L’€uro e la sua genesi rappresenta una delle più ambiziose iniziative economiche e politiche della storia moderna. Nato con l’obiettivo di unificare economicamente l’Europa e rafforzarne il ruolo nello scenario globale, ha avuto un impatto significativo non solo sui paesi membri ma anche sul commercio internazionale.
L’idea di una moneta unica, che affonda le radici negli anni ’50, con i primi tentativi di integrazione economica europea, vide la sua luce solo con il trattato di Maastricht nell’anno 1992, con il quale l’Unione Europea ne definisce un chiaro percorso.
Il trattato stabilì criteri di convergenza economica per garantire e stabilire l’effettiva partecipazione dei paesi aderenti e relativi requisiti per l’ingresso, tra cui la stabilità dei prezzi, finanze pubbliche sane e tassi di cambio stabili.
E così il 1° gennaio 1999 l’€uro entrò ufficialmente in vigore sui mercati finanziari come valuta virtuale, utilizzata per transazioni elettroniche e contabili. Successivamente il 1° gennaio 2002, le banconote e le monete in euro sostituirono ufficialmente le valute nazionali dei 12 paesi UE, segnando l’inizio di una nuova era economica.
Considerare il sistema finanziario uno strumento al servizio del benessere collettivo e l’€uro pilastro di questo sistema, implica che la moneta unica va ben oltre la considerazione semplice della sua sfera monetaria. Il suo successo come valuta internazionale, da affiancare a tutte le altre valute presente sullo scenario mondiale, nonché sul panorama economico e finanziario, rappresenta un considerevole asset strategico per la sua collocazione geopolitica.
E’ una questione che tutt’oggi va considerata anche alla luce dei delicati equilibri tra i vari player mondiali e le complesse questioni che mettono a rischio e a repentaglio sia la tranquillità degli stessi mercati finanziari che la serenità degli stati sociali che essi stessi regolano.
L’autorevole intervento di Fabio Panetta, governatore della Banca d’Italia, in una conferenza tenutasi a Riga, in Lettonia, a gennaio 2024, sul ruolo strategico dell’€uro nell’Europa del futuro, ne ha ben delineato il percorso virtuoso compiuto nei suoi primi venticinque anni di vita.
E’ interessante conoscere che, considerate le dimensioni delle rispettive economie, europea e statunitense, l’€uro sembra essere sorprendentemente caratterizzato da un potenziale tuttora inespresso (Tab 2).
Il ruolo dominante del dollaro statunitense non è stato scalfito.
Un esame dei dati aiuta a capire perché l’€uro non ha guadagnato terreno sui mercati internazionali. I dati si basano su un indicatore composito, utilizzato dalla BCE, che rappresenta la media aritmetica delle quote in euro di consistenze di obbligazioni internazionali, prestiti concessi da banche non appartenenti all’area dell’€uro a debitori esterni all’area, depositi di creditori esterni all’area presso banche non appartenenti all’area, regolamenti internazionali di operazioni valutarie, riserve valutarie mondiali e regimi di cambio internazionali. Il peso dell’€uro a livello globale ha registrato un calo significativo durante la crisi finanziaria e la crisi del debito sovrano, fra il 2009 e il 2015, quando l’area dell’€uro è stata colpita da shock asimmetrici affrontati con misure inadeguate. In quella fase le politiche di bilancio sostennero l’economia per un periodo limitato, ma il risultato fu una inutile frammentazione dell’Europa, che finì per generare profonde divergenze economiche, sociali e politiche.

Ma guardiamo ora ai giorni nostri.
Fra il 2020 e il 2022 l’Europa è stata colpita da una serie di shock ampi e persistenti. La pandemia e l’invasione dell’Ucraina hanno compresso sia la domanda sia l’offerta di beni e servizi e sollevato incertezze per molti aspetti maggiori di quelle registrate dieci anni prima, durante la precedente crisi. Questi eventi hanno frenato l’attività produttiva e gli scambi commerciali.
Gli shock hanno però colpito un sistema istituzionale europeo dotato di strumenti di intervento più efficaci rispetto al passato.
