Sciopero generale CGIL UIL. L’intervento di Barbagallo, i ringraziamenti di Torluccio.

By on 12 Dicembre 2014
Sintesi intervento di Carmelo BARBAGALLOOggi milioni di lavoratrici e lavoratori si sono astenuti dal lavoro con un grande sacrificio perché lo sciopero costa e, insieme ai pensionati e agli studenti, hanno riempito 54 piazze d’Italia.
Hanno cercato di dividerci fra giovani e anziani, tra nuovo e vecchio, tra conservatori e riformisti, ma questa piazza rimanda al governo una foto chiara: noi vogliamo veramente cambiare l’Italia, non solo a parole. Noi oggi stiamo fermando il Paese,ma lo abbiamo fatto per farlo ripartire nella direzione giusta, non in quella dove ci stavano portando.
Devono finirla di raccontarci storie, devono smetterla di fare promesse senza mantenerle, devono dare dignità al lavoro e ai lavoratori, la speranza ai nostri giovani e le certezze ai pensionati per sopravvivere a una crisi così profonda.
Hanno tentato di scrivere una brutta pagina impedendo ai ferrovieri di partecipare allo sciopero: abbiamo dovuto fare un appello per far sì che ciò non avvenisse. Il garante è un partigiano che non prende le nostre parti e che ha minacciato di
sanzionarci. Quando abbiamo deciso di revocare i protocolli d’intesa della legge 146, il garante ha sostenuto che volevamo fare gli scioperi selvaggi, ma il selvaggio è stato lui che non ha nemmeno applicato la 146. Renzi ha fatto bene a dire, dalla
Turchia, che non si potevano precettare i lavoratori, perché lo sciopero è un diritto inalienabile.
Ho apprezzato il richiamo del nostro Presidente della Repubblica sulla necessità di abbassare i toni, senza entrare nel  merito delle ragioni degli uni o degli altri, e ditrovare la via di una discussione pacata, ma la porta non l’abbiamo chiusa noi. Noi accettiamo questo richiamo e siamo pronti al confronto.
Avevamo apprezzato il bonus di 80 euro ai lavoratori dipendenti e avevamo chiesto di non aumentare le tasse locali, perché altrimenti non sarebbero stati investiti nei consumi. Avevamo inoltre chiesto di estendere gli 80 euro anche agli incapienti e ai pensionati, il vero ammortizzatore sociale delle famiglie italiane. Laddove c’è un disoccupato, un esodato e un cassintegrato, infatti, ci sono i pensionati che suppliscono a ciò che non fanno gli ammortizzatori sociali.
Il Governo è il peggior datore di lavoro di questo paese: gli abbiamo chiesto di rinnovare il contratto del pubblico impiego, così come lo chiediamo a tutte le aziende private, e non lo ha fatto. Oggi ci sono 7 milioni e mezzo di lavoratori senza rinnovo contrattuale. È una vergogna. È un Paese che si avvia verso il declino. Noi dobbiamo reagire e lo stiamo facendo con la forza e il vostro sostegno, con una grande manifestazione.
Ci hanno detto che estenderanno e renderanno universali gli ammortizzatori sociali, ma di quali ammortizzatori sociali stiamo parliamo se, già oggi, i cassaintegrati non riescono ad arrivare a fine settimana, proprio perchè non ci sono le risorse necessarie? Senza soldi di quali prospettive occupazionali stiamo parlando?  L’unica cosa che hanno creato con il Jobs Act sono lavoratori di serie C. Un giovane che viene assunto, a partire da gennaio 2015, scoprirà che non solo non sono state eliminate tutte le forme di contratto precario, dai voucher alle partite Iva fasulle, ma che potrà essere assunto con una mansione e, in qualsiasi momento, il suo datore di lavoro è libero di demansionarlo per legge: senza contrattazione, ma solo per legge.
Il neo assunto potrà essere seguito dalle videocamere senza il rispetto della privacy.
Dove stiamo andando?
Bisogna favorire la decontribuzione solo per quelle aziende che investono in innovazione e sviluppo, non prevedere sgravi fiscali per tutti, a pioggia, perché c’è sempre il datore di lavoro scorretto che incasserà 17 mila euro, dopo tre anni, e potrà licenziare quel giovane lavoratore dandogli 7 mila e guadagnandoci 10 mila euro. Abbiamo chiesto di mettere paletti e vincoli affinché ciò non accada.
Questo Paese sta andando verso il declino e sta rischiando l’estinzione. Oggi i giovani fanno 1,48 figli a coppia perché non hanno speranza nel futuro. Noi dobbiamo cambiare verso al Paese: senza demografia, non c’è sviluppo. Bisogna dare stabilità ai giovani, non un posto sicuro, ma certezze nel lavoro e nei diritti, edare flessibilità in uscita ai pensionati. La Legge Fornero ha ingessato il mercato del lavoro pensando di poter far andare in pensione tutti alla stessa età. I lavori e i
lavoratori sono diversi e bisogna dare flessibilità per poter uscire dal lavoro.  Siamo in un Paese strano dove la scuola è diventata la penultima in Europa, non si fanno più investimenti e si spendono più soldi per ricercati che per ricercatori. Siamo in un Paese che non dà risposte e certezze ai giovani, costretti ad andare all’estero per trovare lavoro.
Noi siamo quelli che fanno andare avanti il paese. Non ci rassegniamo. Faremo una nuova resistenza contro coloro che pensano che si possa fare a meno dei corpi intermedi, del sindacato. E questa piazza dimostra che non ce la faranno.
Caro Renzi ci stupisca e ci convochi, discuteremo del futuro di questo Paese, di cui rappresentiamo la parte sana e buona.

