Le reazioni internazionali: Cina, comprendiamo Mosca.

'Condanniamo fermamente l'attacco ingiustificato all'Ucraina' e "siamo pronti a nuovi aiuti all'Ucraina" dice la presidente della Commissione Ue insieme a Michel.

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Unione europea –   “Condanniamo fermamente l’attacco ingiustificato della Russia all’Ucraina.

In queste ore buie, i nostri pensieri sono con l’Ucraina e le donne innocenti, uomini e bambini che affrontano questo attacco non provocato e la paura per la loro vita.

Riterremo il Cremlino responsabile”, afferma in un tweet la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen.  “Ho parlato con il presidente Zelensky per condannare con la massima fermezza l’ingiustificata aggressione militare della Russia contro l’Ucraina ed esprimere la nostra più forte solidarietà all’Ucraina. Oggi sia il Consiglio europeo che i leader del G7 si incontreranno per concordare ulteriori misure contro gli atti illegali della Russia e a sostegno dell’Ucraina. Chiedo al Presidente Putin di fermare immediatamente questa guerra”, scrive, invece, il presidente del Consiglio Ue Charles Michel. La presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen oggi al Consiglio Ue “illustrerà un ulteriore pacchetto di sanzioni che la Commissione europea sta finalizzando e che il Consiglio adotterà rapidamente. Stiamo coordinando la nostra risposta con i nostri partner internazionali, tra cui la Nato e il G7 i cui leader si incontreranno oggi”, afferma poi Michel in una dichiarazione congiunta con von der Leyen. “Condanniamo con la massima fermezza l’aggressione militare senza precedenti della Russia contro l’Ucraina. Con le sue azioni militari non provocate e ingiustificate, la Russia viola gravemente il diritto internazionale e mina la sicurezza e la stabilità dell’Europa e del mondo – prosegue la dichiarazione di Michel e Von der Leyen – Chiediamo alla Russia di cessare immediatamente le ostilità, ritirare i suoi militari dall’Ucraina e rispettare pienamente l’integrità territoriale, la sovranità e l’indipendenza dell’Ucraina. Tale uso della forza e della coercizione non ha posto nel XXI Secolo”. “Deploriamo la perdita di vite umane e la sofferenza umanitaria. L’Ue e i suoi Stati membri sono pronti a fornire urgentemente una risposta di emergenza umanitaria. Chiediamo alla Russia di rispettare il diritto umanitario internazionale. L’Ue sostiene fermamente l’Ucraina e il suo popolo nell’affrontare questa crisi senza precedenti. L’Ue fornirà ulteriore assistenza politica, finanziaria e umanitaria”, proseguono. “Condanniamo fermamente l’attacco ingiustificato della Russia all’Ucraina. In queste ore buie, i nostri pensieri sono con l’Ucraina e le donne innocenti, uomini e bambini che affrontano questo attacco non provocato e la paura per la loro vita. Riterremo il Cremlino responsabile”, commenta la presidente del Parlamento Ue Roberta Metsola, in una dichiarazione uguale a quelle diffuse da von der Leyen e Michel.

Francia – Il presidente francese Emmanuel Macron, che questa mattina ha avuto un colloquio telefonico con il suo omologo ucraino Volodymyr Zelensky, ha convocato un consiglio nazionale di Difesa per fare il punto della situazione. Il presidente francese, che detiene la presidenza di turno dell’Unione europea, ha parlato anche con il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel.

Osce – “Condanniamo fermamente l’azione militare della Russia contro l’Ucraina. Questo attacco all’Ucraina mette a serio rischio la vita di milioni di persone ed è una grave violazione del diritto internazionale e degli impegni presi dalla Russia. Chiediamo l’immediata cessazione di tutte le attività militari” dichiara l’Osce in un comunicato congiunto del presidente e ministro degli esteri polacco, Zbigniew Rau e del segretario generale, Helga Maria Schmid. “Questo pomeriggio la presidenza di turno polacca convocherà una riunione rafforzata del Consiglio Permanente dell’Osce a livello ministeriale”.

Germania – “Per tutto questo non c’è alcuna giustificazione. Questa è la guerra di Putin”, dice il Cancelliere tedescoOlaf Scholz. “Cari cittadine e cittadini oggi ci siamo svegliati in un altro mondo”, osserva la ministra degli Esteri Annalena Baerbock a Berlino. “Siamo senza parole, ma non siamo inermi”, aggiunge, annunciando il coordinamento con i partner per approvare nuove “durissime” sanzioni. “Non possiamo essere così dipendenti” sul fronte energetico “da un Paese che ovviamente non rispetta più il diritto internazionale”, incalza il ministro dell’Economia tedesco, Robert Habeck, ribadendo che il Nord Stream 2 non entrerà in funzione “nel breve-medio termine”. Habeck conferma la linea di Berlino per ulteriori sanzioni europee a Mosca: ci sarà un approccio concertato tra Usa e Paesi europei, assicura. Le misure adottate finora non sono riuscite a impedire a Putin l’invasione ma l’obiettivo resta “un ritorno al tavolo diplomatico”.

