Vittoria dei sostenitori della libertà vaccinale. Il Tar dà torto al governo.

Non è ammissibile togliere l'intera retribuzione ai lavoratori che rifiutano di vaccinarsi. Il principio viola il diritto al sostentamento. Storica sentenza del Tar del Veneto. Gli avvocati : «Lo stato di emergenza ha minato le libertà, le misure adottate in Italia sono sproporzionate».

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Il Tar del Veneto ha deliberato che l’interruzione della retribuzione dei lavoratori non vaccinati è contraria al diritto di sostentamento e deve pertanto essere contenuta entro il limite del 50%. Il giudice ha sospeso i i provvedimenti adottati da una questura e da un comando militare riguardante personale delle forze dell’ordine e militari.

Gli effetti del decreto del Tar del Veneto possono essere dirompenti. I latori oggetti del provvedimento sono stati sospesi nel mese di dicembre dalle loro mansioni e privati interamente del loro stipendio perché si sono rifiutati di adempiere all’obbligo vaccinale. La decisione del Tar del Veneto sospende i provvedimento per il momento in maniera parziale e a titolo provvisorio in via cautelare in attesa del giudizio di merito su cui invece si inizierà a discutere a fine mese.

Alla testata Bussola Quotidiana i legali dei lavoratori coinvolti hanno dichiarato: “auspichiamo che questi provvedimenti, in linea con altre pronunce succedutesi nelle ultime settimane, contribuiscano ad alimentare una riflessione sui diritti costituzionali scalfiti dalla normativa emergenziale degli ultimi due anni e, nondimeno, sulla centralità, nel nostro ordinamento, del diritto/dovere al lavoro..Quanto accaduto nel corso dello stato di emergenza ha minato diverse libertà, non solo quella di coscienza, e compromesso il diritto alla salute ed il diritto al lavoro, con evidente lesione di diritti essenziali che non possono essere oggetto di concessione a tempo”. Uno dei giuristi del pool Davide Fortunato precisa sempre alla stessa testata che la sentenza “è l’ennesima prova, insieme a varie pronunce di queste settimane, che le norme su cui il Governo ha puntato per affrontare l’emergenza presentano, tanti, troppi, problemi e limiti..Se pensiamo allo stato attuale dell’emergenza sanitaria e, ad esempio, a quanto accade in altri paesi europei, le misure adottate in Italia sono sproporzionate. Inoltre, sono stati introdotti dei gravi precedenti, andando a ledere, ad esempio, il diritto al lavoro su cui dovrebbe fondarsi la Repubblica”.

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