STRUTTURA E PERFORMANCE DELLE COOPERATIVE ITALIANE

By on 28 Gennaio 2019

Nel 2015, le 59.027 cooperative risultate attive – pari all’1,3% delle imprese attive sul territorio nazionale –– hanno occupato, in termini di posizioni lavorative in media annua, poco più di 1,2 milioni di addetti (dipendenti e indipendenti), 33 mila lavoratori esterni e 10 mila lavoratori insomministrazione, pari al 7,1% dell’occupazione totale delle imprese. Queste cooperative, al netto di quelle del settore finanziario e assicurativo, hanno generato un valore
aggiunto di 28,6 miliardi di euro, pari al 4,0% del valore aggiunto delle imprese (sempre escludendo le imprese del credito e assicurazioni).

Tra le cooperative attive spiccano quelle di lavoro (29.414; il 49,8% del totale), sociali (14.263; il 24,2%), d’utenza o di consumo (3.844, il 6,5%) e quelle di produttori del settore primario (1.791; il 3%). La cooperazione di lavoro e quella sociale, oltre a registrare il maggior numero d’imprese, sono anche le due tipologie cooperative che hanno generato il maggior valore aggiunto: 12,9 e 8,1 miliardi di euro pari, complessivamente, al 73,4% del valore aggiunto dell’intera cooperazione nel 2015. Tra le rimanenti tipologie non si può trascurare l’apporto della cooperazione di produttori del settore primario che, con 2,6 miliardi di euro di valore aggiunto, contribuisce con il 9,2% al valore
aggiunto complessivo.

La composizione della forza lavoro risulta piuttosto omogenea, con percentuali di lavoro dipendente che superano l’85% per tutte le tipologie di cooperative analizzate. La quota di dipendenti si attesta sotto l’80% per le cooperative che hanno fino a un solo lavoratore mentre sale al 95% tra quelle con oltre 10 lavoratori. L’impiego di lavoratori in somministrazione interessa principalmente le cooperative più grandi (1,0%).
I lavoratori dipendenti delle cooperative sono concentrati soprattutto nella classe di età 30-49 anni (58,5%), il 13,1% ha un’età compresa tra 15 e 29 anni e più di un quarto è over 50. Prevale il genere femminile (52,2%) mentre sotto il profilo dell’istruzione circa il 66% dei dipendenti possiede un diploma di scuola secondaria (di I o II grado) e oltre il 15% è laureato contro un 5% che ha acquisito al massimo la licenza primaria .
Poco meno dell’84% dei dipendenti è a tempo indeterminato; rispetto al regime orario una quota alquanto elevata di lavoratori è in part-time (44,8%). Quanto alla posizione nella professione, il 64,8% è operaio e il 30,8% impiegato; residuale è il peso di quadri (3%), apprendisti e dirigenti (sotto l’1%).

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