Associare la musica di Mozart (sublime? ineffabile? Ogni aggettivazione è insufficiente) al trash contemporaneo più detestabile è impresa davvero difficile. Eppure Robert Carsen, con il suo nuovo allestimento scaligero del Così fan tutte (in onda questa sera su Rai5 alle 21.25), ci è riuscito. Regista fra i più geniali del panorama internazionale, il canadese Carsen ha deciso di calare la perturbante vicenda creata da Lorenzo Da Ponte in uno studio televisivo, maledettamente simile ai molti che funestano le reti televisive di oggi. Le due ingenue, senz’altro giovanissime e forse un poco sciocche sorelle ferraresi (Dorabella e Fiordiligi) e i due, altrettanto ingenui, promessi sposi (Ferrando e Guglielmo) si trasformato in concorrenti di uno fra i tanti reality show, nei quali gli aspiranti protagonisti “mettono alla prova” i loro sentimenti e le proprie relazioni amorose. In fondo, La scuola degli amanti non è forse il sottotitolo di Così fan tutte?
Purtroppo la realtà – non solo televisiva – nella quale scorre il nostro quotidiano non è certo quella di Les Liasons dangereuses, capolavoro letterario al quale viene spesso associato quello di Mozart, bensì quello volgare e soffocante di veline e tronisti che tutti, anche non volendo, abbiamo intravisto. Ecco dunque le due sorelle protagoniste, e le altre concorrenti dello show, trasformarsi in sciocche e vanesie aspiranti vincitrici del reality, enfatizzando a nostro avviso la latente misoginia che, in modo non del tutto dissimulato, circola nel libretto di Da Ponte. Alla fine della vicenda, le due ragazze sceglieranno come marito il compagno dell’altra, trasformandosi così da manipolate in astute manipolatrici. Don Alfonso, ovviamente, diventa il conduttore dello show insieme a Despina, che perde così il suo ruolo di cameriera. Per non cadere in palesi incongruenze, Carsen arriva addirittura a modificare alcuni versi del libretto.

Lo spettacolo, a tratti irritante, è tuttavia ben confezionato, con profusione di cambi di scena e proiezioni di grande effetto. In alcuni momenti, la saturazione di movimenti scenici, colori, controscene e balletti estemporanei risulta quasi opprimente. Il pubblico, però, sembra apprezzare e applaude con convinzione. Quello che fondamentalmente manca a questa regia è un qualcosa che restituisca la misura dell’astrattezza metafisica della vicenda. Così fan tutte rappresenta una sorta di “teatro filosofico” che ha ben pochi equivalenti nella storia del melodramma, e questo non può essere trascurato. Il capolavoro di Mozart-Da Ponte, infatti, non è un reality, anche se qualche regista alla moda potrebbe pensarlo.
Il difetto peggiore del nuovo allestimento scaligero è comunque quello di aver trasformato la partitura mozartiana in una specie di “colonna sonora” dello spettacolo, soprattutto considerando la resa musicale complessiva, appena sufficiente. Alexander Soddy, direttore d’orchestra inglese, elargisce un’esecuzione pimpante e graffiante, ma le oasi di stupore languido e persino malinconico (il terzetto “Soave sia il vento”, il quartetto “E nel tuo, nel mio bicchiero”, la sublime “Un’aura amorosa”) sono centellinate con avarizia. Accompagna discretamente i cantanti e fa suonare bene l’orchestra.
Tutti gli interpreti vocali si impegnano scenicamente allo spasimo. Purtroppo ciò non basta. Elsa Dreising, quale Fiordiligi, è in difficoltà nel temibile “Come scoglio”, affrontato senza vero virtuosismo e con scarsa partecipazione, e si riscatta solo in parte in “Per pietà, ben mio, perdona”. Nina van Essen è un po’ meglio quale maliziosa Dorabella, ma pure lei convince a fatica sul piano vocale. Calamitosa la Despina di Sandrine Piau, ingolata e gutturale, dalla dizione incomprensibile e in evidente disagio nei suoi due travestimenti. Luca Micheletti appare appannato rispetto a recenti ascolti: canta tutto forte, con accenti sbrigativi e talvolta brutali. Giovanni Sala tenta, senza riuscirci, di modulare la voce in “Un’aura amorosa” ed è in palese affanno in “Tradito, schernito”. Gerald Finley, infine, ha voce gradevole, ma nemmeno lui sembra molto convinto di ciò che canta.
Il pubblico, alla fine, premia tutti con calorosi applausi. Sarebbe stato lo stesso se si fosse trattato di Verdi o di Puccini?

Teatro alla Scala – Stagione 2024/25
COSÌ FAN TUTTE
Dramma giocoso in due atti
Libretto di Lorenzo Da Ponte
Musica di Wolfgang Amadeus Mozart
Fiordiligi Elsa Dreisig
Dorabella Nina van Essen
Despina Sandrine Piau
Guglielmo Luca Micheletti
Ferrando Giovanni Sala
Don Alfonso Gerald Finley
Orchestra e Coro del Teatro alla Scala
Direttore Alexander Soddy
Maestro del coro Alberto Malazzi
Regia Robert Carsen
Scene Robert Carsen e Luis F. Carvalho
Costumi Luis F. Carvalho
Luci Robert Carsen e Peter Van Praet
Video Renaud Rubiano
Coreografie Rebecca Howell
Nuova produzione Teatro alla Scala
Milano, 5 novembre 2025
Giancarlo Arnaboldi
