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La Thailandia delle Start up Tech sempre più protagonista dell’innovazione nel sud-est asiatico.

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Lo Stato del sud-est asiatico denominato Thailandia (in thailandese “Prathet Thai” e anche conosciuto con il nome di “Siam”) ha compiuto nel corso della sua storia un viaggio caratterizzato da importanti cambiamenti politici, sociali ed economici. Il secolo passato e quello in corso sono stati testimoni di una crescita straordinaria che ha visto la nazione trasformarsi da una realtà prevalentemente agricola ad una delle più importanti economie del sud-est asiatico.

Parlando un po’ di storia, agli inizi del ‘900 la Thailandia, conosciuta allora con il nome di Siam, tentò di stabilire relazioni con i Paesi occidentali aprendo la strada ad una nuova modernizzazione ed è proprio negli anni 60’ e 70’ che si verificò il vero cambio di marcia ovvero nel momento in cui il Paese abbracciò industrializzazione e commercio internazionale. Nel corso degli anni successivi , mentre navigava tra sviluppo economico ed instabilità politica, ebbe un’accelerazione dell’urbanizzazione e l’espansione di nuove tecnologie con l’apertura anche di nuove strade all’imprenditorialità e con una crescita esponenziale di start up tecnologiche che ha spinto inoltre all’adozione di soluzioni più avanzate nei settori dell’agricoltura, dell’industria e dei servizi.

Tornando poi ai giorni nostri, pur essendo il turismo uno dei settori trainanti dell’economia thailandese, l’emergenza da Covid-19 ha spinto il governo a dare sempre più priorità allo sviluppo dell’innovazione e delle start-up come punto di partenza per garantire la futura crescita socio-economica del Paese, tuttavia questi sforzi non sembrano essere ancora abbastanza focalizzati e determinanti rispetto a quelli di realtà come Singapore e Malesia.

Uno dei punti di debolezza è la mancanza di collegamento tra il talento straniero e quello locale e pertanto il settore pubblico thailandese sta cercando l’implementazione di nuovi mezzi per consentire agli stranieri di rimanere più tempo possibile, ad esempio attraverso il rilascio di visti Elite per Affari nonché di visti Smart per stranieri che hanno avviato start-up tecnologiche in Thailandia.

Nello specifico vi sono diversi attori che operano nel contesto dell’ innovazione e delle start-up in Thailandia: da una parte vi è la presenza della NIA, the National Innovation Agency, che promuove innovazione e imprenditorialità offrendo supporto e opportunità di fondi alle start-up; dall’altra la presenza di organizzazioni non-profit come la TTSA, Thailand Tech Startup Association, che supporta lo sviluppo dell’ecosistema di start up nazionali fornendo opportunità di networking, training e mentorship agli imprenditori; infine a questi due programmi si aggiungono anche la piattaforma StartUp Thailand in cui vengono organizzati eventi e attività che promuovono l’imprenditorialità e il Techsauce, una compagnia di media che ospita eventi che connettono imprenditori e investitori.

Strada del centro di Bangkok. Foto dell’autore per gentile concessione.

Le start-up Fintech, inoltre, stanno avendo un grandissimo successo spinte anche da un sistema bancario non tanto sviluppato e dall’impulso del governo verso i servizi finanziari e non è un caso che aziende come PromptPay, Omise e TrueMoney stanno investendo per aprire sempre di più nuove opportunità per l’inclusione finanziaria e stanno facilitando le transazioni finanziarie consentendo a persone che prima erano escluse dal sistema bancario di accedere a pagamenti digitali e a prestiti a tassi agevolati. Un altro settore in ascesa è quello dell’Healthtech e ciò è dovuto soprattutto all’invecchiamento della popolazione thailandese e anche all’aumento dei costi sanitari.

Le startup Healthtech offrono soluzioni innovative in contesti sanitari, da segnalare al riguardo Doctor Raksa e Doctor Anywhere che offrono consulenze virtuali con medici e gestione della salute personale.

Un’ ultima tendenza che sta sempre più prendendo forma è quella dell’Agritech e con varie StartUp Agritech si cerca di sfruttare la tecnologia per migliorare la produttività, ridurre gli sprechi e promuovere la sostenibilità e attraverso l’uso di sensori, analisi dei dati e Intelligenza Artificiale si stanno sviluppando soluzioni per ottimizzare la coltivazione e la gestione delle risorse idriche.

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