“Sei”: il dramma “rivisitato” di Luigi Pirandello al Tau

By on 2 Marzo 2019

Tau: adattamento dei Sei personaggi in cerca d’autore di Spiro Scimone, con Francesco Sframeli e Spiro Scimone, la regia è di Francesco Sframeli

La siciliana Compagnia Scimone Sframeli nell’ambito della rassegna teatrale 2018-2019 al Tau ( Teatro Auditorium Unical) , durante la serata del  28 Febbraio ha portato in scena il dramma più famoso di Luigi Pirandello, dal titolo “Sei”, un adattamento dei Sei personaggi in cerca d’autore:si tratta del dramma pirandelliano rivisitato da Spiro Scimone e Francesco Sframeli, e ad aprire il sipario sono gli attori che non riescono mai a debuttare , sebbene facciano tante prove per lo spettacolo, colpa di un tecnico di luci che sta sempre rinchiuso in bagno per problemi di prostata ( da qui nasce l’ironia ma nello stesso tempo si nota l’aspetto drammaturgico).

All’improvviso, a seguito di un corto circuito, si spengono tutte le luci, e ad un tratto arrivano dei personaggi: il Padre, la Madre, la Figliastra,il Figlio, il Giovinetto, e la bambina, sostituita da una bambola, con l’intento di anticipare la tragedia dell’annegamento nella vasca in giardino, presagio incombente di morte e non ritorno alla vita.

Questi personaggi raccontano le loro storie, il dramma di una vita vissuta, dove non esiste né chiaroveggenza assoluta né segretezza, bensì confessioni continue, a partire dall’esperienza dolorosa-al limite della disperazione- della Figliastra ( Zoe Pernici) ,che incarna lo specchio reale delle nefandezze umane, da cui però rimane viva, nel frattempo cerca di far rivivere quei momenti nel retrobottega di Madama Pace ( il personaggio che non sarà mai messa in scena su richiesta della Madre) , poiché Madama Pace aveva costretto la Figliastra a prostituirsi e giacere nelle braccia di colui che aveva preso in carico la famiglia dopo la morte del padre ( Il Padre è rappresentato da Sframeli).

Il capocomico interpretato da Scimone si incuriosisce dell’avvento di questi  personaggi provenienti  dalla vita reale, al punto di far memorizzare le tensioni, le sensazioni, i sentimenti, le paure, le movenze e la gestualità di questi nuovi arrivi agli attori che, con spirito di sfida, decidono di entrare nei personaggi e portarli al teatro.

Desideri, pulsioni e autenticità sceniche hanno fatto da veste primaria ad uno spettacolo di grande impatto sociale , oltretutto anche  funzionale nel lancio di messaggi quali: il teatro al servizio della gente e il dramma dei comuni mortali che diventa un dramma d’opera prima.

Una compagnia teatrale che è riuscita ad infondere la passione per il teatro, la delicatezza e nello stesso la volontà di esprimersi totalmente  in scena, a seguire una costruzione dei personaggi curata nei dettagli, nello stile e senza forzature, anzi si evince la presenza dello spettatore , che esplora i pensieri più intimi, le storie degli altri, in fondo sono le nostre storie, d’altro canto  non sappiamo più allargare lo sguardo all’orizzonte, poi ci sono le volte in cui gli altri non intendono raccontarsi, negando di conoscere l’interlocutore, tuttavia il compito degli artisti rimane quello di mescolare finzione e realtà, senza infingimenti o vizi del caso.

La messinscena di un testo drammatico è frutto di un lavoro di squadra, in questa fattispecie  l’adattamento di Sei è di Spiro Scimone, la regia è di Francesco Sframeli, la scena è di Lino Fiorito, con  Francesco Sframeli, Spiro Scimone, Gianluca Cesale,Giulia Weber, Bruno Ricci, Francesco Natoli,Maria Silvia Greco, Michelangelo Zanghi, Miriam Russo e Zoe Pernici, una produzione teatrale nata da un sogno per realizzare altri sogni.

 

a cura di Matteo Spagnuolo

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