cobolli-Djokovic, vicino ma lontano
Inesorabile, per un momento alla vigilai delle due partite di oggi si paventava anche il timore di perderli entrambi, sia Sinner acciaccato per i problemi al gomito, che Flavio Cobolli che di fronte aveva di fatto un avversario verosimilmente insuperabile. Quel nova Djokvic in decadenza, in una fase crepuscolare della sua carriera in grado comunque di risollevarsi e di riemergere proprio qui a Wimbledon dove si è affacciato per 7 volte dal balcone del vincitore e dove è il finalista uscente. Per la prima volta sul Centrale del torneo più celebre e ambito al mondo entrava Flavio Cobolli che aveva inziato questa edizione con la testa di serie numero 22 e ora entrerò in top20 dopo aver completato il milgior slam della sua pur sempre giovane carriera. Ottime speranza per la Davis italiana, pur con Berrettini e Musetti crollati su loro stessi nel primo turno mietitore di tante vittime illustri (da Zverev a Tsitsipas, da Medvedev a Bublik) agli ottavi di finale erano arrivati in tre, qualcosa di inedito sui campi dell’All England Club. Novak Djokovic per guadagnarsi la seminale con Sinner ha dovuto vincere più di una volta la partita contro questo azzurro mai affrontato in precedenza in partita al meglio di 5 set (un solo precedente l’assolo di Shangai 2024 6-1 6-2 per Nole). La musica è cambiata da quel primo precedente e lo si denota fin dal primo parziale dove il serbo ha servito per il set ma è stato ripreso da Flavio che si è portato avanti vincendo il tie break 8-6. Rapido il secondo in cui il passaggio a vuoto dell’ex primavera della Roma è stato netto ed evidente 6-2 subito riscattato però, perchè è li che Nole sembrava aver in mano la partita, invece ha dovuto remare, e faticare non poco per chiudere anche il terzo dopo essere andato in vantaggio 2-0, recuperato 2-2 e poi tornato definitvamente avanti nell’undicesimo gioco. Davanti agli occhi di Edoardo Bove, di Fabio Fognini che aveva appena annunciato il ritiro, il romano galleggia e sopravvive con il servizio fino al 4-4 quando concede una palla break al Djoker e finisce per regalargliela con una malsana volée. A quel punto Nole ha servito per il Match, ha due palle della partita ma gliele annulla entrambe Cobolli, la seconda delle quali mandando l’ex numero uno al mondo al tappeto con un innaturale torsione della gamba. A quel punto qualcuno inizia temere per il peggio, ma il serbo conosce il suo corpo e si rialza, cancella la smorfia di dolore e mette a segno due punti, chiudendo al terzo match point con una volée simile a quella fallita da Flavio che gli ha consegnato la partita. Sarà la sua 14esima semifinale a Wimbledon, la 46esima in totale negli slam i numeri in continuo aggiornamento del campione dei campioni.
