Juventus, ricomincia l’incubo: sono 15 punti di penalizzazione.

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Torino, la città che, come sostiene Italo Calvino, “invita alla logica e attraverso la logica apre alla follia”, e di follia si è parlato proprio quando l’arrivo di Cristiano Ronaldo trasformò l’illusione di un trasferimento senza precedenti in sogno e quel sogno in realtà. Vedere la Juventus diventare ancora più grande, raggiungere la coppa dalle grandi orecchie era questo che si chiedeva al portoghese, oltrepassare i confini italiani e sorridere in Europa; invece neanche lui è riuscito a riportare la Champions League a Torino, ma nel 2022 senza il 7 di Funchal, il risultato nella massima serie Europea è impietoso: eliminazione ai gironi, un allenatore appeso ad un filo e una stagione apparentemente da dimenticare già ad Ottobre: l’impressione è che non potesse andare peggio ma se il derby vinto portò una nuova linfa in termini di punti alla squadra, si stava per abbattere su di essa una nuova tegola anch’essa senza precedenti. Nella serata apparentemente tranquilla del 20 gennaio 2023 un terremoto scuote il calcio italiano: la FIGC ha reso nota la condanna per il caso plusvalenze imputato al club bianconero, la penalizzazione va ben oltre le aspettative considerando la prima proposta di 9 punti di penalità che il procuratore Federale aveva avanzato nel corso della giornata. La Corte d’appello Federale sanziona sportivamente la squadra infliggendo 15 punti di penalizzazione nel campionato corrente, la Serie A 2022/23 è stata stravolta. Non era la capolista, ma le speranze di uno scudetto sollevato da Allegri, o quantomeno la convinzione di essere in grado di raggiungere il quarto posto senza soffrire, erano iniziate a maturare nella mente di tifosi e calciatori. Tutto ciò ora non esiste più, la nuova distanza dalla vetta partenopea ammonta a 24 lunghezze. L’atmosfera è quella del dejavù, anche se non si tratta questa volta di una retrocessione, bensì di una sanzione che allontana definitivamente la squadra dalle principali coppe europee, riportando in gioco avversarie come Udinese, Torino e Fiorentina che guadagnano una posizione in classifica e si trovano in piena lotta per il settimo posto.

Il ricorso è atteso entro 30 giorni di tempo, nel mentre la società sottolinea con un comunicato dei propri avvocati la disparità di trattamento con le altre società coinvolte, che sono state prosciolte in blocco tutte e otto. Il comunicato si conclude definendo la situazione come “una palese ingiustizia”.

Gli stessi giocatori hanno dimostrato la loro vicinanza ed indignazione per quanto accaduto: sono mille parole di silenzio le due foto pubblicate su Instagram da Mattia Perin e Danilo. Senza testo e senza commento viene raffigurato il gruppo stretto in un abbraccio sul campo. Conciso e concreto è stato Leonardo Bonucci; utilizza un’immagine simile a quella utilizzata dai compagni di squadra, ma nel suo caso in bianco e nero e non avendo spazio per far parlare il silenzio lui, il capitano si è fatto carico del suo ruolo. “Noi con Voi” l’esordio del commento, diretto che non lascia spazio ad interpretazioni ambigue; “Oggi è ancora più importante essere Squadra” un riferimento ad un gruppo unito che non ha cercato di reagire negli ultimi mesi alle voci e ai timori che si diffondevano, cercando, e riuscendo, ad ignorare le nuvole nere dell’uragano che si stavano addensando sull’ala Bianconera di Torino; “Avanti sulla nostra strada” e la chiusura con il motto della Vecchia Signora #FinoAllaFine. Il campionato va avanti, la stagione non è perduta; c’è una coppa Italia e un’Europa League da giocare e la Juve vuole mantenere un ruolo da protagonista.

Lo scorso novembre Andrea Agnelli aveva distolto l’attenzione dal mondiale rassegnando le sue dimissioni dai vertici della società e insieme a lui lo seguì l’intero CdA, tuttavia, come cantano i Sum41 “non si può fermare l’emorragia, è quasi troppo tardi”, e dopo circa due mesi una seconda scossa di terremoto devasta la Continassa. La Corte Federale ha inflitto anche importanti pene per i dirigenti ritenuti responsabili; 2 anni e mezzo di inibizione a Fabio Paratici, 2 ad Andrea Agnelli e a Maurizio Arrivabene, 8 mesi a Pavel Nedvev e anche l’attuale direttore sportivo Federico Cherubini subisce una pena di 1 anno e quattro mesi.

Massimiliano Allegri, intanto, dopo essersi ritrovato solo senza la sua dirigenza, dopo aver superato le critiche di un’inizio di stagione ai limiti del disastroso, rimane ora un pilastro della rinascita bianconera; una rinascita da ricostruire, ancora una volta, con un Chiesa in più e quindici punti in meno.

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