Sabato d’autore a Mentana

By on 12 Marzo 2013

sabato d'autoredi Lorena Battistoni

IQ. 12/03/2013 – (Sabato 9 marzo si è tenuto il V appuntamento col ‘Sabato d’Autore’ organizzato dall’Istituto di Studi Sabini nei splendidi locali della biblioteca comunale di Mentana.

Qualcuno (… e io ero tra quelli!) aveva qualche dubbio sulla riuscita di questo pomeriggio di Sabato d’Autore: troppo complicato parlare di filosofia, dicevano.

Invece è stato un incontro interessantissimo e stimolante, con una trattazione, da parte di Eros Lunani (autore del volume “Schopenauer Nietzsche e Freud” – Ed. Midgard, presentato nell’occasione) e Gianluca Prosperi, giocata sul filo di una profondità stemperata dal clima disteso e familiare.

La Biblioteca comunale era, ancora una volta, affollata, tra gli amici ormai più affezionati e tanti volti nuovi (molti di loro giovani, attenti e, soprattutto, curiosi), interessati alle conseguenze dirompenti che l’avvento delle filosofie irrazionalistiche hanno avuto sull’impianto culturale fondato sull’impero del logos, che ha segnato la storia dell’Occidente. Molti, se non tutti, venuti ad ascoltare il maestro Letizia Sforza (bravissima), che con il suo flauto, in un’audace cavalcata da Bach a Debussy, ha reso concretamente il senso di un cambiamento culturale di portata rivoluzionaria.

Credo che stavolta, oltre agli apprezzamenti a tutti i protagonisti dell’evento, i professori Lunani e Prosperi, il maestro Letizia Sforza, Marina Pasqui ormai inseparabile “voce” degli autori presentati, il Direttore della biblioteca e il pubblico, sia opportuno condividere qualche riflessione sul senso e sui segnali che giungono da questi incontri: l’Istituto di Studi Sabini ha iniziato in sordina, ora sta raccogliendo sempre maggiori consensi anche su temi apparentemente “improponibili”. Non certo perché siano particolarmente bravi, o comunque più bravi di altri.

Mi chiedo, piuttosto, se ciò non dipenda da un desiderio, da una fame di contenuti, di proposte dense di valore e significato che C’E’, anche se nascosta e generalmente inespressa, e che viene continuamente frustrata dalle proposte indecenti di “eventi” che si cerca di giustificare con la motivazione che “è il pubblico che li chiede”.

Mi chiedo se non sia un dovere di tutti noi tentare di risalire la corrente e, pur nella consapevolezza di combattere contro i mulini a vento di un sistema ormai abbondantemente fallato, che invia input aggressivi a partire dai più potenti mezzi di informazione, ammettere finalmente che i giovani non sono tutti cretini, che noi, donne di mezza età, non ci appassioniamo tutte a Beautiful, e così via di luogo comune in luogo comune…

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