Per conquistare Parigi si è sempre disposti a tutto, la città che fece innamorare Hemingway (“Ci sono solo due posti al mondo dove possiamo vivere felicemente: a casa e a Parigi”), la città oggetto dei sogni di ogni conquistatore tirannico europeo, quella che per Victor Hugo era “il centro stesso dell’umanità, città Sacra”, e per la quale si è disposti a fare sacrifici più o meno onerosi come sosteneva Enrico IV, “Parigi val bene una Messa”. Oggi possiamo concederci il lusso di modificare questa frase perché Parigi, in questo caso il Roland Garros, valgono bene le fatiche di primavera di Jannik Sinner. Imbattuto sulla superficie che un tempo era quella meno congeniale al suo gioco, un tour de force iniziato a marzo e ancora non concluso, quando non ha saltato neanche uno dei tronerei 1000 in programma sulla polvere di mattone europea e ha ottenuto 29 vittorie consecutive. L’obiettivo è quello da inizio stagione, il sogno di cancellare il passato, di sanare la ferita, profonda dei tre match point persi nel 2025 in finale contro Alcaraz. Manca solo un tassello per il career grand slam, per entrare nel ristretto club dei giocatori in grado di vincere tutti i quattro major nel corso della carriera e rispondere immediatamente al suo antagonista che ha completato il poker a gennaio scorso. Parigi è un passo dalla storia.

Tabellone aperto in partenza: Sinner e una finale che sembra troppo scontata
Sembra troppo facile, ma poi partite come quelle contro Medvedev a Roma o Dimitrov a Wimbledon ci ricordano che sopratutto nel tennis le apparenze ingannano. Lo stesso discorso vale per giocatori come Zverev, Musetti o Djokovic, che sembrano essere le prime alternative alla Sincaraz, poi ce li ritroviamo chi alle prese con gli infortuni, chi a fallire quattro match point e poi salutare il torneo e chi a lottare con il fisiologico calo fisico. E’ quel che ha in un certo senso raccontato il torneo di Roma, è un copione che il tennis ripropone costantemente e che ci fa tenere a mente che un record è sempre qualcosa di eccezionale, mai di banale e scontato. Ecco perchè vengono i brividi a pensare a cosa potrebbe fare Jannik Sinner in questo Roland Garros, innanzitutto continuare la striscia di 29 vittorie consecutive iniziata a Indian Wells, poi eguagliare Nadal, l’unico ad aver realizzato il clay slam, e pensare che a inizio carriera si sottolineavano le difficoltà su terra rossa del suo gioco. Questa digressione ci aiuta a giustificarci e scusarci nel dire che il sorteggio è stato benevolo per la Volpe Rossa che farà questa sera in sessione notturna il suo debutto sullo Chatrier contro Tabur. O almeno così lo è, come si suol dire, sulla carta: Nella parte bassa del tabellone, quella dalla quale uscirà l’eventuale finalista contro Sinner troviamo Alexander Zverev, ma anche Novak Djokovic e Jakub Mensik, gli unici due che sono usciti vittoriosi da una partita contro Jan in questo 2026. A far compagnia a loro c’è anche Casper Ruud, finalista di Roma che è nell’ottavo di Nole e ha sofferto terribilmente al primo turno con Safiullin. Si è ritirato Arthur Fils, il campione di Barcellona che era comunque dalla parte opposta del tabellone come è in quella zona anche l’astro nascente del tennis mondiale Rafa Jodar che è anche il primo indiziato per affrontare Zverev ai quarti di finale. Per trovare qualche pericolo sulla strada di Sinner bisogna andarlo a cercare con il lanternino, come direbbero a Roma, ossia bisogna impegnarsi veramente molto e serve anche un certa fantasia. Primo fra tutti pensiamo a Daniil Medvedev che ha dimostrato di non amare la terra rossa, ma di essere perfettamente in grado di giocarci. Viene dalla semifinale di Roma dove tutta Italia ha tremato e ora l’Orso Scacchista sta meditando su come compiere quell’ultimo passo che gli è mancato per vincere contro Sinner, lo troverà in semifinale. Su qeust’utlima affermazione si riservano una voce in capitolo Felix Auger Aliassime e Flavio Cobolli insieme a Francisco Cerundolo. Nell’immediato per Jannik arrivare in semifianle sembra ancora più scontato: al primo turno Tabur, poi uno tra Fearnley e Juan Cerundolo con Moutet prima testa di serie per il terzo incontro e Jan contro i francesi conta 38 vittorie (39 con Tabur) contro 4 sconfitte. Agli ottavi potrebbe essere di nuovo un francese, Rinderknech o un derby con Darderi o Berrettini. Infine ai quarti è Bublik che ha un’autostrada aperta verso lo scontro con Sinner, anche se Tsitsipas sta tornado, faticosamente, a un livello che potrebbe essere lontanamente assimilabile a quello dei tempi d’oro. Il percorso è semplice, ma attenzione perchè spesso nel tennis sono i colpi più facili che cadono in corridoio.