Partendo da destra il Segretario Generale Uil Carmelo Barbagallo ed il Segretario Organizzativo della Uil Pierpaolo Bombardieri

Partendo da destra il Segretario Generale Uil Carmelo Barbagallo ed il Segretario Organizzativo della Uil Pierpaolo Bombardieri

TORLUCCIO UIL FPL: ANCORA GRAZIE A TUTTE LE LAVORATRICI ED I LAVORATORI!

Vi avevo già ringraziato per la vostra presenza alla manifestazione nazionale unitaria dell’8 novembre u.s. in Piazza del Popolo: ebbene la grande partecipazione allo sciopero generale indetta da CGIL e UIL è la dimostrazione che siamo sulla giusta strada e che le lavoratrici ed i lavoratori hanno capito chi tutela i loro diritti e chi, invece, svende e continua a tagliare il loro futuro.

Un grazie ancora più forte perché lo sciopero è, da sempre, l’ultimo mezzo attraverso il quale vorremmo far sentire le nostre ragioni e perché sappiamo che lo sciopero comporta sacrifico economico per i dipendenti, che se lo pagano con la propria busta paga.

Da sempre, la nostra forza maggiore deriva dal fatto di essere un sindacato libero. Libero dall’essere, a priori, alleato o nemico dei Governi, libero nel giudicare provvedimenti governativi , libero nel promuovere manifestazioni e scioperi. Libero di garantire sempre l’esercizio dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori.

Un grazie di cuore ancora a tutti coloro che hanno partecipato allo sciopero a difesa dei servizi pubblici e delle lavoratrici e lavoratori del pubblico impiego. Una partecipazione importante a dimostrazione dell’impegno proficuo e costante profusi dalla nostra Organizzazione in questi anni di profonda crisi di tutti i settori pubblici.

Anni duri e difficili, in lotta vigile e costante con tutti i Governi che si sono succeduti. Anni in cui a farne le spese maggiori sono stati sempre i soliti noti: i dipendenti pubblici e privati ed i pensionati.

Ma il vostro impegno e la vostra perseveranza nel portare avanti l’attività sindacale a fianco delle vostre colleghe e dei vostri colleghi in ogni luogo di lavoro è per me e tutta la Segreteria nazionale simbolo di orgoglio e rinnovata determinazione.

Grazie dunque a tutti coloro che erano in piazza, a tutti coloro che hanno dovuto lavorare per garantire i servizi minimi essenziali e a tutti i cittadini e le cittadine che sono scesi in piazza con noi per dimostrare che salvaguardare e valorizzare il lavoro pubblico riguarda il futuro di tutti, giovani ed anziani, lavoratori pubblici e privati, pensionati e bambini.

Il Segretario Generale della Uil Fpl Giovanni Torluccio

Il Segretario Generale della Uil Fpl Giovanni Torluccio

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