Storace: Stop ai soggiorni irregolari

By on 23 Maggio 2013

ClandestiniRiceviamo e Pubblichiamo

IQ. 23/05/2013 – Non se ne può più. Non abbiamo più pace, spuntano ovunque e non sappiamo come campano. Da giovani li chiamavamo zingari, ora fa più chic chiamarli nomadi, ma la sostanza e’ la stessa. La convivenza civile e’ minata da chi è dedito per cultura all’illegalita’ e occorre attivare misure immediate per contrastare la propensione a delinquere. Tolleranza zero.

Ieri mattina alla regione Lazio, su iniziativa di Fabrizio Santori che l’ha redatta materialmente, forte anche della sua esperienza come presidente della commissione sicurezza del Campidoglio, il gruppo de La Destra alla Pisana ha presentata una proposta di legge che fissa paletti ben precisi.

Anzitutto, stop ai soggiorni irregolari, non devono esistere più insediamenti abusivi, sia in aree pubbliche che private, che vanno sgomberate e risanate per restituire al territorio.

 

Pretendere il rispetto delle norme europee (da Bruxelles non arrivano solo richieste di tasse…) che impongono, anche per i cittadini comunitari, che ci siano soldi sufficienti in tasca per stazionare in un paese diverso dal proprio. Se non hai i requisiti economici per stare da noi, te ne vai, questa deve essere la filosofia di un paese che vuole garantirsi il minimo vitale di condizioni di sicurezza.

Nella proposta di legge – che illustriamo all’interno del Giornale d’Italia – prevediamo strutture di transito su iniziativa dei comuni, in modo da verificare entro un massimo di novanta giorni, se persistono le condizioni poste come requisito dall’Unione europea per la permanenza in Italia.

Del resto, la presenza di popolazioni di etnia nomade nella Regione Lazio ha assunto da tempo il carattere dell’emergenza, dovuto prevalentemente al fenomeno degli insediamenti abusivi massicciamente presenti in diversi Comuni laziali ed in particolar modo sul territorio di Roma Capitale. Da qui, l’esigenza di stroncare ogni forma di tolleranza verso situazioni che riducono i quartieri in condizioni di vero e proprio degrado. E’ in sostanza giunto il tempo di mettere insieme e finalmente diritti e doveri, e’ inaccettabile qualunque forma di lassismo compiacente. Un cittadino comunitario ha diritto di stare da noi a determinate e chiare condizioni: se svolga un’attività lavorativa autonoma o dipendente, o disponga per se stessi e per i propri familiari di risorse economiche sufficienti per non diventare un onere a carico dell’assistenza sociale dello Stato durante il periodo di soggiorno e di un’assicurazione sanitaria, o sia iscritto presso un istituto pubblico o privato riconosciuto per seguirvi un corso di studi o di formazione professionale.

Altro non e’ previsto. Altro non si puo’ piu’ consentire.

 

 

 

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