Covid: nessuna Regione passa in zona gialla.

Casi in aumento, ma l’Italia resta a “ bassa preoccupazione”. I contagiati sono un quinto rispetto ad un anno fa mentre i morti e i ricoverati in intensiva passano rispettivamente da 458 a 68 e da 3170 agli attuali 445. La situazione è tuttavia da “ seguire con attenzione”.

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Il direttore della Prevenzione del Ministero della Salute Gianni Rezza ha affermato che, in base ai dati della Cabina di regia, la situazione Covid 19 in Italia va “ monitorata con attenzione”. Si tema una crescita come si sta verificano in diversi paesi europei anche a causa dei mesi più freddi e del limitato periodo di protezione che sembrano offrire i vaccini. Per questo motivo sarà importante incentivare la pratica della terze dosi e la vaccinazione di quella parte della popolazione che è rimasta scettica. Rezza ha spiegato che la situazione questa settimana “tende a peggiorare: l’incidenza si fissa a 78 casi per 100mila abitanti, l’Rt è in aumento a 1,21. Il tasso di occupazione in terapia intensiva e reparti di area medica cresce rispettivamente al 4,4 e al 6,1% ma ben al di sotto della soglia critica del 10 e 15%. Quindi la situazione epidemiologica è in rapida evoluzione e l’incidenza tende ad aumentare anche se non quanto quella di altri paesi europei, ma i vaccini ci stanno proteggendo dalle forme più gravi di malattia”. L’analisi di Rezza è confermata anche dal Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Silvio Brusaferro, il quale specifica come si stia verificando un aumento di casi tra i bambini sotto i 12 anni e che la fascia più colpita attualmente sia quella che va dai 30 ai 49 anni. Stando ai dati in tutte le Regioni italiane il virus sta circolando maggiormente. I dati sono confermati dal bollettino di ieri che registra 8.516 positivi nelle ultime 24 ore (il giorno prima 8.569), e 68 vittime in un giorno (il giorno prima 67). Il tasso di positività sale all’1,7%. Sono invece 445 i pazienti in terapia intensiva, 23 in più rispetto a ieri, ed i ricoverati nei reparti ordinari sono 3.525 (+16). Importante,anche a conferma dell’ importanza dei vaccini, il dato raffrontato all’ anno scorso. Il 13 novembre 2020 infatti si erano registrati 40.902 casi di coronavirus in Italia sostanzialmente cinque volte il numero attuale. Più interessante ancora il numero dei malati gravi. Il 13 novembre del 2020 in terapia intensiva trovavamo 3170 persone e i decessi erano 458. In considerazione anche del dato dei ricoveri in intensiva per il momento nessuna Regione andrà in zona gialla, anche se tutte sono classificate a rischio moderato con il Friuli Venezia Giulia indicato con alta probabilità di progressione al rischio alto mentre la Calabria è indicata come rischio basso. Attualmente l’Italia, insieme Malta, Spagna e Svezia paesi che in alcuni casi hanno seguito politiche vaccinali anche molto diverse rispetto a quella adottata nel nostro paese, è classificata come nazione a “ bassa preoccupazione”. Sarà tuttavia importante non sottovalutare, sia pure senza isterismi, i segnali della curva.

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