Strage Usa. Il killer un veterano buddista

By on 18 Settembre 2013

AlexisIQ18/09/2013  – Restano molti interrogativi irrisolti intorno alla figura di Aaron Alexis, ucciso dalla polizia dopo la strage compiuta nella base della Marina Usa di Navy Yard, a Washington. Anche il movente del suo gesto e’ ancora un mistero. L’unica cosa di cui gli investigatori sono sicuri e’ che ha agito da solo. Il giovane, che aveva 34 anni, era stato congedato nel 2011 dalla Marina dopo quattro anni di servizio ma non per motivi disciplinari, nonostante alcuni episodi di cattiva condotta. Secondo fonti citate dai media Usa, gli era stato diagnosticato un disturbo post-traumatico da stress.

Secondo alti media invece la sua sarebbe stata una vendetta dettata da motivi economici, forse perche’ non era stato pagato quanto gli era dovuto da una ditta appaltatrice della Marina che l’anno scorso lo aveva spedito per un mese in Giappone. Alexis aveva prestato servizio in Marina dal 2007, prima di diventare un informatico di un’azienda appaltatrice di Hewlett-Packard, a cui e’ affidato l’aggiornamento della rete intranet della Marina e dei Marines americani.

Di certo nei suoi precedenti ci sono due fermi per l’uso di armi da fuoco che non gli hanno impedito di lavorare per la Marina, anche da ultimo come contrattista. Alexis, infatti, aveva ripreso a lavorare al Navy Yard la settimana scorsa, dopo aver lavorato per tutta l’estate in altri uffici della Marina. Negli anni scorsi aveva denunciato di essere stato vittima di episodi di discriminazione. Alexis, di religione buddista, di recente aveva contattato ospedali specializzati nell’assistenza ai veterani per avere un aiuto psicologico. Una circostanza in cui di solito ai militari non viene piu’ concesso di avere a che fare con le armi. L’uomo era stato fermato nel settembre 2010 a Fort Worth, Texas, per aver sparato sul soffitto del suo appartamento, ma non era stato incriminato perche’ aveva convinto la polizia che il colpo gi era partito per sbaglio mentre puliva il fucile. E questo nonostante i dissapori con l’inquilino del piano di sopra Sei anni prima, nel 2004, era stato fermato a Seattle per aver sparato alle gomme del camion di una ditta di costruzioni, parcheggiato vicino casa sua. Disse alla polizia di aver avuto un black-out mentale a causa della rabbia e di essere rimasto sconvolto dagli attentati dell’11 settembre, durante i quali aveva partecipato ai soccorsi. Gli investigatori hanno accertato che Alexis e’ entrato nella base con un fucile AR -15, un leggero semiautomatico. Poi si e’ impadronito del fucile di un agente della sicurezza che ha ucciso e qualche testimone lo ha visto anche usare una pistola. La polizia di Washington ha comunque escluso che ci fosse un complice. “Siamo sicuri che c’e’ una sola persona responsabile per la perdita di vite nell’edificio”, ha detto nel corso di una conferenza stampa, il capo della polizia della capitrale Usa, Cathy Lanier.

(Fonte Agi)

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