Canova, nel 2022 gli omaggi per lo scultore della bellezza.

Già iniziate le celebrazioni per il bicentenario della morte ROMA - Il marmo che diviene carne e sentimento in Amore e Psiche, il virtuosismo armonico delle Tre Grazie, l'eleganza solenne e al tempo stesso sensuale di Paolina Borghese.

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E sempre, in ogni creazione, quella stessa perfezione delle forme, come veicolo di un ideale di bellezza eterna. Il 2022, nel bicentenario della morte, è l’anno di Antonio Canova, la cui arte molte istituzioni italiane si apprestano a celebrare.
    Scultore e pittore, nato a Possagno nel 1757 e morto a Venezia nel 1822, Canova è il maestro italiano del Neoclassicismo: un genio indiscusso il suo, capace di capolavori che trovano posto nei più importanti musei del mondo, dal Louvre all’Hermitage. Dopo l’istituzione, a metà dicembre, del Comitato Nazionale per le Celebrazioni del secondo centenario della morte (con lo stanziamento di circa 157 mila euro di fondi pubblici), ora si attende la definizione di tutti gli eventi che saranno giudicati idonei e quindi organizzati nei mesi a venire per rendere omaggio allo scultore veneto.
    Tra le istituzioni in prima linea ci sarà il Comune di Possagno, in stretta collaborazione con il Museo Canova che si è già aggiudicato le risorse (784.000 euro provenienti dal bando promosso dal Ministero della Cultura) per realizzare il progetto “Restauro e digitalizzazione del complesso architettonico canoviano”. Il progetto interesserà l’Ala Ottocentesca del museo (composto dalla Gypsotheca, dalla Casa natale, dalla Biblioteca e dall’Archivio) fatta edificare dal fratellastro dello scultore, l’abate Giovanni Battista Sartori, al fine di ospitare le opere canoviane appositamente trasportate da Roma, ultima sede di lavoro dell’artista. Sul fronte delle mostre, il calendario è denso, con alcuni progetti già inaugurati negli ultimi mesi del 2021.
    Ai Musei Civici di Bassano del Grappa (Vi) per esempio come primo “atto” celebrativo è stata realizzata la completa digitalizzazione dell’intero Archivio Canoviano conservato nella Biblioteca, oltre all’allestimento della mostra “Ebe Canova” ospitata fino 30 maggio 2022. La mostra presenta al pubblico la grazia “ritrovata” della celebre statua in gesso di Canova del 1817: grazie alle nuove tecnologie, i frammenti dell’opera (che era andata in pezzi dopo il bombardamento alleato su Bassano nel 1945), conservati nei depositi dei Musei Civici per più di 70 anni, sono stati rimessi insieme a ricomporre la forma originaria. Accanto al capolavoro, assieme a dipinti, disegni e meravigliosi libri illustrati, un approfondimento sulla figura mitologica di Ebe, simbolo dell’eterna giovinezza.
    Aperta i primi giorni di dicembre alla Fondazione Querini Stampalia di Venezia la mostra “‘in luce’ Fotografie di Alessandra Chemollo nella Gypsotheca di Possagno”, fino al 27 marzo: partendo dal bozzetto in creta di Antonio Canova, realizzato per una statua di Letizia Ramolino Bonaparte e custodito alla Fondazione veneziana, il percorso presenta una cinquantina di scatti del reportage che nell’estate del 2016 Alessandra Chemollo realizzò a Possagno e destinato a una pubblicazione (Carlo Scarpa. La Gipsoteca Canoviana di Possagno, con testi di Gianluca Frediani e Susanna Pasquali, Mondadori Electa, 2016). Fino al 18 aprile 2022 anche il Mart di Rovereto celebra il Maestro, con la mostra “Canova tra innocenza e peccato”. L’idea che anima il progetto, a cura di Beatrice Avanzi e Denis Isaia, è mettere in relazione 14 capolavori di Canova, provenienti dalla Gypsotheca di Possagno tra cui Amore e Psiche, Ninfa dormiente, Endimione dormiente, Le Grazie, Venere italica, Maddalena penitente, Creugante, con quelle di alcuni importanti artisti contemporanei: dai grandi fotografi di nudo del ‘900 come Helmut Newton, Robert Mapplethorpe e Irving Penn, agli scultori contemporanei come Igor Mitoraj, Elena Mutinelli e Fabio Viale, fino a Miroslav Tichì, Jan Saudek, Joel-Peter Witkin, Dino Pedriali, gli Alinari, Luigi Spina, Mustafa Sabbagh.
    Tra i progetti che invece apriranno i prossimi mesi, quello del Museo Bailo di Treviso che dal 25 marzo ospiterà “L’Ottocento svelato. Da Canova al Romanticismo storico”, a cura di Fabrizio Malachin e Elisabetta Gerhardinger, allestito (fino al 26 giugno) nella grande galleria del museo che per l’occasione sarà intitolata ad Antonio Canova. Protagonista di un percorso variegato è lo scultore veneto, del quale è esposto il gesso di Amore e psiche stanti, opera del 1800, accanto al prezioso bozzetto delle Tre Grazie, dove a ben guardare si potrebbero scoprire le impronte del maestro, e all’edizione integrale di tutte le incisioni dello scultore, espressamente donate all’Ateneo trevigiano dal fratellastro abate Sartori Canova. Fonte ( Ansa).

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