Lorenzo Finn vince il Tour de l’Avenir 2026! È il primo ciclista italiano a trionfare dopo oltre mezzo secolo.

Lorenzo Finn vince il Tour de l’Avenir 2026: l'azzurro riporta l'Italia sul gradino più alto del podio 53 anni dopo Baronchelli e diventa l’unico atleta di sempre ad aver centrato la doppietta Giro Next Gen e Tour de l'Avenir nella stessa stagione

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Lorenzo Finn

Il ciclismo tricolore ritrova il proprio re delle grandi corse a tappe giovanili. Lorenzo Finn, diciannovenne ligure in forza alla Red Bull-BORA-hansgrohe Rookies, ha conquistato la 62° edizione del Tour de l’Avenir, portando a termine un’impresa che per l’Italia mancava da ben 53 anni. Nell’ultima frazione di 127,8 chilometri, scattata da Strambino e conclusa in quota ai 2275 metri di Ceresole Reale-Lago Serrù, il campione del mondo Under 23 ha staccato tutti con una progressione irresistibile negli ultimi due chilometri di salita. Arrivato al traguardo a braccia alzate sollevando la propria bicicletta, l’azzurro ha sublimato una settimana perfetta, precedendo di 27 secondi il belga Niels Driesen e ipotecando la classifica generale con un margine di oltre due minuti e mezzo.

L’attacco decisivo sul Lago Serrù e i numeri della corsa

La frazione conclusiva ha visto la fuga iniziale di quattro battistrada, tra cui Timothée Coudière-Cantin e Ashlin Barry, riassorbita prima delle rampe conclusive grazie al lavoro di controllo del team tedesco. Quando la strada ha iniziato a salire verso quota duemila metri, il colombiano Mateo Ramírez ha tentato l’allungo, ma Lorenzo Finn ha risposto immediatamente alla ruota.

A tre chilometri dal valico, il corridore italiano si è alzato sui pedali sferrando l’attacco solitario decisivo. In graduatoria generale, Lorenzo Finn ha chiuso con il tempo totale di 21h 56′ 50″, staccando di 2’34” Niels Driesen della Lotto Groupe Wanty e di 3’42” l’altro belga Matteo Vanhuffel del Development Team Picnic PostNL.

Una doppietta storica che rievoca il mito di Gianbattista Baronchelli

Per trovare un corridore italiano capace di indossare la maglia gialla finale al Tour de l’Avenir bisognava risalire al lontano 1973, anno dell’affermazione di Gianbattista Baronchelli. Prima di lui, solo monumenti della disciplina come Guido De Rosso nel 1961, Felice Gimondi nel 1964 e Mino Denti nel 1966 erano riusciti a iscrivere il proprio nome nell’albo d’oro.

Inoltre Finn affianca proprio Baronchelli come unico atleta della storia in grado di centrare la doppietta Giro Next Gen e Tour de l’Avenir nella medesima stagione agonistica. Una striscia vincente iniziata con l’oro iridato giovanile in Ruanda e arricchita in estate anche dal primo acuto tra i professionisti ottenuto al Sibiu Tour.

Dalla cronoscalata di Flaine al passaggio tra i grandi

La marcia trionfale di Lorenzo Finn nella corsa transalpina è stata costruita con lucidità tattica. Dopo essersi difeso dai venti ventagli nella prima frazione in Normandia piazzandosi al terzo posto, l’azzurro ha scavato il solco definitivo nella quinta tappa, dominando la cronoscalata di 11 chilometri verso il Col de la Pierre Carré a Flaine. Con il successo finale al Tour de l’Avenir, il talento ligure raccoglie l’eredità del francese Paul Seixas e si proietta verso gli impegni con la Nazionale maggiore per i prossimi campionati europei e mondiali. Che il futuro del ciclismo italiano abbia trovato la sua nuova stella guida?

Rebecca Manzi

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