Stadio della Roma. La rabbia della Raggi che minaccia querele.

By on 14 giugno 2018

“Non ho mai commesso reati. Abbiamo lavorato per anni, 24 ore al giorno, solo per realizzare un progetto”. E’ quanto l’imprenditore Luca Parnasi ha detto ai suoi difensori, gli avvocati Emilio Ricci e Giorgio Tamburrini, che lo hanno incontrato oggi nel carcere di San Vittore, dove si trova detenuto da ieri nell’ambito dell’inchiesta sullo stadio della Roma.

“L’avvocato Lanzalone ha rimesso il mandato di Presidente del Consiglio di Amministrazione di Acea SpA”. Così in una nota Acea comunica le dimissioni del presidente implicato nell’inchiesta sullo stadio della Roma e arrestato ieri. “Il Consiglio di Amministrazione, nella riunione del 21 giugno 2018, assumerà le opportune determinazioni al riguardo”, conclude la nota.

Il giorno dopogli arresti per corruzione nell’ambito dell’inchiesta sul nuovo stadio della Roma, il M5s fa i conti con le inevitabili polemiche. La capogruppo in consiglio regionale del Lazio, Roberta Lombardi, in un’intervista a Repubblica sottolinea che il presidente di Acea, Luca Lanzalone, era stato portato a Roma ‘dal gruppo che si occupa di enti locali’, ma rilancia: ‘La differenza fra noi e gli altri dev’essere nella reazione. Il leader del M5s Di Maio chiede a Lanzalone di dimettersi subito’, l’ex assessore comunale Berdini attacca: ‘E’ peggio di Mafia capitale’.

Intanto Virginia Raggi parte al contrattacco. “La rassegna stampa è vergognosa – dice – i giudici dicono che io non c’entro niente e non c’è un giornale che abbia avuto il coraggio di riportare questa notizia. Il Comune, i romani e la società Roma calcio sono la parte lesa. Partono oggi le querele“.

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