Inseguendo il triplete, verso Italia-Polonia: Velasco manca solo l’Europeo.

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Paola Egonu

Quando sei la Nazionale campione di tutto, quando manca solo un passo per eguagliare quanto fatto dall’Unione Sovietica e da nessuno nella storia, sembra che per tutte le altre squadre il sogno di battere l’Italia sia “come un’ossessione”, che d’altronde è la frase centrale del ritornello dell tormentone estivo 2026. Julio Velasco insegue il suo quarto titolo continentale da allenatore dopo 1989, 1993 e 1995, e in questa estate che l’ha visto fare con le sue ragazze il giro del mondo ha trovato anche lui delle partite complicate. Una su tutte la semifinale di Nations League contro il Brasile, ma anche il recente quarto di finale contro la Svezia. Ben due le sconfitte contro le verdeoro nel corso della VNL, prima a Brasilia nel girone e poi a Macao in semifinale con in mezzo anche un sonoro capitombolo incassato dagli Stati Uniti nelle Filippine. Non ci si può lamentare, l’Italia veniva da due successi consecutivi nella Nations League, una competizione che da sempre è stata il teatro degli esprimenti e ha dato spazio a nuove leve delle nazionali e anche Velasco ha cercato di testare le proprie ragazze per non sbagliare nell’appuntemnto clou di questa estate, l’europeo in Svezia, Repubblica Ceca e con le finali in Turchia.

Esperimento Antropova: Velasco cerca nuove strade

Non si può vincere sempre, lo abbiamo visto in ogni sport quest’estate dal tennis con Sinner, dal ciclismo con Pogacar, la F1 con Antonelli. Questo assioma dello sport dopo le sconfitte in VNL ha rischiato di diventare realtà anche per le ragazze di Julio Velasco che sono campionesse olimpiche e mondiali e che ora inseguono il triplete con anche l’Europeo. Ma per continuare a vincere a volte bisogna cambiare e ingnorare i campanelli di allarme del Brasile e degli Stati Unti sarebbe stato un errore che il tre volte campione del mondo non poteva commettere e quindi ha cercato finalmente di dar pieno sfogo al suo sogno, far giocare Paola Egonu e Kate Antropova insieme cambiando ruolo all’ex opposto che giocherà all’Eczacibasi dalla prossima stagione. Si è vista subito a muro contro le padrone i casa, contro Isabel Haak protagonista di un europeo da record che non è bastato alla sua Svezia per andare oltre i quarti. L’obiettivo è far diventare Kate forte anche in ricezione per metterla nel ruolo di schiacciatore. Si continuano a vedere alcune difficoltà con la palla vicino alla rete e infatti dopo la partita con il Giappone in VNL Julio si era scoraggiato relativamente al cambio di ruolo affermando che era difficile vederla in una posizione diversa. Tuttavia l’infortunio di Omoruyi alla viglia della partenza per la Svezia ha convinto l’allenatore ad andare fino in fondo nell’esperimento, d’altronde non sarebbe la prima volta. Esperimenti simili li ha portati in campo anche la Turchia, nell’europeo del 2023 quando per dare pieno sfogo al proprio attacco Santarelli mise in campo Ebrar Karakurt nel ruolo di schiacciatrice e Melissa Vargas come opposto, risultato? Primo titolo europeo della storia della Turchia. Al livello di club viene in mente un esperimento simile, quello di Perugiia che nel 2018 riuscì a far coesistere Atanasijevic e Zaytsev. Come minimo la Nazionale di Velasco, provando dei giorni con più insistenza, altri meno, Antropova da schiacciatrice è arrivata in semifinale dove troverà la Polonia di una finalmente determinante Magdalena Stysiak. Lei si è aggiunta alle top tre mondiali che sono tutte presenti in semifinale: Egonu, Boskovic e Vargas. I rischi con la Svezia però sono un lusso che le ragazze contro Polonia e soprattuto in un’eventuale finale non potranno concedersi. Sarebbe esagerato dire che a Brno, la città della Repubblica Ceca dove sorge il circuito che ha visto vincere Valentino Rossi per sette volte, l’Italia sia stata ad un passo dal baratro, ma il dominio visto nel girone e contro la Bulgaria non si è concretizzato. Primo set alla Svezia che poi trascinata da Haak si è trovata anche sul 23-21, puntualmente ribaltato e poi di nuovo 22-20 nel quarto set. Non una delle migliori partite della carriera per Alessia Orro, ma tutte possono sbagliare almeno una volta nella vita. A rimettere in ordine le cose ci ha pensato Myriam Sylla insieme ad una (straordinarimente) difensivista Paola Egonu, con una buona difesa e un muro della schiacciatrice che ha sbloccato il dejavu della finale mondiale contro la Turchia. Per la quarta edizione consecutiva siamo in semifinale, alla caccia del quarto titolo europeo. L’ultimo ricordo della final 4 in Turchia è del 2019, l’Italia finì al terzo posto dietro le padrone di casa e la Serbia che sono sempre in Semifinale, dalla parte opposta del tabellone; superata la Polonia ci attende una classica del volley degli anni Duemilaventi, un’ossessione.