Tennis, Internazionali 2026 a Roma: la rincorsa alla storia di Sinner.

0
Jannik Sinner, ph. Ascanio Antolini Ossi

C’è ormai una tendenza sui social a rappresentare gli sportivi protagonisti a Roma con sottofondo la musica leggendaria del film il Gladiatore. Le metafore legate all’Impero romano si sprecano quando si parla di calcio, di pallavolo, di basket e anche di tennis nella capitale e questo 2026, con gli Internazionali BNL d’Italia che scattano oggi non è stato da meno. Il campione uscente non ci sarà, Carlos Alcaraz ha alzato bandiera bianca per l’infortunio al polso a Barcellona e quindi destinatario dell’eredità della corona imperiale è Jannik Sinner. Un sovrano italiano per la città eterna come lo è stato l’ultima volta Adriano Panatta nel 1976, cinquant’anni, troppo tempo per un movimento tennistico che è nel pieno della sua seconda era d’oro. Lo scorso anno la maledizione è stata spezzata da Jasmine Paolini, era dal 1985 che un’italiana non vinceva il torneo del singolare femminile, ci è riuscita lei al culmine di due anni straordinari, ma adesso la Regina uscente arriva nel Raccordo con meno aspettative del 2025, in un annata in cui ha faticato a trovare la quadra con il suo tennis e con le nuove generazioni. Avrà anche l’occasione forse per concentrarsi sul doppio femminile, al fianco di Sara Errani, sono bicampionesse in carica e solamente Olga Morozova prima e Monica Seles poi sono riuscite a vincere in tre anni consecutivi. Il successo di una coppia italiana nel doppio maschile invece manca dal 1960, da Pietrangeli-Sirola, mentre la bandiera tricolore non sventola dal 1991 ossia da quando Omar Camporese trionfò al fianco di Goran Ivanisevic che sarà quest’anno presente al Foro Italico in qualità di coach di Arthur Fils. Pensare a un poker è forse chiedere troppo, anche al tennis italiano campione di tutto che si presenta con due squadre vincitrici del mondiale, la Billie Jean King Cup e la Coppa Davis, quest’ultima che peraltro porta la firma di Matteo Berrettini e Flavio Cobolli, amici più che colleghi figli della Città Eterna.

Jasmine Paolini, ph. Ascanio Antolini Ossi

Paolini per difendere il titolo

Sarà un Foro Italico nuovo o quasi, rivoluzionato e allargato lo scorso anno da quando l’area tennis ha inglobato anche lo Stadio dei Marmi dove oggi sorge la BNP Paribas Arena erede dell’ex GrandStand. La Supertennis Arena si è invece spostata al lato del Centrale con ulteriori campi nella zona piscine e, lasciatecelo dire per fortuna, sono state rimosse le tribune aggiuntive intorno al Pietrangeli che a detta di molti deturpavano il campo più amato e affascinante al mondo. E’ in questo luogo magico che Jannik Sinner inseguirà il titolo che gli manca per completare la collezione dei Master 1000 e Jasmine Paolini cercherà di replicare la vittoria del 2025 per una storica, ma molto difficile, doppietta. Partiamo proprio dall’analizzare il tabellone della Gelsomina d’Italia, il suo torneo inizierà dal secondo turno nella parte alta del tabellone e quindi deve ancora scoprire la sua avversaria che verrà fuori dalla sfida tra JeanJean ed Haddad Maia, con la brasiliana favorita, una specialista delle maratone (proprio qui epico il quarto di finale del 2023 e anche la semifinale del Roland Garros in quello stesso anno). Superato l’ostacolo verdeoro la testa di serie più vicina a lei è Elise Mertens, altra semifinalista Slam (Australian Open 2018) oppure una tra Udvardy e la giovane Korneeva della Rafa Nadal Academy e che perse la finale dell’Australia Open junior 2023 contro Mirra Andreeva, sua amica e coetanea probabile avversaria di Jasmine agli ottavi di finale. Nonostante i suoi 18 anni la russa non ha bisogno di presentazioni, già semifinalista Slam nel 2024, vincitrice di due Master 1000 e finalista a Madrid proprio sabato scorso. Guardare ancora avanti nel tabellone sembra un azzardo guidato dall’ottimismo, ma la magia del Foro Italico può ridare fiducia a Jasmine che in stagione non ha ancora vinto più di due partite nello stesso torneo. E quindi ai quarti la sua avversaria più probabile è Coco Gauff, finalista uscente, ma attenzione da quel lato del tabellone anche a Kalinina (qui a Roma ha giocato l’ultimo atto contro Rybakina) ed Iva Jovic che ha sconfitto Jas a Melbourne. La semifinale è quella contro Aryna Sabalenka o Amanda Anisimova, due giocatrici, sopratutto la prima che diffcilmente falliscono in questi grandi appuntamenti.

