Lo sport della Regina.

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La Regina Elisabetta consegna la Coppa del Mondo al capitano Bobby Moore.

London Bridge is down.

“La Regina è morta serenamente a Balmoral questo pomeriggio. Il Re e la Regina Consorte resteranno a Balmoral questa sera e ritorneranno a Londra domani”. Con queste parole è stata annunciata al Regno Unito e al mondo la scomparsa di Elizabeth Alexandra Mary che dal 1952 è diventata nota come la Regina Elisabetta II del Regno Unito. All’età di 96 anni si spenge una sovrana che ha personificato la storia del Vecchio Continente . Elton John, amico della Regina come lo era della Principessa Diana, in occasione della morte di Lady D modificò il testo al suo capolavoro “Candle in the Wind” per dedicarlo all’amica tragicamente scomparsa. Un testo che torna di attualità adesso che Lilibet si è ricongiunta all’amato Filippo di Edimburgo scomparso poco più di un anno fa: “mi sembra che tu abbia vissuto la tua vita come una candela al vento, mai affievolitasi al tramonto e quando comincia la pioggia” una frase che ricorda le difficoltà incontrate nel corso della vita da Elisabetta dalla guerra mondiale, al terrore nucleare durante la guerra fredda fino alla pandemia che ha messo a dura prova il suo paese. “Your candle burned out long before, your legend ever will”; una frase bellissima scritta da Elton John e Bernie Taupin una coppia che rientra nell’Olimpo del mondo della musica ma non sfigura neanche davanti ai mostri sacri della poesia inglese. Il concetto espresso dai due artisti è che la vita di Lady D, e adesso della Regina, si è conclusa ma il loro mito non sarà mai dimenticato perché il loro ricordo è come una candela che nonostante il forte vento resta accesa senza mai estinguersi.

Quello di Elisabetta è stato il regno più duraturo della storia dopo quello di Luigi XIV, tuttavia il Re Sole è salito sul trono di Francia quando aveva appena cinque anni, mentre Elizabeth ha indossato la corona a 26 anni e prima di cederla al figlio Carlo III l’ha mantenuta per 70 anni.

Anche il mondo dello sport non è rimasto indifferente alla scomparsa di una Sovrana amatissima. In Inghilterra è stato fermato il campionato di calcio e sono osservati minuti di silenzio in tutte le manifestazioni sportive svoltesi nei giorni successivi in tutto il mondo mentre il Regno vivrà dieci giorni di lutto nazionale. Quel pomeriggio dell’8 settembre 2022 si stava disputando la prima giornata di Europa League e la notizia della morte di Elisabetta è giunta al mondo durante l’intervallo degli incontri; il destino ha voluto che proprio in quel momento stesse giocando la squadra del cuore di Elisabetta, l’Arsenal che al rientro in campo ha riservato prima delle altre squadre un minuto di raccoglimento. I Gunners di Londra sono stati l’unica squadra ricevuta dalla Corona a Buckingham Palace.

Nel suo lungo Regno ha vissuto e scritto la storia anche nel mondo sportivo, salendo al trono quando ancora lo sport non era come lo conosciamo oggi: nel tennis ancora non aveva avuto inizio l’Era Open e a vincere il torneo di Wimbledon fu Frank Sedgman più giovane di un anno rispetto a Lilibet, in quell’anno Alberto Ascari vinceva il suo primo titolo in Formula 1 mentre nel calcio la nazionale ungherese di Ferenc Puskas dava inizio ai trionfi dell’Aranycsapat, il che significa che Pelè non aveva neanche esordito in nazionale e Maradona non era ancora nato.

Il tennis non è mai stato il suo sport preferito, nonostante ciò ha mantenuto a lungo il ruolo patrona dell’All England Tennis and Croquet Club, un circolo che per gli appassionati non ha bisogno di presentazioni poiché si tratta dell’organizzatore del torneo di Wimbledon, il più importante del mondo. Nel 2017 ha lasciato il suo posto prestigioso all’interno del circolo a Kate Middleton.

La sua grande passione sportiva invece era l’ippica, come d’altronde per la figlia Anna e la nipote Zara Philips ( entrambe hanno preso parte alle Olimpiadi e Zara ha anche vinto una medaglia). Non mancava mai la presenza di un suo cavallo al “King George and Queen Elizabeth Stakes” la più importante corsa estiva europea. Non mancò di complimentarsi con il celebre cavallo italiano Ribot quando nell’edizione del 1956 sconfisse High Veldt, il cavallo della Regina davanti agli occhi della stessa Elisabetta.

