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Ad una vittima 36enne di Napoli primo smartwatch “anti-violenza”.

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sabato, Maggio 18, 2024

Aveva smesso di vivere Marta (nome di fantasia) a causa dell’a relazione asfissiante e malata con il suo ex marito violento, che aveva promesso di ucciderla e di seppelire il suo corpo in un terreno.

Da ieri la sua vita è cambiata, di nuovo, ma in meglio questa volta, grazie a uno speciale “smartwatch” che le consente, in caso di necessità, di far intervenire le forze dell’ordine semplicemente premendo un tasto.


    Il dispositivo, il primo di 45 che a breve saranno consegnati ad altrettante vittime, è direttamente collegato con la centrale operativa del comando provinciale dei carabinieri di Napoli: appena arriva l’SOS, la vittima viene geolocalizzata e arrivano i soccorsi. E così Marta ha ripreso la sua vita interrotta per paura dell’ex, pronto addirittura a sfregiarla con l’acido. Fu la suocera ad avvertirla. E da quel giorno ha parcheggiato la sua vita.
    “Sono costantemente sotto controllo ma sono contentissima, – dice Marta, 36 anni e madre di due figli minori – ora posso uscire più serena e tranquilla dopo mesi e mesi trascorsi rintanata in casa. Grazie a questo orologio mi sento protetta.
    E’ vero, devo rinunciare alla mia privacy, ma è un prezzo che sono disposta a pagare”.
    Lo scorso 30 novembre l’Arma dei Carabinieri di Napoli, la Sezione fasce deboli della Procura della Repubblica partenopea (coordinata dal procuratore aggiunto Raffaello Falcone), la Fondazione Vodafone Italia e la Soroptimist International Club Napoli hanno annunciato l’avvio del progetto pilota “Mobile Angel”, che prevedeva, appunto, la consegna di questo orologio salvavita alle vittime di maltrattamenti, e quello affidato a Marta è il primo nel Sud Italia.
    “T utto ciò che può aiutare le vittime di violenza di genere è benvenuto, – commenta l’avvocato Giovanna Cacciapuoti, legale di Marta – siamo felici che la tecnologia venga impiegata per fronteggiare la violenza domestica ma questo tiene la vittima sotto controllo costante. Ovviamente è di fondamentale importanza anche se, nello stesso tempo, rappresenta una limitazione per chi lo indossa”. (ANSA).

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