Mondiale 2026, Messi è ancora lui il migliore. Ronaldo soffre con gli altri.

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Lionel Messi

Io sono ancora qua, per parafrasare Vasco Rossi e sono anche il migliore qua in America. Lionel Messi ha aperto il suo mondiale con una tripletta, alla soglia dei 39 anni sfatando una maledizione che vedeva l’Argentina non vincente in entrambe le partite di esordio nei mondiali ai quali si sono presentati da campioni in carica. Stavolta no, tripletta, record di Klose raggiunto e ruolo di trascinatore che gli viene di nuovo affibbiato addosso come era stato nel 2022 in Qatar. Questo ci ha raccontato il primo giro di partite del mondiale nordamericano che è l’ultimo del confronto tra Leo e CR7, l’ultima spiaggia per Ronaldo, per Neymar, per Modric, tutti giocatori che al loro esordio hanno invece deluso le attese. E’ anche l’occasione di Harry Kane per vincere un trofeo con quell’Inghilterra che sotto il motto-maledizione It’s coming Home non festeggia dal 1966, è il Mondiale di Mbabbé, per la terza volta consecutiva, con l’opportunità di scavalcare anche lui Klose e diventare il miglior marcatore della storia della competizione, e che dire del Brasile pentacampione che potrebbe cadere nel periodo più lungo senza mai aver vinto un titolo dovesse fallire anche con Ancelotti. Sono solo le prime partite e come ha insegnato la stessa Argentina nel 2022 contano poco, ma bisogna rialzarsi subito dopo un passo falso per non complicare il proprio cammino e quello altrui (ad esempio in caso di secondo posto del Portogallo agli ottavi sarebbe già derby iberico con la Spagna, ma neanche le Furie Rosse sarebbero contente di trovare i lusitani così presto).

Carlo Ancelotti, Brasile

Messi, Kane e la Francia non sbagliano e le loro quote scendono

Solamente il Brasile di Pelé e l’Italia di Pozzo sono riuscite a vincere il titolo per due volte consecutive, solamente la Germania di Matthaus e Brasile a cavallo tra i due secoli hanno raggiunto tre finali consecutive. Sono questi i miti ai quali voglio avvicinarsi Argentina e Francia e vista le prima uscita si presentano con tutte le carte in regola per riuscire nella loro impresa. Il Senegal è la nazione che nel 2002 fermò all’esordio i transalpini campioni in carica, gli spettri di quella partita però non si sono manifestati a New York, nello stadio dove si giocherà la finale di questo mondiale. Ogni critica a una nazionale che appare perfetta è stata subito zittita da una doppietta di Mbappé che si è preso il ruolo che preferisce al centro dell’attacco, facendo deviare il pallone d’oro Dembelé sulla fascia. Supportato da Olise, Barcola e Doue, la stella del Real ha messo subito in chiaro che il suo obiettivo non è soltanto il mondiale, già vinto una volta nel 2018 e sfiorato nel 2022, ma anche il record di Miroslav Klose di 16 gol segnati in carriera ai mondiali. Un record che ad ore è condiviso da Lionel Messi, tripletta in una notte per lui triste e carica di pensieri con il padre malato e con i pensieri che inevitabilmente erano rivolti a lui. Una notte amara invece per un simbolo della Francia come Zinedine Zidane che ha visto a Kansas City, lo stadio di Patrick Mahomes fenomeno dell’NFL, il figlio Luca portiere dell’Algeria soccombere sotto le responsabilità della pesante sconfitta patita contro campioni in carica. Messi si è preparato a lungo per questa competizione, a Miami (dove potrebbe giocare il sedicesimo di finale) non sta solo navigando verso il ritiro, ha accentrato su di se e sul calcio tutta l’attenzione degli americani che intanto hanno festeggiato anche per il 4-1 della squadra a stelle e strisce contro il Paraguay. E’ al prima tripletta realizzata in un mondiale da Leo, quella che lo porta a 16 gol come Klose, sempre contro l’Algeria segnò la prima doppietta in carriera, sono passati 19 anni e quella era un’amichevole giocata al Camp Nou, quella che è stata la sua prima casa calcistica. Ma anche oggi è a casa, nella sua America, l’ultimo pezzo che gli mancava per conquistare il mondo dopo essersi preso le due Copa America, il titolo in Qatar e adesso vuole anche affermarsi dominatore in Nord America con questa competizione. La partita numero 200 con la maglia dell Argentina rende onore anche al ricordo della sua prima partita in un mondiale, esattamente 20 anni fa, sempre il 16 giugno. La Scaloneta è pressoché identica a quella del Qatar, mancano solo Tagliafico che rientrerà presto e Di Maria sostituito da Thiago Almada, squadra che vince non si cambia. Come non si può cambiare e pensare di puntare su qualcun altro quando sei l’Inghilterra e il tuo top player è reduce da una stagione da 61 gol. L’uragano Harry Kane non poteva che scatenarsi anche a Dallas, nella rivincita della semifinale di Russia 2018 contro la Croazia; due reti e la collaborazione di Bellingham e Rashford contro un Modric impotente di fronte alla forza dei Tre Leoni. Semrpe più favoriti, insieme ai campioni in carica e alla straordinaria varietà della Francia che ha intenzione di tornare a giocare a New York altre due volte (ai sedicesimi in caso di primo posto nel girone e in finale il 19 luglio). Tra le favorite avevano il girone peggiore, il Senegal spaventava, ma ha finto per cedere, la Norvegia è ancora li minacciosa e principale favorita per essere la sorpresa del torneo soprattutto con un Haaland già due volte a segno nel 4-1 all’Iraq. In ogni caso per Deschamps la qualificazione, l’obiettivo minimo dei sedicesimi sembra una formalità. Sono semrpe li anche i tedeschi, che hanno citato il loro mondiale con un altro 7-1, contro Curacao, l’anello più debole di questo mondiale, ma la Germania ha avuto il merito di non sottovalutare il suo avversario come qualcun altro.

