Seconda Conferenza annuale di RAstaNEWS all’Ispi di Milano.

By on 15 Marzo 2015

ASSOEDILIZIA – Property Owners’ Association Milan Italy e Istituto Europa Asia IEA – Europe Asia Institute

EUROZONA FUORI PERICOLO. MA POSSIBILI NUOVI RISCHI SENZA UNA VERA POLITICA COMUNITARIA 

di Benito Sicchiero

Ci sono esperti di finanza e di economia che mostrano di meravigliarsi paragonando l’impetuosa crescita americana dopo la recessione all’arrancare del Vecchio Continente; non spiegando a sufficienza che, mentre gli Usa sono, come dice il nome, stati uniti, nell’Eurozona siamo addirittura alla “guerra” tra Paesi del nord e Paesi del sud (emblematiche le tensioni tra Germania e Grecia). Il principale collante, la moneta unica, è destinato a collassare se non sostenuto da una unione politica, fiscale e quant’altro.

E’ il messaggio principale, sintetizzato dall’intervento del Premio Nobel per l’Economia Michael Spence – assieme al “moderato ottimismo” sulla ripresa –,  giunto dalla II^ Conferenza annuale di RAsta NEWS organizzata con il titolo “L’Eurozona fuori pericolo: come uscire dalla crisi senza fine” all’Ispi di Milano.

RAsta News (come ha spiegato il coordinatore Patrizio Tirelli) è il principale progetto europeo sulle politiche monetarie finanziato dalla Commissione Europea.  Riunisce 12 università e think-thank di 8 Paesi europei per proporre riforme della governance della moneta unica e dell’Unione Europea dopo la crisi sviluppando nuovi indicatori per prevenire il ricorrere delle crisi finanziarie endemiche del capitalismo.  Invitati analisti, policymakers, diplomatici, imprenditori tra cui il presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia Achille Colombo Clerici.

«Moderatamente ottimista». Così si è definito, riguardo alla situazione italiana, il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan: «L’Italia ha bisogno di fiducia e la sta ottenendo dagli istituti internazionali. Sta anche crescendo – ed è altrettanto importante – la fiducia da parte dei cittadini, delle famiglie e delle aziende. Il Paese si trova di fronte a nuove opportunità grazie al calo dello spread e al miglioramento del quadro macroeconomico: minore prezzo del petrolio, bassi tassi d’interesse, “quantitative easing” voluto dalla Banca centrale europea» ha aggiunto il ministro, sostenendo che il 2015 vedrà un ritorno alla crescita se le riforme strutturali continueranno a essere implementate. E si proseguirà sulla strada della “spending review” intrapresa dall’ex commissario Carlo Cottarelli. La prossima legge di stabilità conterrà elementi di revisione di spesa necessari per introdurre in maniera permanente una riduzione fiscale.

Marco Buti, direttore generale per gli Affari economici alla Commissione europea, ha evidenziato che, a piccoli passi, il lavoro d’integrazione avanza e ha portato l’esempio  dell’unione bancaria europea in vigore da novembre 2014.
Scettico sull’effettiva importanza di questa riforma si è detto invece Paul De Grauwe, professore alla London School of Economics: «Se nel 2008 avessimo già avuto l’unione bancaria, la differenza sarebbe stata minima. L’Eurozona è una valuta senza una nazione: ha ridotto la sovranità dei governi nazionali, ma siamo ben lontani da un governo unico in grado di assumersi delle  responsabilità e non vedo la disponibilità ad avanzare in questa direzione da parte dei singoli Stati» ha dichiarato «I Paesi dell’Eurozona si sono trovati a fronteggiare la crisi in una situazione peggiore di quelli fuori dalla moneta unica come la Svezia o la Polonia. Le promessa di welfare e benessere sono state disattese ma, come nel mito di Sisifo, sono “condannati” ad andare avanti».

Mentre Ester Faia, professoressa alla Goethe University di Francoforte ha sostenuto, riferendosi all’intervento della Bce con il quantitative easing, che la politica monetaria può risolvere un problema a breve-medio termine ma non può sostituire le riforme necessarie a lungo termine perché la ripresa si rafforzi e si traduca in positivo per i cittadini.

Ma sulla ripresa pesano timori di choc esterni. Autorevoli voci raccolte ai margini della conferenza puntano il dito sulla crescente tensione tra Russia e Ucraina sostenuta principalmente dagli Usa e da alcuni Paesi europei.

a dx Lino Duilio, Achille Colombo Clerici, Alfio Noto, Rosario Alessandrello, Alessandro Profumo

a dx Lino Duilio, Achille Colombo Clerici, Alfio Noto, Rosario Alessandrello, Alessandro Profumo

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