Essi sono stati inoltre contrastati con interventi risoluti e coordinati a livello sia europeo sia nazionale. Anche per questi motivi, gli shock non hanno avuto alcun impatto sul ruolo internazionale dell’€uro, che negli anni più recenti ha mantenuto le proprie posizioni e in alcuni ambiti di mercato si è persino rafforzato. Quindi l’Europa è stata perfettamente in grado di resistere a shock, anche profondi.
Dunque ben si comprende che la creazione di una valuta internazionale è un fenomeno complesso che richiede diversi ingredienti. La dimensione dell’economia reale è certamente un elemento essenziale, ma non sufficiente.
Il successo di una valuta richiede la compartecipazione di una stabilità economica, di capitali solidi ed efficienti e l’attuazione di politiche macroeconomiche credibili, efficaci e anticicliche, che siano in grado di ispirare fiducia agli investitori stranieri, che puntano su attività denominate in €uro.
Un ulteriore elemento essenziale per rafforzare il ruolo internazionale dell’€uro è, senza dubbio alcuno, la disponibilità di infrastrutture di pagamento e di un mercato all’avanguardia tecnologica. Si tratta di una componente indispensabile per il funzionamento del sistema finanziario. L’Europa deve pensare in grande per costruire la sua unione dei mercati dei capitali.
E’ La digitalizzazione la sfida che definisce la nostra epoca.
Ha avviato trasformazioni profonde, che già oggi stanno determinando effetti assai ampi sulla nostra società. I pagamenti non fanno eccezione e la domanda di servizi di pagamento digitali è cresciuta notevolmente in tutto il mondo, soprattutto a seguito della pandemia.
L’introduzione, quindi, di una moneta digitale emessa, dalla Banca Centrale Europea, rappresenta un’iniziativa di portata storica, destinata a ridefinire il panorama monetario e finanziario del continente. Il progetto di una valuta digitale non è solo una risposta all’innovazione tecnologica, ma una strategia lungimirante per rafforzare la sovranità economica dell’Eurozona atta a garantire un sistema di pagamento resiliente e promuovere una piena inclusione finanziaria. La necessità di una valuta digitale della banca centrale (CBDC) in Europa si fa sempre più impellente, agendo da pilastro di stabilità in un’economia globalizzata e sempre più interconnessa.
Per garantire questa indispensabile robustezza, il piano prevede tre caratteristiche tecniche fondamentali.
La prima è un’infrastruttura tecnologica distribuita su più regioni geografiche. Questo design è pensato per garantire che il sistema rimanga sempre pienamente operativo anche in caso di guasti a livello locale o di calamità naturali. La distribuzione geografica è un principio cardine per la sicurezza.
La seconda è la creazione di un’applicazione universale sviluppata direttamente dalla BCE, accessibile a tutti che offrirà la possibilità di gestire i propri fondi ed il proprio pacchetto di valuta digitale e di cambiare istantaneamente fornitore di servizi di pagamento. E’ una funzionalità cruciale se l’app della propria banca dovesse subire un’interruzione.
La terza e più innovativa funzionalità è la capacità di operare offline.
L’Euro digitale consentirà di completare i pagamenti anche in totale assenza di connessione ad Internet: un requisito questo, fondamentale in situazioni di emergenza come un blackout. Questo rende la valuta una soluzione unica nel suo genere per la resilienza del sistema.
Ovviamente l’introduzione della valuta digitale porterebbe significativi vantaggi economici. Per le piccole e medie imprese (PMI), potrebbe significare una riduzione dei costi di transazione, rendendo i pagamenti più veloci ed efficienti. La standardizzazione dei pagamenti in Europa potrebbe facilitare il commercio transfrontaliero all’interno dell’Eurozona. Per i consumatori, la nuova valuta garantirebbe un metodo di pagamento sicuro e universale, con commissioni nulle o molto basse, a prescindere dal fornitore di servizi. Questo promuoverebbe la concorrenza e stimolerebbe l’innovazione.
Dal 2029, con una fase sperimentale che parte dal 1° gennaio 2026, dunque, quando dovremo pagare un acquisto in un esercizio commerciale ci verrà chiesto di scegliere fra tre opzioni e non più due: “Contante, bancomat o €uro digitale?”.
Un cambiamento che il consumatore finale percepirà poco ma che potrebbe mutare, e di molto, gli equilibri economici e commerciali tra l’Europa e le altre potenze economiche.
Luca D’Alessio