Cina – “Essendo un grande e potente Paese, la Russia non ha bisogno delle nostre armi”, dice la portavoce del ministero degli Esteri cinese Hua Chunying in merito alle possibili forniture passate o future di armi alla Russia. “L’approccio della Cina è qualitativamente diverso da quello Usa. Quando vedremo il rischio di conflitto, non prenderemo l’iniziativa di fornirci armi a vicenda e non faremo ciò che gli Usa hanno fatto dando all’Ucraina un gran numero di strutture e attrezzature militari. Penso che la Russia, essendo un Paese grande e potente, non abbia bisogno della Cina o di altri Paesi”, aggiunge. La Cina rispetta “sempre la sovranità e l’integrità territoriale di tutti i Paesi. Allo stesso tempo, abbiamo anche visto che la questione Ucraina ha latitudine e longitudine storiche complesse e speciali e comprendiamo le legittime preoccupazioni della Russia sulla sicurezza” dice il ministro degli Esteri Wang Yi, nella telefonata con la controparte russa Sergei Lavrov, aggiungendo che “la Cina sostiene che la mentalità da Guerra Fredda dovrebbe essere del tutto abbandonata e che un meccanismo di sicurezza europeo equilibrato, efficace e sostenibile dovrebbe essere finalmente formato attraverso il dialogo e la negoziazione” .

Serbia – Il presidente serbo Aleksandar Vucic convoca per le 13 il Consiglio per la sicurezza nazionale, mentre alle 15 si riunirà in seduta di emergenza il governo serbo, alla quale parteciperà lo stesso presidente Vucic. Per oggi è in programma un incontro del presidente Vucic con gli ambasciatori del gruppo cosidetto del ‘Quint’ – Usa, Francia, Germania, Gran Bretagna e Italia – e con il capo della delegazione Ue a Belgrado.

Polonia – Nelle regioni di Lublino e della Precarpazia al confine polacco-ucraino, saranno allestiti otto punti di accoglienza per i rifugiati in fuga dall’Ucraina per fornire cibo, assistenza medica e informazioni. Lo riferiscono media locali, citando il vice ministro dell’Interno polacco, Paweł Bossernaker.

Croazia – Il primo ministro croato, Andrej Plenković condanna ‘l’aggressione e l’invasione della Russia all’Ucraina. Questo attacco non provocato è una severa violazione della sovranità dell’Ucraina e del diritto internazionale”, scrive su Twitter. “La responsabilità è esclusivamente della Russia – aggiunge – che invitiamo a fermare immediatamente l’aggressione militare”. Il premier croato esprime “solidarietà all’Ucraina e al popolo ucraino”.

Navalny – “Sono contro questa guerra”. dice nell’aula del Tribunale l’oppositore russo Alexei Navalny, che sta scontando in carcere una condanna a due anni e mezzo ed è sotto processo per reati che prevedono pene fino a 10 anni di reclusione.

Londra – Boris Johnson sente il presidente ucraino Volodymyr Zelensky che lo ha aggiornato “sull’attacco in corso” da parte della Russia e convoca il Comitato d’emergenza Cobra. Johnson parla di “un’ora oscura” per l’Ucraina, evocando di fatto la celebre frase di Winston Churchill. Il primo ministro avrebbe detto che l’Occidente “non resterà in disparte mentre Putin conduce questa campagna contro il popolo ucraino” , sperando “che l’Ucraina possa resistere”. “L’Ucraina e il suo popolo sono nei pensieri di tutti nel Regno Unito in quest’ora oscura”, conclude Johnson che chiede un vertice urgente dei leader della Nato perché l’azione militare russa in Ucraina è una “catastrofe per il nostro continente”.

Austria – L’ex cancelliere ed ex leader dei socialdemocratici austriaci Christian Kern lascia con effetto immediato il consiglio di sorveglianza delle ferrovie statali russe Rzd. Lo conferma Kern al quotidiano Der Standard dopo l’attacco Russo all’Ucraina.

Bce – La Banca centrale Europea sta monitorando attentamente le implicazioni della situazione in Ucraina” e “condurrà un’ampia valutazione delle prospettive economiche al meeting di marzo”, inclusi i recenti sviluppi geopolitici.

Turchia – Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan definisce l’operazione militare della Russia in Ucraina “inaccettabile” descrivendola come “un colpo alla stabilità e alla prosperità della nostra regione” durante una conferenza ad Ankara.

Bulgaria – “È assolutamente inaccettabile che nel 21esimo secolo i missili volino in Europa per attaccare uno stato sovrano”, dichiara il presidente della Bulgaria, Rumen Radev, dopo una riunione straordinaria del governo in merito alle azioni militari russe in Ucraina.

Ungheria – Il ministro degli Esteri ungherese, Peter Szijjártó convoca “l’ambasciatore russo a Budapest e lo informa della posizione dell’Ungheria sul conflitto russo con l’Ucraina: l’Ungheria sostiene l’integrità territoriale e la sovranità dell’Ucraina e farà parte della risposta comune dell’Ue”, scrive in un tweet Zoltan Kovacs, portavoce del primo ministro ungherese, Viktor Orban.

Fonte: Ansa.

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