Sfuma il sogno di giocarsi la finale di Europa League.

By on 2 Maggio 2014

Serviva un’altra Juve, quella in campo ieri sera ha messo tanto cuore ma poca sostanza; troppo poco per ottenere la finale.

Eliminata dall’Europa League contro un Benfica che, a dispetto di quanto annunciato da Jesus alla vigilia, bada solo a difendere lo 0-0. Il problema è che ci riesce e alla fine saranno i portoghesi a giocare la finale di Europa League allo Stadium.

Pirlo e Vidal cercano il destro dal limite: il primo viene deviato in angolo da Oblak, il secondo finisce in curva.

Al 20′ Pirlo crossa dalla sinistra trovando Vidal in area. Il cileno è defilato e il suo tentativo di rimettere in mezzo si trasforma in un tiro insidioso, che va a morire sulla parte alta della rete.

Poco dopo arriva la prima combinazione efficace tra Tevez e Llorente, con la sponda aerea dello spagnolo e la girata al volo dell’argentino sopra la traversa. Lichtsteiner conclude un rapido contropiede con un rasoterra dai sedici metri, ma calcia centralmente e Oblak blocca a terra.
Dalla sinistra si sviluppano le azioni migliori, su un cross del francese arriva a staccare Vidal che per poco non centra l’incrocio.

Bonucci incorna invece il traversone di Pirlo, sfiorando il palo.

L’occasione più clamorosa arriva proprio allo scadere, Pogba lancia, Asamoah crossa e il tuffo di testa di Vidal sembra decisivo. E invece, con Oblak ormai battuto, Luisao interviene sulla linea e alza sopra la traversa.

A complicare le cose ci si mette la pioggia, che inizia a cadere durante l’intervallo. Rodrigo spaventa lo Stadium arrivando a calciare all’altezza del dischetto, ma sparando altissimo. Il Benfica prova a dare segni di vita con qualche ripartenza e Buffon deve uscire per anticipare il solito Rodrigo, rimediando anche un calcione sulla mano.

Complice il campo scivoloso e qualche entrata fuori tempo, la partita si incattivisce e Perez rimedia due gialli in sei minuti. Se già prima i portoghesi alzavano le barricate, con un uomo in meno finiscono per giocare tutti a difesa dei sedici metri.

Conte gioca il tutto per tutto: fuori Bonucci, dentro Giovinco, poi getta nella mischia Osvaldo e Marchisio al posto di Llorente e Vidal.

Ma il Benfica, perde tempo, e così saltano i nervi:  dopo un’accesa discussione tra le due panchine Vucinic e Markovic, già sostituito, vengono espulsi. Per gli uomini di Jesus ogni occasione è buona per rimanere a terra, la barella è più protagonista del pallone e così, nonostante i sei minuti di recupero e l’assalto all’arma bianca, il massimo sforzo che deve compiere Oblak è bloccare un tiro centrale di Tevez.

In finale comunque ci va il Benfica.

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