Spagna-Francia 2-0, Magistrale De la Fuente: Furie rosse in finale per la seconda volta nella storia.

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Lamine Yamal, Spagna

Si chiedeva Bob Dylan “Quante strade un uomo deve attraversare prima di poter essere chiamato uomo?” e quindi quanto dovranno vincere, quanti traguardi dovranno raggiungere gli spagnoli prima di essere considerati la squadra migliore al mondo? Probabilmente ancora una partita, la più improntate di questo nuovo ciclo che li vede arrivare in finale dei mondiali da campioni d’Europa in carica come era successo alle Furie rosse nel 2010, alla Germania nel 1982 e nel 1974 e all’Italia nel 1970. Anche i grandi favoriti cadono, perdono contro i ragazzi di De la Fuente, gli iberici che per la seconda volta nella storia arrivano a giocarsi il titolo un po’ in disparte, nascondendosi e dimostrando di poter mettere in atto la partita perfetta al momento del bisogno. E forse abbiamo sbagliato a definire la Francia come la squadra più forte del mondiale, abbagliati dalla luce accecante dei fantastici 4 in attacco che invece sono stati ingabbiati nelle linee difensive di De la Fuente e dai muri calcistici di Cubarsi e Laporte, spesso lasciati soli viste le discese verso la porta di Cucurella e di Pedro Porro (una delle quali ha portato al gol del 2-0). Los Ninos ibericos sono diventati adulti, non si tratta più degli esordienti visti ad Euro 2024, la nazionale giovanissima ha affermato la sua supremazia senza illuminare il suo cammino per tutto il torneo come invece hanno dimostrato i transalpini. Dopo lo 0-0 con Capo Verde il nome della Spagna era sempre più lontano dall’essere indicato come favorito per alzare la coppa al Met Life stadium domenica prossima e invece saranno proprio li a contendere il trofeo più ambito ad una tra Argentina e Inghilterra.

Rodri, Spagna

Il capolavoro di De La Fuente: la Francia cade nella trappola spagnola

E mentre per le strade, e principalmente per i social spagnoli risuonano le note distorte di Bad Romance di Lady Gaga (i don’t wanna be friends diventa i don’t wanna be French), quei giocatori che per lo più non hanno neanche memoria del mondiale 2010 si abbracciano in campo e si preparano a vivere la partita più importante ed emozionate ella loro carriera, quella che qualunque giocatore vuole vivere, la finale del Mondiale. Non c’è due senza tre, la Spagna vince la terza semifinale su tre contro i francesi che si trovano quindi davanti al loro nuovo incubo: nel 2025 fu la Nations League, nel 2024 la semifinale dell’europeo, ma anche andando più indietro si ricordano gli Europei 2012 ai quarti anche in questi ultimi due casi competizioni poi vinte dagli iberici. Dalla parte dei francesi c’era il precedente della finale di Euro 1984 vinto da Platini e il quarto di finale di Euro 2000 e al livello di mondiali troviamo anche una vittoria Francese in Germania nel 2006 agli ottavi, ma il calcio da quei tempi è cambiato e con lui sono cambiate le gerarchie che oggi ci dicono che ci troviamo in una nuova era d’oro per gli spagnoli e dovremo aspettare solo qualche giorno per capire se potranno replicare quanto fatto nel 2010, vincere dopo aver vinto anche l’europeo. Cambiano anche le squadre protagoniste, è cambiata la Spagna che rispetto al 2025 ha una difesa totalmente diversa, li c’erano Huijsen e Nacho neanche convocati quest’anno. Finalmente ha giocato Cubarsì, classe 2007, è lui l’altro talentino oltre a Yamal ad essere cruciale per le dinamiche di questa squadra e insieme a Laporte è riuscito ad imbrigliare anche Mbappé nella sua morsa, della diga alla quale ha contribuito anche Rodri alla costruzione. Ancora una volta il Classico è di Cubarsi che nelle precedenti 8 sfide con Kylian aveva vinto 6-2, per il Real la sfida al Barcellona sorride solo in un classico mancato nel volto di Cucurella che tiene a bada Dembele. De La Fuente insomma ha preparato alla perfezione la partita, non si è chiuso come aveva fatto il Marocco, anzi dopo un avvio complicato ha atteso l’episodio, il rigore causato da Digne, e ha dato sfogo alla creatività. Il risultato è un 2-0 contro i grandi favoriti di questo mondiale che vedrà a questo punto una Spagna inseguire il secondo titolo nella loro seconda finale di sempre.

Kylian Mbappe, Francia

Nel mondiale delle individualità, in finale ci arriva una squadra organizzata perfettamente dal suo allenatore De La Fuente. “La nota che fa uscire il capolavoro che è in me”, la squadra iberica potrebbe dedicare questi versi di Ultimo, il cantante del record, al suo allenatore che ha vinto il confronto diretto con un Deschamps pronto a lasciare dopo 14 anni di onorato servizio, chiusi con una sconfitta che lo vede pienamente colpevole. Scelte sbagliate nelle formazioni e cambi tardivi, dal disastroso Digne preferito a Theo Hernandez, al fumoso Tchouameni che ha tolto il posto al romanista Kone. Ma se da una parte ci sono responsabilità, dall’altra si evidenziano i meriti delle Furie Rosse con anche loro un pallone d’oro, Rodri, encomiabile e determinante, molto più di Dembele a dispetto del ruolo che ricopre. Yamal rincorre, non è quello dell’Europeo ancora per gli strascichi dell’infortunio, ma si trova marcato dall’anello debole della squadra, un Lucas Digne inadatto alla serata che infatti si fa sorprendere a causare il rigore che poi Oyarzabal trasforma. I Francesi accusano il colpo, e lo accusano pesantemente, non si avvicinano alla porta di Unai Simon fino al 64esimo quando Mbappe cerca un’azione disperata, ma aveva già raddoppiato Pedro Porro. Mbappe non è lui come non sono loro i suoi compagni d’attacco, irriconoscibili e forse il talento del Real Madrid si è giocato anche stavolta il pallone d’oro, ma il muro di Laporte e Cubarsì aiutati da Rodri è stato invalicabile per chiunque. Dovrà restare tale per la finale dove saranno favoriti sia con l’Argentina (unico precedente la fase a gironi del 1966) sia con l’Inghilterra, e sarebbe una riedizione della finale dell’Europeo, non è mai successo.

FRANCIA: Maignan 5; Kounde 5.5, Upamecano 6.5, Saliba 6/Lacroix 5 , Digne 4/Theo 5,5; Tchouameni 5,5, Rabiot 5.5/Kone 6.5, Olise 5.5/ Cherki 5.5; Barcola 6/Doue 5, Dembele 6, Mbappe 5. All. Deschamps 4.

SPAGNA: Unai Simon 7; Porro 7/Llorente SV, Cubarsi 6.5, Laporte 8, Cucurella 8; Rodri 7.5, Ruiz 6.5/Pedri SV , Olmo 7/ Merino SV; Lamine Yamal 7, Baena 6/ Nico Williams SV, Oyarzabal 6.5/Ferran Torres 5.5. All. de la Fuente 9.