Vasco. Il mito è tornato

By on 10 Giugno 2013

vasco-2013 di Stefania Paradiso

IQ. 10/06/2013 – Vasco Rossi è tornato. Ieri sera, in una Torino bagnata, ha salutato i suoi fan e cantato per due ore. C’era chi credeva che Vasco avesse terminato i live due anni fa, dopo lo top per l’infezione polmonare, ma il Komandante ha dimostrato di essere, se possibile, più forte e in forma di prima. “Ciao a tutti, bentornati, bentrovati, tutto è bene ciò che finisce bene” sono state le sue parole, entrando, a sorpresa, da una botola, sul palco dell’Olimpico di Torino. Inizia con “L’uomo più semplice” ma la sua voce viene coperta dallo scroscio di applausi e dalle 50mila voci del pubblico.

“Non sei quella che eri” incanta per l’assolo di chitarra di Maurizio Solieri, con Stef Burns che  assiste alla ritmica e  Gallo con il suo basso. Con Matt Laug alla batteria, Alberto Rocchetti alle tastiere, Frank Nemola alla tromba, Andrea Innesto al sax e Clara Moroni ai cori, la band non è da meno alla grandezza del Blasco. Continua con “Starò meglio di così” e “Siamo Soli”. Il brivido che corre lungo la schiena è identico per tutti quando grida “siamo qui, siamo vivi”. Luci accese per accompagnare “Ogni volta” e lacrime per “Sally” e “Un senso”. Show da pelle d’oca quando canta “C’è chi dice no”, “Gli spari sopra” e “Stupendo”. Standing ovation per  “Siamo solo noi” e “Vita spericolata”. Vasco ha cantato brani come “Delusa” (in cui inserisce stavolta il nome di Emilio Fede) e “Mi si escludeva”, che sembrano scritti oggi, per quanto sono ancora tristemente attuali. 22 brani più un medley di brani storici, dove ha inserito anche “Asilo Republic” del 1980, una metafora dell’Italia di quegli anni ma anche un chiaro riferimento, come il cantante ha detto recentemente, al caso di Giuseppe Pinelli, l’anarchico volato giù da una finestra della questura di Milano, su una morte intorno alla quale restano molti punti oscuri. Finale e bis con “Albachiara”. Quanta emozione si respirava in quello stadio. Oltre all’amore per Vasco si respirava la gioia per un uomo che cade e si rialza. In questi due anni si è detto e scritto molto su Vasco. E’ stato criticato molto per l’uso eccessivo di Facebook; ma chi lo conosce ed ama sapeva già da prima della sua recente  intervista che quei “clippini” erano l’aggancio alla vita, ai fan e alla voglia di non mollare. Si è mostrato uomo, nella sua forza e debolezza, nella salute e nella malattia. Poco importa osannarlo o criticarlo. Se anche non fosse tornato sul palco sarebbe restato un mito. Per quello che è ed è stato e per tutte le canzoni ed emozioni che ci ha regalato. Il Blasco è tornato e siamo tutti “un po’ più vivi”.

 

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