Monumenti Aperti 2026. Torna la rassegna che racconta il patrimonio culturale italiano con tante visite gratuite.

Compie 30 anni il progetto di educazione al patrimonio ideato a Cagliari nel 1997, e cresciuto in ambito nazionale come percorso diffuso che invita a scoprire i luoghi storici che ci circondano. L’edizione 2026, da aprile a novembre, apre 800 siti e monumenti in 18 regioni

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L'interno del Teatro Marrucino a Chieti, il teatro più antico dell'Abruzzo. Inaugurato il 12 gennaio 1818 come Real Teatro San Ferdinando in onore di Ferdinando I di Borbone, il teatro è un gioiello architettonico che ha conservato intatta la sua struttura originaria.

Da trent’anni, l’iniziativa Monumenti Aperti accende i riflettori su un patrimonio collettivo diffuso, intercettando la storia d’Italia.

Cos’è il progetto Monumenti Aperti

Il progetto nasceva a Cagliari nel 1997, per iniziativa di cinque amici mossi dal desiderio di raccontare il proprio territorio, di renderlo accessibile, comprensibile, condiviso: “Una scommessa che possiamo lecitamente ritenere vinta” spiega ora Massimiliano Messina, presidente di Imago Mundi OdV, che coordina la rassegna “I prodromi più di trent’anni fa, fra il 1993 e il 1994, l’intuizione, la scintilla iniziale con la prima edizione cagliaritana, poi, con continuità nel tempo, l’evoluzione sempre più convinta”. Da allora, ha preso forma un percorso che in tre decenni ha coinvolto centinaia di Comuni e riaperto migliaia di monumenti, trasformando un’idea locale in una buona pratica nazionale, mantenendo al centro il valore sociale del patrimonio, con i monumenti che diventano strumenti di relazione e cittadinanza attiva. Fino a oggi, Monumenti Aperti ha realizzato oltre 4.241.000 visite guidate, grazie all’impegno di 175.700 studenti e 63.500 volontari, che hanno raccontato più di 2.863 monumenti in 210 Comuni. Ed Imago Mundi OdV fa parte, dal 2023, del SIT Alumni Network dell’European Investment Bank Institute, che riunisce i migliori imprenditori sociali europei.

Villa Rendano, un’elegante dimora storica situata sul colle Triglio a Cosenza, in Calabria. Fu costruita nella seconda metà dell’Ottocento dal pianista e compositore Alfonso Rendano. L’edificio si sviluppa su tre piani e richiama lo stile rinascimentale toscano post-unitario, con una facciata arricchita da decorazioni come mascheroni, ghirlande e cariatidi. Dal 2012 è di proprietà della Fondazione Attilio e Elena Giuliani, che l’ha restaurata per trasformarla in un polo culturale. Oggi ospita eventi, seminari e il museo multimediale Consentia Itinera, dedicato alla storia della città di Cosenza. Courtesy Fondazione Giuliani.

L’edizione 2026 di Monumenti Aperti. I siti aperti

L’edizione 2026 è dedicata alla Generazione Monumenti Aperti, “perché tanti sono i giovani cresciuti con e dentro il nostro progetto, perché noi stessi siamo diventati grandi”. Dal 18 aprile fino all’8 novembre, l’iniziativa aprirà oltre 800 siti e monumenti distribuiti in 18 regioni, rendendoli accessibili gratuitamente al pubblico, guidato da professionisti esperti nella scoperta della loro storia, chiave di lettura dei territori in cui sono nati. Si parte, ad aprile, da Cagliari, per proseguire a maggio con un focus regionale sulla Sardegna. Nel frattempo il programma si amplierà al territorio nazionale, da Quiliano (Savona) a Pinerolo (Torino), alla Benevento preromana, alla cripta di Saint-Léger ad Aymavilles, uno dei beni religiosi più rilevanti dell’alta Valle d’Aosta, toccando anche Palermo e Perugia. Dopo la pausa estiva, gli appuntamenti riprenderanno in autunno, tra Gravellona Toce, Bellinzago Novarese, Torino, Ferrara, Latronico, Siracusa, Trieste, Cosenza, Montefano, Roma, Treviso, Venezia, Milano, Chieti, Bitonto, Campi Bisenzio. Spaziandodal Teatro Marrucino di Chieti al Museo di Arte Urbana sulle Migrazioni a Roma, dalla Palazzina Marfisa D’Este di Ferrara a Villa Rendano a Cosenza, alla Cappella dei Mercanti di Torino; a Cagliari si visiterà la Necropoli punica di Tuvixeddu, la più grande del Mediterraneo.

L’Arco di Traiano, situato a Benevento, in Campania. È considerato uno degli archi trionfali romani meglio conservati al mondo. Fu costruito intorno al 114 d.C. per celebrare l’apertura della via Traiana, una variante della via Appia che collegava Benevento a Brindisi. In epoca longobarda era conosciuto come Porta Aurea e fungeva da porta d’accesso simbolica alla città. È un arco a un solo fornice, interamente rivestito di marmo e riccamente decorato con bassorilievi che narrano le imprese militari e civili dell’imperatore Traiano.

Accessibilità e inclusione per le visite al patrimonio culturale

In questo contesto sono maturate le iniziative che proiettano la missione di Monumenti Aperti verso la dimensione dell’inclusione: Cultura senza Barriere, con percorsi dedicati, servizi gratuiti e il coinvolgimento di persone con disabilità come guide volontarie, affiancato da una mappatura dei livelli di accessibilità dei monumenti; Monumenti in Musica & Spettacolo, che coinvolge scuole e realtà locali in performance artistiche e musicali, arricchendo le visite e trasformando il patrimonio in un’esperienza condivisa.
Il calendario delle visite si consulta sulla piattaforma online di Monumenti Aperti, che fornisce anche approfondimenti sui territori e le città coinvolte.

Livia Montagnoli

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