Anche gli inglesi hanno impressa nella mente un’immagine del loro Capo di Stato legata ad un grande trionfo sportivo: nessun italiano dimenticherà la foto della partita a carte disputata dal Presidente della Repubblica Sandro Pertini insieme ad Enzo Bearzot, Franco Causio e Dino Zoff con la coppa del mondo 1982 vinta poco prima a fare da centrotavola sul volo di ritorno dalla Spagna; allo stesso modo per gli inglesi appassionati di calcio è indelebile l’immagine di una giovane Elisabetta che consegna la coppa Rimet nelle mani del capitano inglese Bobby Moore nel 1966. Non fu fortunata invece la scelta di non presenziare alla finale di Euro 2020 giocata a Wembley quando la nazionale dei tre leoni perse ai rigori contro l’Italia di Mancini, in quell’occasione la Regina inviò un messaggio al CT Gareth Southgate ricordando proprio l’evento della consegna della coppa alla sua nazionale nel 1966.

Tra i numerosi poteri della Regina vi era la possibilità di nominare i Knight Bachelor, una carica conferita ad alcune personalità inglesi che si sono distinte nel loro campo, senza appartenere ad un ordine cavalleresco; esse possono anteporre al nome il prefisso “sir” o “dame” se riservata ad una donna. Nella lunga carriera di Elisabetta sono stati numerosi i Knight Bachelor proclamati nel mondo sportivo, vengono in mente il primo grande campione del calcio inglese Sir Stanley Matthews, un sette volte campione del mondo in Formula 1 Sir Lewis Hamilton e sempre dalla Formula Uno il pilota che dopo un brutto incidente nel 1966 più di tutti si è impegnato per rendere sicuro uno sport che ha tolto prematuramente la vita a molti campioni, Sir John “Jackie” Stewart campione del mondo nel 1969, 1971 e 1973. Non venne assegnato il titolo di Sir a Mike Hailwood ma a seguito di un suo eroico gesto con il quale salvò la vita a Clay Regazzoni gli venne conferita la medaglia di Re Giorgio. In tempi più recenti il titolo di baronetto venne concesso allo storico allenatore vincitore di tredici premier league con il Manchester United Sir Alex Ferguson, al velista vincitore di tre ori olimpici in Finn, uno in laser e un’America’s Cup nonché amico di Kate Middleton ( che insieme a lui ha partecipato al Sail GP di Plymouth) Sir Ben Ainslie, e infine Sir Andy Murray campione due volte a Wimbledon, due volte medaglia d’oro olimpica ed ex numero uno del mondo. A questa serie di sportivi si aggiungono altre icone inglesi in altri campi come la musica e lo spettacolo: hanno ricevuto tale riconoscimento Mick Jagger, Paul McCartney, Elton John, Anthony Hopkins, Michael Caine, Ian McKellen e il titolo è stato concesso anche ad alcune grandi attrici come ad esempio Judie Dench, Maggie Smith (vincitrice di due Oscar e icona pop per i suoi ruoli in Harry Potter e Downtown Abbey), Helen Mirren cha ha interpretato la Regina Elisabetta in un film da Oscar, Keira Knightley (diventata famosa per Sognando Beckham, Star Wars, Pirati dei Caraibi e molti altri capolavori del cinema) ed eccezionalmente Angelina Jolie nonostante sia americana.

Elisabetta detiene un record che difficilmente sarà superato da un altro sovrano. Per costituzione il Re, in questo caso la Regina, di Inghilterra ricopre il ruolo di capo di stato in Canada, Australia e dei paesi del Reame del Commonwealth. È stata lei quindi ad aprire le Olimpiadi di Melbourne 1956 (dove inviò Filippo di Edimburgo), Montreal 1976, Calgary 1988, Sydney 2000, Vancouver 2010 e Londra 2012, spesso affiancata in queste occasioni dal governatore del Canada o dell’Australia. In più presenziò ai Giochi di Londra 1948 attraverso i quali lo sport riprese vita dopo l’interruzione dovuta alla Seconda Guerra Mondiale.

Nell’ultima Olimpiade inglese una scena della cerimonia di apertura è rimasta impressa nella mente degli inglesi. Il regista Danny Boyle omaggiò il cinema con alcuni riferimenti ad Harry Potter, Mary Poppins e soprattuto ai film di 007. Nel cortometraggio mandato in onda in diretta mondiale si vede Daniel Craig raggiungere la Sovrana nelle sue stanze a Buckingham Palace e dopo un rapido saluto ai suoi Corgi la accompagna a bordo di un elicottero che dopo aver sorvolato i cinque cerchi appesi al Tower Bridge si è fermato sopra al London Stadium. A quel punto gli spettatori hanno assistito al lancio con il paracadute di due controfigure che interpretavano James Bond e la Regina. Al seguito di questa scena che ha emozionato il mondo intero Elisabetta ha aperto le Olimpiadi di Londra 2012.

Ora la candela si è spenta, ma il suo ricordo continuerà a vivere tra gli inglesi attraverso la dinastia Windsor iniziata nel 1910 con il Regno di Re Giorgio V, e che ora è e sarà impersonata da Carlo III, il figlio William e il nipote George.

Cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Londra 2012.

2 Commenti

  1. Sulla morte serena non so, in considerazione del fatto che a tutt’oggi non si conosce la causa della morte improvvisa.
    Per il resto credo Elisabetta abbia amato forse tutti gli sport

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