Manovra: il governo stanzia 150 milioni a favore dell’opera lirica.

Giambrone: "noi sentiamo la responsabilità di svolgere un servizio pubblico. Se potessimo sentirci non solo controllati ma anche valorizzati per quello che possiamo dare al Paese non solo in termini di crescita culturale anche in termini di occupazione e sviluppo, di inclusione sociale, di sviluppo del territorio... beh, credo sarebbe importante per tutti".

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Francesco Giambrone, sovraintendente del Teatro Massimo di Palermo e Presidente dell’Anfols, l’associazione che riunisce 12 delle 14 fondazioni italiane ( non ne fanno parte il Santa Cecilia e la Scala di Milano) è soddisfatto per gli stanziamenti in manovra previsti a favore delle Fondazioni liriche italiane. “ Dal governo un segnale davvero molto importante che per la prima volta affronta il grande e da sempre irrisolto tema della patrimonializzazione delle Fondazioni liriche italiane”.Il governo Draghi sembra infatti aver riservato 150 milioni di euro in due anni a favore delle Fondazioni che avevano lanciato l’appello a causa dei problemi economici legati alla crisi pandemica. La crisi nonostante i 20 milioni di ristori dello Stato, ha registrato 60 milioni di perdite. Giambrone tuttavia pur parlando di un “ segnale importante” ritiene lo stanziamento non ancora sufficiente. Per il Presidente dell’ Anfols fondamentale è definire attraverso il legislatore la definizione giuridica delle Fondazioni Liriche “ perché le Fondazioni liriche continuano ad operare in una condizione ambigua in cui non è chiaro quando sono pubbliche e quando sono private”. E per certi versi, dice, “prendiamo il peggio del pubblico e il peggio del privato”. Occorrerebbe mettere insieme “in un unico testo giuridico tutte le norme che si sono stratificate negli anni in maniera spesso contraddittoria, facendo chiarezza in modo definitivo”. Giambrone sulla ripresa del settore è cauto “ Prima del 2024 sarà difficile arrivare agli incassi di prima della pandemia”. La crisi c’è ancora, anche se oramai tutti i teatri italiani hanno i conti in equilibrio ” ma “ la stagione degli sprechi e dei privilegi è oramai alle spalle”. Importante sarà risolvere il problema dei debiti : “Sulle fondazioni grava un debito complessivo di 350 milioni che ne rende molto complessa la gestione virtuosa”, spiega Giambrone, “negli anni proprio grazie all’azione di risanamento che tutti abbiamo portato avanti questo peso è diminuito, ma c’è”.

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