Lorenzo Musetti

Sinner, per il sesto e per il Master 1000 Career slam

Master 1000 Career slam o Gran Master Career scegliete voi la definizione, ossia la vittoria di tutti i 9 Master 1000 del circuito, qualcosa che nella storia è riuscita solamente a Novak Djokvoic e quindi se vogliamo un’impresa ancora più complicata del Career Gran Slam completato da Alcaraz a gennaio e dedicato a chi si aggiudica in carriera tutte le 4 prove dello Slam. Quale teatro migliore per festeggiare un tale traguardo se non il Foro Italico, quale anno migliore se non questo in cui Carlos Alcaraz è fermo per infortunio, quale momento migliore se non quello in cui Jannik è reduce da 28 vittorie consecutive nei tornei di questa categoria e potrebbe incrementare il proprio record con il sesto titolo di fila? Come lui stesso ha più volte affermato, facciamo bene a non pensare adesso ai record, anche se Vagnozzi ha ammesso: “Tornare al numero uno del mondo è stato importante”. La volpe Rossa farà il suo esordio sul Centrale sabato contro il vincente della sfida tra Ofner e Michelsen. Senza Alcaraz i pericoli principali sono Djokovic e Zverev entrambi dalla parte opposta del tabellone, quella di Lorenzo Musetti. I fantastici quattro italiani, le quattro teste di serie in un torneo ideale potrebbero arrivare tutte in semfinale almeno per gli accoppiamenti del tabellone, poi servirebbero diverse imprese di ciascuno di loro. Partiamo proprio da Lorenzo che esordirà contro Fearnley o Mpetshi Perricard in quella che sarebbe una sfida tra rovesci a una mano. Il terzo turno vede sulla sua strada il terraiolo Francisco Cerundolo e poi agli ottavi Jiri Lehecka per una possibile rivincita dopo Madrid. Ai quarti l’incrocio sarà con Djokovic, di certo una delle partite più attese del torneo e abbiamo tutti nella memoria quanto accadde in Australia. Restando nella Bottom Half, ossia la parte bassa del tabellone troviamo Federico Cinà, ma anche e soprattuto Luciano Darderi che si è allenato lontano dal Foro Italico, ma che è pronto a sfruttare la sua superficie preferita, non più veloce come in Spagna. Al secondo turno rischia di incontrare Hurckacz (o Hanfmann) e poi un altro giocatore da campi veloci come Tommy Paul prima di Alexander Zverev agli ottavi. Difficile immaginarlo oltre quella soglia, ma per completezza citiamo anche il possibile quarto con Bublik, Jodar, Tien o De Minaur e la semifinale con Musetti o Djokovic. Ed eccoci alla parte alta del tabellone, dove Flavio Cobolli sarà il padrone di casa letteralmente. La sua carriera sportiva era iniziata con il sogno dello stadio olimpico e si è realizzata a pochi metri di distanza al Foro Italico, non su un campo da calcio ma su quello da tennis. Dopo quanto successo in Davis stuzzica l’idea di un esordio con Bergs (l’alternativa è Atmane) al quale seguirà la sfida con uno tra Norrie, Tirante e Cadenasso. Gli ottavi lo vedono già impegnato contro un colosso, contro Daniil Medvedev, un campione del Foro Italico che tuttavia ha dimostrato (perdendo 6-0 6-0 con Berrettini) che il feeling con la terra rossa non è ancora sbocciato e forse non lo farà mai. Guardare ai quarti è prematuro, non per Cobolli quanto per la concorrenza e l’incertezza di quella zona di tabellone che vede un susseguirsi di Fonseca, Vacherot, Etcheverry, Auger Aliassime, Shapovalov, troppo difficile fare un pronostico. E chiudiamo con Sinner che potrebbe trovare Berrettini al terzo turno ma Matteo dovrebbe battere Popyrin e Mensik. Con il ceco sarebbe un rivincita dopo Doha, mentre sarebbe di nuovo una sfida con Fils agli ottavi, il francese ha già perso con Jan a Madrid. I quarti per la Volpe Rossa vedono uno tra Davidovich, Rublev, Nakashima o Shelton (altri sarebbero delle grandi sorprese), ma contro i mancini ha uno score di 23 vittorie consecutive. Il Foro è pronto ad incoronare il proprio Re, che dopo 50 anni speriamo possa essere italiano.