Spazi e tempi, le regole da adottare nello smart working.

Il governo ha prorogato il lavoro agile semplificato per tuttta l'estate. Ma in lockdown il 28% degli italiani ha sofferto di tecnostress, il 17% di over working. I consigli degli esperti

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Lo smart working semplificato, che permette ai lavoratori del settore privato di accedere al lavoro agile su base volontaria senza accordi aziendali, è stato prorogato per tutta l’estate. Tuttavia le modalità, gli strumenti, i doveri e diritti di questa nuova formula che abbiamo imparato a sperimentare negli anni del Covid restano al centro del dibattito. E da li, secondo gli esperti, è necessario partire per gettare le basi di un lavoro agile collaudato, che possa essere svolto senza storture, così come è stato concepito. Ma la strada sembra ancora in salita.

Ecco allora alcune regole da seguire, secondo Cefriel, il centro di innovazione digitale fondato dal Politecnico di Milano.

Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano, nel periodo di completa remotizzazione, il 28% ha sofferto di tecnostress e il 17% di over working, a dimostrazione del fatto che non si può parlare di smart working senza aver definito un modello organizzativo e delle policy adeguate che lo rendano attuabile e positivo per tutte le parti interessate.

Lo smart working semplificato, che permette ai lavoratori del settore privato di accedere al lavoro agile su base volontaria senza accordi aziendali, è stato prorogato per tutta l’estate. Tuttavia le modalità, gli strumenti, i doveri e diritti di questa nuova formula che abbiamo imparato a sperimentare negli anni del Covid restano al centro del dibattito. E da li, secondo gli esperti, è necessario partire per gettare le basi di un lavoro agile collaudato, che possa essere svolto senza storture, così come è stato concepito. Ma la strada sembra ancora in salita.

Ecco allora alcune regole da seguire, secondo Cefriel, il centro di innovazione digitale fondato dal Politecnico di Milano.

Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano, nel periodo di completa remotizzazione, il 28% ha sofferto di tecnostress e il 17% di over working, a dimostrazione del fatto che non si può parlare di smart working senza aver definito un modello organizzativo e delle policy adeguate che lo rendano attuabile e positivo per tutte le parti interessate

Fonte: AdnKronos.

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