Crazy for Football – Matti per il Calcio: il documentario sulla Nazionale azzurra di calcio a 5 di atleti con disturbi mentali è diventato un avvincente film.

Gabriele Gravina (FIGC): “La dimensione più bella del calcio, quella dell’inclusione. Questo film conferisce il giusto valore alla multidimensionalità deò mondo del calcio che unisce popoli e abbatte le barriere”.

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Crazy for Football – Matti per il Calcio, dopoil grande successo del documentario premiato con un David di Donatello nel 2017,è diventato un avvincente film co-prodotto da Rai Fiction e Mad Entertainment, andato in onda giorni fa su Rai 1 e disponibile ora su RaiPlay.

La regia è sempre affidata a Volfango De Biasi, amico d’infanzia di Santo Rullo, l’ideatore della Nazionale azzurra di calcio a 5 di atleti con disturbi mentali al quale il film è dedicato. Nel film lo psicologo Saverio Lulli, personaggio chiaramente ispirato a Rullo, riesce a creare una squadra di calcetto formata dai suoi pazienti e che riuscirà ad arrivare addirittura al mondiale di categoria.

Tra i protagonisti del film si annoverano Sergio Castellitto, Max Tortora, Antonia Truppo, Angela Fontana e un gruppo di calciatori che hanno recitato la parte degli atleti scelti fra più di 700 aspiranti. Il regista ha così spiegato: “Avrei voluto lavorare con dei pazienti ma è complicato per loro imparare un copione a memoria visto che sono ragazzi che spesso prendono dosi elevate di psicofarmaci. Ho scelto dieci ragazzi dopo 700 provini, ho chiesto a loro di non uscire dal personaggio: dovevano fare i matti e giocare a pallone. Volevo fare un film che fosse una favola nazionalpopolare e che entrasse nelle case delle persone”. Detto fatto. Il film trasmesso su Rai 1 il 1° novembre è stato un vero successo e ha vinto la battaglia dell’audience TV in quanto è stato visto da 3.143.000 telespettatori con lo share del 15,89%. È ora disponibile su RaiPlay, insieme al documentario che l’ha preceduto, e potrebbe anche diventare una serie per Rai Fiction.

Castellitto ha aderito a questo significativo progetto dopo essersi realmente appassionato al documentario: “La materia della psiche, al di là della disabilità, è propria e intrinseca al mestiere dell’attore. L’avevo già frequentata ne Il Grande Cocomero, passando a In Treatment. Mi ha entusiasmato, era la possibilità di lavorare sulle solitudini; il calcio è un gioco di squadra, ma in questo caso è un mondo dove si aggregano tante solitudini. Il disagio mentale è esso stesso una solitudine”.

Il film è arrivato in un anno colmo di splendidi e meritatissimi successi per lo sport italiano e secondo Carolina Terzi, la produttrice del film per Mad Entertainment, la storia di questi atleti disabili è emblematica di “un’Italia migliore, sotto il nostro stesso cielo esistono persone della grandezza di Rullo”. Inoltre, sia il documentario sia il film potrebbero fungere da amplificatori importanti nella diffusione del programma Matti per il Calcio che ha lanciato la calcioterapia e che ha sempre avuto il coinvolgimento della FIGC, infatti il suo presidente, Gabriele Gravina, che ci ha tenuto ad interpretare un cameo in Crazy for footballMatti per il Calcio, è un convinto sostenitore del progetto e alla presentazione del film ha affermato il valore basilare dello stesso: “La dimensione più bella del calcio, quella dell’inclusione. Questo film conferisce il giusto valore alla multidimensionalità del mondo del calcio che unisce popoli e abbatte le barriere”.

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