Intervista al poliedrico artista torinese Stefano Napolitano, una vita intensa e densa di emozioni tra letteratura, musica e cinema.

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Oggi la nostra testata Informazione Quotidiana IQ ha il grande piacere di ospitare l’interessante intervista a firma del nostro Direttore Editoriale Prof.ssa Angela Bernardo al poliedrico artista torinese Stefano Napolitano che ci parlerà del suo mondo e delle sue passioni ed emozioni.

Benvenuto su IQ caro Stefano e grazie di essere essere qui con noi per questa bella occasione di incontro/confronto. Iniziamo subito con una tua breve presentazione.

Mi chiamo Stefano Napolitano, ho 59 anni, sono un artista impegnato in campo letterario, musicale e cinematografico da diverso tempo. Fino a oggi ho pubblicato 4 libri, 4 singoli, un album, ho diretto brevissimi video promozionali, sceneggiato alcuni video clip e condotto due programmi web televisivi. Inoltre alcuni anni fa ho anche realizzato una web series.

Come riesci a conciliare la tua passione per la scrittura e la musica? Quale delle due ti appassiona di più e perché?

Io mi definisco uno che scrive, questo è il punto di partenza. Dalla scrittura possono nascere poesie, testi musicali, storie, racconti e romanzi oppure soggetti per film e sceneggiature. Tutto ciò che faccio, quindi anche la musica, parte da lì. Per me scrivere è un dono divino. Ho imparato a leggere e a scrivere all’età di 4 anni. Lascio a voi immaginare lo sgomento di tutti coloro che avevo attorno a partire dai miei genitori.

Dove trovi le fonti d’ispirazione per i tuoi libri e canzoni? Sono esperienze personali, osservazioni della vita quotidiana o qualcos’altro?

Mi ispiro prevalentemente a esperienze personali per raccontare la mia vita, è questa fondamentalmente la mia arte. Raccontarmi per come sono o per come mi vedo. Riguardo la musica mi ispiro ai grandi miti del 900 come i Beatles, Bowie, Kraftwerk, Dylan oppure De Andrè, Battiato, Battisti, Gaber ma con un occhio di riguardo ai mostri sacri della musica classica, Bach, Beethoven, Mozart, ecc. Sono un appassionato di musica e la vivo ascoltandola con profondo rispetto. Adoro i musicisti e i compositori. Io sono cresciuto con la musica post punk degli anni 80, quindi wave, dark, elettropop, new romantic ma sono anche un cultore di quella degli anni 60 e della rivoluzione del rock anni 70.

Quali consigli daresti a chi vuole intraprendere la carriera di scrittore e musicista? Quali sono gli errori più comuni da evitare?

Prima di scrivere bisogna imparare a leggere, Io ho letto una quantità industriale di libri che mi hanno insegnato a pensare più profondamente l’esistenza umana concentrandomi per primo sulla mia. Più leggi e più vieni a conoscenza di nuovi vocaboli, formuli nuovi ragionamenti, arricchisci l’intelletto e l’anima. Per esempio leggendo i filosofi si guadagna in spirito, leggendo i romanzieri in fantasia, leggendo i cronisti in vita. Insomma, leggere è meraviglioso e uno scrittore deve saper prima leggere, poi scrivere. Stesso discorso per i musicisti, imparare a suonare il proprio strumento, conoscerne la storia, curarlo ed amarlo, esprimersi attraverso esso perché parte della propria esistenza. L’errore più grande da non fare è quello di pensare al successo. Molto limitante per ciò che uscirà dalle pagine del libro o dal suono di una chitarra. Non sarà verità. Scrivere e suonare sono arte pura e l’arte è ciò che ci rappresenta come esseri umani. Il successo è solo un caso ma deve essere proporzionato a ciò che fai e non a ciò che gli altri vorrebbero tu faccia.

Quanto pensi che le emozioni influenzino la tua creatività come scrittore e musicista? Come fai a canalizzare le tue emozioni in modo positivo nella tua arte?

Qualunque artista è influenzato costantemente dalle emozioni che prova vivendo la propria quotidianità o assorbendo con sensibilità i fatti che gli capitano attorno anche indirettamente. Questo è quello che succede anche a me, tutto ciò che faccio è puramente emozionale e non segue un iter o un canovaccio. Non so se ciò che canalizzo sia positivo o meno, quello che mi interessa è scrivere qualcosa che mi emozioni per primo, che sia vera, autentica, coraggiosa. Forse è questo che alla fine renderà la mia opera positiva. Il successo personale sta nell’intenzione, nell’obiettivo che che ti sei posto in corso d’opera.

Work in progress: quali sono i tuoi progetti futuri come scrittore e musicista? Ci sono nuovi libri o album in lavorazione? Cosa possiamo aspettarci da te nel prossimo futuro?

Ci sono in programma un nuovo lavoro discografico per la primavera del prossimo anno accompagnato da un cortometraggio. Infine un nuovo libro di poesie e pensieri. In futuro vorrei continuare a muovermi in questa direzione, cioè letteratura, musica e cinema. Penso di poter fare solo quello con la voglia costante di imparare sempre di più e di dare sempre di più.

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