Vozinha, Capo Verde

Spagna, Portogallo, Brasile rimandati. Bocciato Montella

Non ci sono grandi bocciate in questo avvio di mondiale, o meglio c’è la Turchia di Vincenzo Montella che con una inattesa sconfitta con l’Australia ha visto ridimensionate le sue ambizioni di essere la sorpresa del mondiale come fu nel 2002, l’ultima volta che disputarono la competizione. Rimandati gli altri allenatori italiani, difficile chiedere qualcosa di più all’Uzbekistan di Cannavaro, ma desta dubbi il pareggio di Ancelotti, del Brasile che non vince dal 2002. Tra Brasile e Marocco erano gli africani ad essere i semifinalisti uscenti del mondiale, ma i verdeoro hanno già dimostrato di essere poco squadra, evidenziando da subito tutte le difficoltà che si è trovato Ancelotti a costruire questa Selecao che per sognare ha dovuto richiamare Neymar. Manca un numero nove puro, hanno faticato Igor Thiago e Matheus Cunha e quindi il popolo chiama il giovane Endrick. Vincius è un fenomeno ma deve ancora capire come trascinare una squadra alla maniera dei più grandi Haaland, Messi, Mbappé. Non tutte le colpe ricadono sul Brasile, una dose di sfortuna ha tolto dai giochi Welsey, Rodrygo, Estevao e Militao e la loro mancanza si sente. Problemi simili per la Spagna, scontratasi anch’essa contro un’africana, contro il muro Vozinha, contro un Capo Verde che ha vissuto l’esordio da sogno alla Coppa del Mondo. I Campioni d’Europa sentono anche loro la mancanza di un numero nove e soprattuto del loro fenomeno Lamine Yamal, entrato troppo tardi per spostare gli equilibri in maniera incisiva. Con Uruguay e Arabia non si può più sbagliare. Lo sa bene anche Cristiano Ronaldo, schiacciato dal continuo confronto con Messi, le notizie arrivate a Houston da Kansas City lo hanno bloccato, sempre contro una nazionale africana, la Repubblica Democratica del Congo. Lui la partita l’ha giocata tutta, Roberto Martinez gli ha conferito piena fiducia, ma il confronto con Leo è impietoso con l’Argentina in volo con un 3-0 e una tripletta di Messi e i lusitani fermi sull’1-1 e secondi ad ora nel girone dietro la Colombia. E’ un mondiale tutto ancora da scrivere, dopo la prima partita si fermano anche Olanda, Belgio e Uruguay, e vedendo che nel girone B la Bosnia ha già un piede quasi fuori dal torneo ci viene voglia di spengere la televisione, ma non lo faremo per affetto verso il calcio.