Wimbledon, Re Jannik secondo: il bis ai Championship è servito.

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Jannik Sinner

London Calling, again parafrasando I Clash. Senza l’Italia al mondiale è sempre l’Inghilterra la terra di conquista per lo sport azzurro, Jannik Sinner torna ad indossare la corona del Re come lo scorso anno servendo un bis che nel torneo più prestigioso ed improntate al mondo era riuscito in precedenza solo ad altri nove tennisti prima di lui, ultimo dei quali Carlos Alcaraz. E’ il primo italiano a raggiungere due finali consecutive a Londra, in quella Londra in cui Berrettini perse contro Djokovic l’11 luglio del 2021 il giorno ricordato come l’ultimo grande acuto del calcio italiano che oggi ha passato al tennis lo scettro di sport nazionale. Questa volta Zverev cede, uno Zverev mai visto contro Sinner, si vede che la Vittoria dello Slam arrivata contro un italiano Cobolli a Parigi gli è servita soprattuto al morale. Tant’è che Jan stesso ha affermato di aver trovato di fronte a se “Un avversario nuovo, molto più aggressivo, in fiducia e sicuro di se”. Insomma Zverev, nuovo numero due al mondo, ha giocato il miglior tennis della sua vita nei primi due set, quando poi un piccolo passo falso al servizio ha consegnato a Jannik il primo break e di conseguenza gli ha permesso di controllare il resto della finale. Quando ha inziato a leggere meglio le traiettorie del servizio dell’Adone Teutonico la partita è cambiata.

Jannik Sinner – Ipa/Fotogramma

Wimbledon, vince il più tenace: Sinner dimentica anche quest’anno la sconfitta di Parigi

Sullo Chatrier ancora circola l’aria torrida che ha portato all’ultima sconfitta di Sinner, il secondo turno contro Juan Manuel Cerundolo, un ko in cinque set che ha messo fine a tutte le strisce record dell’altoatesino. Una maledizione il tempio della terra rossa dopo quei match point falliti nel 2025 e dopo questa canicola che ha sfiancato il fisico nell’anno in cui avrebbe potuto realizzare il career grand slam. Come lo scorso anno invece ha reagito sui prati inglesi, dove le temperature erano più miti per forza di cose, ma dove anche lui ha prestato una maggior attenzione ai segnali del suo corpo. Ha saltato ogni torneo precedente i Championship, e lo abbiamo sempre visto cambiarsi maglietta ad ogni set e sotto delle temperature confortevoli si è in ogni caso coperto il collo con un collare refrigerato durante i cambi campo. Effettivamente è stato trovato qualcosa che non andava nel corso degli esami al San Raffaele di Milano, “Abbiamo capito alcune cose su quello che ho avuto. Non è qualcosa a cui si possa trovare una soluzione definitiva, potrebbe succedere di nuovo, ma saremo più preparati”. La vittoria appartiene ai più tenaci, è la frase di Roland Garros, l’aviatore al quale sono intitolati gli Open di Francia che campeggia sullo Chatrier e che forse uscendo dallo stadio è stata l’ultima cosa che Jannik ha voluto vedere e fissare nella sua mente. Come sempre dopo una delusione ha rimesso insieme i pezzi del puzzle per tornare a traguardi inesplorati per i tennisti italiani, mai nessuno infatti del nostro paese aveva vinto per due volte sui verdi prati inglesi. In realtà però gli spettri di quanto accaduto nella Ville Lumiere si sono subito manifestati e non lo hanno abbandonato fin dal primo giorno qui a Londra, fin dalla partita con Kecmanovic, giocatore serbo in passato allenato da Troicki che lo ha abbandonato per andare da Djokovic. Durante l’esordio Jannik cade malamente, si tocca l’anca dopo l’incidente, la scarpa bianca viene rovinata dal sangue che sgorga al suo interno, si è aperta una ferita che ha fatto preoccupare anche il suo angolo scattato in piedi. Poi si riprende e aggiudicandosi il quarto set si lascia scappare un urlo che attraversa la manica, raramente lo abbiamo visto così teso, per un primo turno poi. Chiude in oltre tre ore, ma avanza iniziando a limare ogni dettaglio, a partire proprio dal servizio che è stata la vera arma in più di Sinner in questa edizione. Pensare che nel 2025 ha chiuso i Championships con 62 ace in tutto il torneo, un totale superato già al terzo turno con Brooksby. Si vede la mano di Vagnozzi che ha allenato questo colpo fino allo sfinimento anche perchè sull’erba, secondo quanto riportato da uno studio di Anna Fitzpatrick il match si decide nei primissimi colpi dello scambio, nel 92% vince chi conquista più punti negli scambi compresi tra 0 e 4 colpi. Ciò che non funzionava erano invece la risposta e il rovescio, non dominanti come in passato, ma come aveva anticipato Becker durante il torneo, Jan ha alzato il livello al momento giusto anche grazie all’intervento di Cahill. Andre Agassi ha raccontato che quando lui aveva problemi di timing il coach australiano lo portava ad allenarsi indoor ed è prorpio quello che Cahill ha fatto con Sinner, spesso aggiungendo due sparring alle sue sessioni. Infatti abbiamo visto che in semifinale con Djokovic e in finale con Zverev ha inziato a colpire in anticipo togliendo tempo agli avversari prendendosi anche la rivincita sul serbo che lo aveva battuto in Australia. Dalla parte opposta della rete la sfida è di nuovo Italia-Germania come accaduto a Parigi, sempre Zverev ad inseguire il suo secondo slam della carriera, ma questa volta con la mente libera per averne già conquistato uno. Durante la partita a soffrire di più è stata mamma Siglinde, soprattutto nel primo set in cui Sinner ha perso al tie break e ha visto la madre lasciare lo stadio durante il secondo che poi ha vinto anche in quel caso al tie break. La prima palla break è sulla risposta di Zverev, dopo 2 ore e 42, ma la prima convertita è di Sinner con un punto straordinario, nell’ottavo game quando la Volpe Rossa cade rimbalza come uno sciatore che mette giù il ginocchio durante uno slalom e chiude il punto. Da li totale controllo, con un ultimo brivido al momento di servire per il torneo, quando era andato sotto 15-30 prima di recuperare e festeggiare anche quest’anno il titolo più prestigioso del circuito. E’ la decima sconfitta consecutiva per Zverev contro Sinner, “E’ semplicemente più forte” ha detto il tedesco alla seconda sconfitta in finale slam della carriera contro l’azzurro dopo quella in Australia che lo aveva sconfortato parecchio “Non vincerò mai uno slam” disse, oggi quel titolo brilla ancora nella sua bacheca. Attenzione a considerarla normalità, ci ricordiamo tutti dello stato disperato in cui versava il tennis italiano prima della rivoluzione a cavallo tra i due decenni, non ci abitueremo mai “Dobbiamo ricordarci che non è un fallimento se non vinco uno slam, sono giorni rari e ore ne ho 5 nella mia vita”, 5 come gli slam di Sinner nel corso della carriera.

