Londra chiama, Novak risponde .

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Pensando a Wimbledon e alla città di Londra viene spontaneo collegare la City al capolavoro dei Clash “London Calling”. Tuttavia, questa associazione con la pietra miliare del punk è ingenerosa per il torneo poiché nel testo non si legge di un inno alla città, come invece potrebbe essere la più recente “The City” di Ed Sheehan, piuttosto si tratta di una manifestazione di paura per un mondo in rovina e dell’angoscia per alcuni imminenti disastri naturali come l’esondazione del Tamigi e un incidente nucleare simile a quello di Three Mile Island ai quali si fa riferimento nei versi di Joe Strummer.

Nulla a che vedere quindi con una sorta di esortazione a visitare la città come in molti pensano, e sebbene in questa edizione di Wimbledon per molti tifosi l’assenza di Roger e il ritiro di Rafa sono stati dei duri colpi da digerire è eccessivo associare il torneo alla canzone dei Clash.

È più consona agli eventi invece la traccia di Ed Sheehan contenuta nel suo album del 2011, l’anno in cui Novak Djokovic vinceva il suo primo titolo a Wimbledon.

Il cantautore infatti racconta del suo rapporto con la City: “Londra mi ha chiamato straniero, ora è la mia casa”, per Novak si può dire la stessa cosa: ha esordito nel 2005, superando le qualificazioni e poi ha raggiunto il terzo turno al quale si è dovuto arrendere a Sebastian Grosjean. Oggi il giocatore più vincente della storia del torneo con otto titoli è Roger Federer ma il serbo lo insegue a una lunghezza di distanza perché proprio quest’anno ha alzato per la settima volta la coppa.

È vero che è stata un’edizione sottotono del torneo, sia perché non sono stati assegnati punti per la classifica, e anche perché tutti i giocatori che avrebbero potuto mettere in difficoltà il serbo non hanno potuto prendere parte alla manifestazione, a partire da Daniil Medvedev ed Andrey Rublev estromessi dal torneo come tutti gli atleti russi e bielorussi a causa della guerra in Ucraina, ai quali si aggiungono due assenze importanti come quelle di Marin Cilic e soprattuto di Matteo Berrettini per via di una positività al Covid riscontrata all’ultimo minuto. Gli altri possibili rivali sono stati eliminati nel corso del torneo, in particolare Hubert Hurckacz sorpreso al primo turno da Davidovich Fokina e Felix Auger Aliassime eliminato da Cressy; segue poi una lunga lista di sorprese che hanno agevolato la il cammino di Djokovic in quella che ormai è veramente diventata casa sua.

L’attesa era quella di uno scontro tra lui e Nadal in finale, i due eterni rivali si trovavano nelle sezioni opposte del tabellone e il maiorchino non ha avuto difficoltà con nessun avversario se non contro Taylor Fritz. Quel quarto di finale è stato fatale a Rafa poiché le oltre quattro ore di gioco hanno portato al riemergere della lesione addominale di cui ha già sofferto nella finale di Indian Wells (anche in quell’occasione l’avversario era Taylor Fritz, ma il risultato è stato diverso sull’erba inglese). Il giorno precedente la semifinale Rafa annuncia il ritiro dal torneo permettendo a Nick Kyrgios di raggiungere la prima finale in uno Slam. Il cammino verso l’ultimo atto per l’australiano sicurametne non è stato agevole: cinque set al primo turno con la wild card inglese Paul Jubb, un estenuante match contro Stefano Tsitsipas e poi ancora 5 set contro Nakashima. Se Berrettini avesse partecipato al torneo sarebbe stato il suo avversario nei quarti, invece si è trovato opposto un giocatore svantaggiato su questa superficie come Christian Garin. Come detto invece il cammino di Novak Djokovic è stato molto più agevole. Il primo vero ostacolo è stato Jannik Sinner che negli ottavi aveva ridimensionato Carlos Alcaraz giocando da campione contro il next gen spagnolo. L’altoatesino è riuscito a portarsi in vantaggio di due set nei quarti di finale, a quel punto Djokovic ha usato un toilet break, come successo nella final del Roland Garros 2021 in cui si trovava nella stessa situazione di punteggio. Al rientro in campo Novak ha cambiato marcia e Sinner non ha avuto più nessuna occasione per impensierire l’avversario che ha completato la rimonta. La semifinale contro Cameron Norrie è stata una rapida illusione per i tifosi di casa che hanno visto l’inglese vincere il primo set e poi soccombere rapidamente. Lo stesso copione è andato in scena nella finale dove Kyrgios non è riuscito a consolidare il vantaggio di un set e poi ha iniziato a perdere la testa come suo solito: ha sprecato tre palle break nel secondo parziale e ha perso il terzo perdendo il servizio in un game in cui conduceva 40-0. Per l’Australia è comunque un’edizione da ricordare poiché alla finale di Nick si aggiunge la vittoria nel torneo di doppio di Ebden e Purcell, e la finale nel torneo di doppio misto persa da Ebden e Stosur.

Non sono mancate sorprese e polemiche nel torneo femminile.

La favorita Iga Swiatek è stata clamorosamente eliminata al terzo turno da Alizè Cornet. Il torneo è stato vinto da Elena Rybakina che ha eliminato entrambe le altre due favorite: Simona Halep in semifinale e Ons Jabeur in finale. La nuova campionessa ha partecipato al torneo sotto la bandiera del Kazakistan, e la sua partecipazione al torneo era stata messa in discussione poiché fino al 2018 vestiva i colori della Russia per essere nata a Mosca, se non avesse cambiato nazionalità non avrebbe partecipato a questa edizione di Wimbledon.

Il torneo ha celebrato quest’anno i 100 anni del campo centrale con una cerimonia alla quale hanno partecipato numerosi campioni del passato e del presente: Tim Henman, Margaret Court, John McEnroe, Angelique Kerber, Bjorn Borg, Martina Hingis, Stefan Edberg, Billie Jean King, Rod Laver, Venus Williams, Pat Cash, Chris Evert, John Newcombe, Petra Kvitova e Simona Halep, a questi nomi si sono aggiunti Andy Murray, Novak Djokovic, Rafa Nadal e soprattuto ha scaldato il pubblico Roger Federer che ha già dato appuntamento in autunno al torneo di Basilea dove tornerà a giocare. Ancora non sappiamo se il torneo in Svizzera sarà l’ultima apparizione della carriera del Re, anche se i tifosi di tutto il mondo si augurano di vederlo in campo a Wimbledon nel 2023 per un ultimo saluto al tennis nel campo che lo ha reso il più grande tennista di tutti tempi.

2 Commenti

  1. Complimenti come sempre Ascanio!
    Grazie per gli aggiornamenti sui tornei e la traccia della canzone di Ed che si confà esattamente al tennista.
    Attendo il prossimo pezzo, Lisa

  2. Complimenti come sempre Ascanio!
    Grazie per gli aggiornamenti sui tornei e la traccia della canzone di Ed che si confà esattamente al tennista.
    Attendo il prossimo pezzo, Lisa

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