Lo sgarro

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Sgarro: ṣgàr·ro/sostantivo maschile Mancanza, trascuratezza nell’osservanza di un dovere. Questa è la definizione dello sgarro ed il motivo per cui non amo questa parola. Trascuratezza nell’osservanza di un dovere, cioè la dieta?

In studio ripeto spesso come la dieta sia uno stile di vita consapevole ed equilibrato al quale lavoriamo insieme e di comune accordo al fine di trovare abitudini flessibili e sostenibili nel tempo. Vista in questa maniera capite bene che lo sgarro in realtà può rientrare nella nostra programmazione come un pasto che ha sicuramente caratteristiche diverse rispetto al resto dei pasti, ma non rappresenta assolutamente una trascuratezza, anzi!

Uno sgarro normalmente è un pasto un po’ più abbondante del solito e che spesso non rispetta le regole del piatto sano. A dirla tutta però, lo sgarro è qualcosa di assolutamente soggettivo, dipendente dalle regole che ci siamo imposti. Vogliamo iniziare a parlare di pasto libero? Forse ci aiuterà ad affrontare questo momento con più serenità. Conseguenza infatti dello sgarro è il senso di colpa: un’emozione, una sensazione che preferirei voi non provaste. Mangiare è un piacere, i cibi devono essere nostri amici e non nemici! Possiamo portarli dalla nostra parte se impariamo a conoscerli e se innanzitutto iniziamo a conoscere noi stessi e la nostra fisiologia.

Un pasto un po’ più libero quindi, diciamo meno usuale, potrebbe essere rappresentato da una pizza, da un piatto tipico come lasagne, sushi, da un pasto ricco in portate miste e ricco in dolci o alcolici. Normalmente preferisco che questi pasti siano consumati in compagnia perché è proprio la convivialità che ci porta a trascorrere più tempo a tavola ed è un momento al quale non dobbiamo rinunciare. Possiamo però imparare a capire come gestire queste situazioni.

Questi momenti liberi sono quindi importanti sia per la socialità sia perché ci permettono di inserire un elemento di novità in quella che è la nostra routine alimentare Se per esempio sto seguendo un regime ipocalorico è bene intervallarlo per far in modo che il nostro metabolismo si mantenga alto e il nostro organismo non si abitui a regimi troppo controllati (sempre deleteri a lungo andare). Proprio per questo motivo normalmente si consiglia di mangiare una volta a settimana in maniera diversa da quanto proposto dal regime dietetico.

Ma come comportarsi dopo uno sgarro?

“Dottò, ma se domenica volessi sgarrare un poco, come mi comporto domani? Tolgo il primo?” Purtroppo negli anni si è creata questa immaginare del TOGLIERE (il pane), TAGLIARE ( carboidrati), PERDERE (peso) alla quale voglio contrapporre invece una situazione di abbondanza (AGGIUNGO alimenti nuovi, ACQUISISCO benessere e energie…). Fare la dieta non vuol dire togliere alimenti ma inserirne altri, quindi una forma di ricchezza sia in termini di varietà che di nutrienti. Se ci pensate infatti, l’accumulo di peso a volte è lo specchio di un’alimentazione monotona e ricca in quei cibi che sono meno diversificati anche a livello di sapore. Se quindi il pasto libero è un pasto inserito nel piano nutrizionale di comune accordo con il nutrizionista, capirete bene che non c’è bisogno di fare alcuna modifica. Vi pare forse che il vostro nutrizionista sapendo di quella pizza del sabato sera non vi avrebbe detto se era il caso o meno di cambiare qualcosa il giorno dopo? Non prendetevi quindi la briga di eliminare alimenti dalla vostra dieta, così facendo in realtà vi allontanate ancor di più dal vostro obiettivo.

Sgarrare senza sensi di colpa è possibile?

Il senso di colpa è un’emozione che nasce quando sappiamo di essere usciti fuori dalle regole. Ma queste regole chi le ha imposte? Spesso infatti è la nostra cultura e la nostra società che ci porta a colpevolizzarci e a proporci modelli di comportamento alieni. Mangiare una pizza, delle patatine fritte, una bomba è normale. Non è normale, l’abuso, il mangiare per noia, per colmare una mancanza che abbiamo dentro. Scopo del percorso nutrizionale è proprio quello di raggiungere le conoscenze adeguate per vivere serenamente la tavola raggiungendo un buono stato di salute fisico e mentale!

Dott. Febo Quercia- Biologo Nutrizionista

www.feboquercia.it – cell. 347.5706003

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