Jannik Sinner

Sinner, I saliscendi della stagione

Come abbiamo già ricordato la frase del centrale del Roland Garros, la vittoria appartiene ai più tenaci, Sinner sembra aver interpretato qeusta massima non soltanto nel corso di Wimbledon, ma anche per tutta la staiogne 2026 che ormai lo vede saldamente al primo posto in classifica ed è anche improbabile che a fine anno qualcuno possa togliergli quel primato. Complice certo l’assenza di Alcaraz, Sinner si è manifestato come il grande protagonista indiscusso di questa stagione ricca di vittorie schiaccianti, di record ma anche di passi falsi difficili da spiegare che ricordano che la perfezione è ancora lontana dall’essere raggiunta: “Ci sono piccole cose he posso fare meglio, i lavoro non finisce mai”. In Australia arrivava con il compito di difendere il duplice titolo del 2025 e del 2024, invece sulla sua strada ha trovato prima uno spavento dovuto al caldo contro Spizzirri, in una partita in cui si è salvato grazie alla Heat policy di Melbourne, e poi un redivivo Djokovic che lo ha sconfitto in semifinale. A quel punto ha dovuto vedere il trionfo di Alcaraz che è diventato il primo dei due a completare il career grand slam, un duro colpo per la Volpe Rossa che si è presentato anche poi a Doha quando ha perso da Mensik, proprio li dove l’anno precedente gli venne comunicata la squalifica per il caso clostebol. A far da svolta però alla stagione ci si è messo di mezzo anche il meteo di Montecarlo, un inverno freddo quello del principato con strascichi fino a Marzo e che hanno portato Jannik alla scelta di allenarsi una settimana in più sotto al sole del deserto di Indian Wells. E così è arrivata la vittoria del sunshine double senza perdere set, Indian Wells-Miami e intanto Alcaraz soffriva come sempre nei due 1000 d’America. Sapeva, Sinner che alla vigilia della stagione la terra rossa sarebbe stato il terreno dove nei confronti di Carlos giocava in trasferta, ma l’epica finale di Montecarlo ha cambiato le carte in tavola, terzo 1000 consecutivo in stagione, primo sulla terra rossa e numero uno al mondo di nuovo nella mani dell’altoatesino. Con le gerarchie ristabilite, il murciano è stato vittima di un infortunio che ancora oggi lo teine lontano dai campi, ciò ha spalancato la strada a Jannik che è andato a vincere il torneo di Madrid, sulla carta un 1000 che non avrebbe dovuto giocare e dopo il malessere durante la sfida con Medvedev al Foro ha riportato la coppa degli internazionali nella mani di un italiano 50 anni dopo Panatta che gli ha consegnato il trofeo. Adriano avrebbe voluto consegnarlgli anche la Coppa ei Moschettieri, ma la canicola di Parigi sappiamo quali danni ha creato nella sfida con Juan Cerundolo e quindi Zverev ha poi fatto il resto sconfiggendo in una tiratissima finale anche Flavio Cobolli che qui a Wimbledon ha sognato di arrivare in una finale tutta italiana, ma ha perso a sorpresa con Fery ai quarti. E poi è arrivato Church Road, la partita in apnea contro Kecmanovic, la progressione e un livello di gioco in crescita fino all’apoteosi contro Djokovic e Zverev. Adesso ancora non sa come programmare la seconda parte della sua estate, ci sarebbero Montreal e Cincinnati, ma essendo già l’unico insieme a Djokovic ad avere in bacheca tutti i 9 master 1000 potrebbe anche scegliere a quale dei due rinunciare per preparasi al meglio per lo US Open, dove troverà di nuovo Carlos Alcaraz sulla strada verso nuovi record.