S.O.S. per i figli di Re Salomone

By on 3 Novembre 2013

IQ. 03/11/2013 – L’Angolo della Psicologa della Dott.ssa Marisa Nicolini

S.O.S. per i figli di Re Salomone

Un appello alla sensibilità verso i figli delle coppie separate

 

Tra pochi giorni nel mondo si festeggerà la Giornata dei Diritti dell’Infanzia, tra i quali quello ad un ambiente familiare sicuro: un atto dovuto verso la porzione di umanità più vulnerabile e indifesa, che dipende in tutto e per tutto dai genitori. Che sono, lo ricordiamo, DUE!!

Ma più che rappresentare le due gambe su cui iniziare a muovere i primi passi in un mondo certamente non facile, a volte mamma e papà costituiscono un avverso terreno di battaglia per figli che, di conseguenza, continuano a soffrire e ad avere bisogno della nostra tutela e protezione.

Da che cosa?

Da una guerra pericolosa quanto quelle combattute con i mitra e i cannoni: quelle che si consumano nelle Aule dei Tribunali tra genitori litigiosi o in condizione di dover lottare per vedere qualche ora i figli…

Da una fame meno vistosa di quella che gonfia l’addome a tanti piccoli africani: la fame di amore e di sicurezza patita di chi vive in quelle famiglie dilaniate dai conflitti familiari…

Da una malattia che non è la Tbc o la dissenteria ma che miete comunque troppe vittime: l’epidemia di disturbi dell’umore e dell’attenzione in bambini gravati da dolorosi conflitti di lealtà verso i genitori…

DUE E’ MEGLIO DI UNO

La Legge n. 54/2006 ha sancito la Bigenitorialità come diritto primario di ogni bambino. Di conseguenza, l’affidamento condiviso è diventato regola in tutti i casi di separazione della coppia (sposata o di fatto), ad eccezione di quelle situazioni in cui si dimostri che tale condivisione sia contraria all’interesse del minore: “Art. 155. – (Provvedimenti riguardo ai figli). Anche in caso di separazione personale dei genitori il figlio minore ha il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno di essi, di ricevere cura, educazione e istruzione da entrambi e di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale”.

Il legislatore ha così accolto in toto le evidenze scientifiche delle ultime tre decadi di ricerca psicologica e psichiatrica nell’ambito dell’età evolutiva, che ha integrato – e, per certi versi, sovvertito – la pregressa idea (ormai obsoleta) che vedeva nella madre la principale, se non l’unica, fonte di protezione/educazione per la prole almeno fino al terzo anno di età.

Negli ultimi trenta anni abbiamo assistito ad un’inversione di tendenza. Molti studi di psicologia, sociologia, antropologia hanno dimostrato l’importanza del ruolo paterno nell’equilibrio psico-sociale del figli.

Molte ricerche sono state condotte sulla connessione tra l’assenza del padre e le alterazioni comportamentali dei figli (maschi e femmine, evidentemente), per cui ormai è universalmente noto che per un adeguato dispiegarsi delle potenzialità della prole sono indispensabili entrambe le figure genitoriali fin dalle primissime fasi di sviluppo postatale.

In particolare è importante un sistematico rapporto padre-figlio (o figlia) sin dai primi mesi di vita del bambino perché solo stando insieme si possono costruire degli efficaci processi di attaccamento (Attaccamento Sicuro nell’accezione di John Bowlby) materiale e affettivo.

Anche le coppie che sono andate incontro ad una precoce separazione coniugale devono comunque adoperarsi per non far mancare al bambino un equilibrato e quanto più possibile equo rapporto anche con il padre, il quale continua a rappresentare anche nelle nuove organizzazioni familiari (mononucleari, monoparentali, di fatto, ecc.) un indispensabile ponte tra la soggettività e la società in cui la prole dovrà essere inserita.

Ed in più, rispetto al passato, oggi anche il padre funge da autorevole polo emozionale e affettivo, con modalità relazionali diverse rispetto ai nostri padri: oggi i giovani padri preparano il biberon o le minestrine ai propri “cuccioli”, cambiano loro il pannolino, fanno loro il bagnetto, escono con il passeggino, ecc.

Non è più pensabile, dunque, asserire che nel caso di bambini piccoli sia sufficiente la figura materna: anche in presenza di allattati al seno, attualmente i genitori separati sono tenuti a stabilire con il neonato adeguati ed equi rapporti genitoriali, nell’attesa che con lo svezzamento siano possibili modalità di incontro con il padre anche in assenza della madre.

Ciò è talmente vero che nelle “Linee-guida in tema di abuso sui minori” redatte dalla SINPIA – Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza pubblicate nel 2007, l’alienazione di una figura genitoriale da parte dell’altra viene considerata un’ulteriore forma di abuso psicologico, sino alla co-costruzione nel bambino di una ‘sindrome di alienazione genitoriale’.

E’, poi, da stigmatizzare anche la cosiddetta ‘relocation’ del minore che viene collocato – per unilaterale decisione di un genitore – in altro Comune (o Regione o Stato) rispetto a quello di nascita e dove permane la residenza dell’altro genitore, il quale viene così a trovarsi in difficoltà rispetto alla condivisione della quotidianità del figlio.

Queste situazioni rappresentano, in primis, la negazione del diritto della prole a poter mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno genitore, di ricevere cura, educazione e istruzione da entrambi e di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale (già citato Art. 155 L. 54/2006) con relative ripercussioni sui processi di sviluppo psico-relazionale. In secondo luogo costituisce un’arbitraria limitazione ai diritti/dovere del genitore non collocatario (nella maggior parte dei casi, il padre) che si trova così grandemente escluso dall’esercizio sistematico e paritario della sua funzione parentale.

In tutti i casi non cui sia dimostrata l’impossibilità a convivere nello stesso Comune, la relocation della prole di coppie (sposate o di fatto) separate deve quindi essere scoraggiata e impedita.

2 GENITORI = 1 PROGETTO EDUCATIVO

E’ da stigmatizzare, però, anche quell’approccio frettoloso e superficiale che pretende di imporre ai figli la divisione del loro tempo al 50% con ciascun genitore: metà settimana con la mamma, metà con il papà e la domenica una settimana ciascuno. Oppure una settimana qui e una settimana lì. In questi casi, a volte anche per sentenza del Giudice, sembra che il criterio primario di valutazione sia la ripartizione quantitativa del tempo trascorso con l’uno e l’altro genitore!

Sono questi i “figli di Re Salomone”, che spesso s’imbattono in un’autorità che valuta senza valutare e decide senza decidere: “Tu vivrai metà del tuo tempo con il padre e metà con la madre!” (… così sono tutti contenti!).

Ma quali sono i reali diritti e i veri bisogni dei bambini? Questi dipendono dall’età, dal rapporto instaurato con ciascun genitore, dallo stile di vita, ecc., fatta salva l’evidenza che il genitore collocatario, quello presso cui il figlio abita prevalentemente, deve educare il bambino a trascorrere un’adeguata porzione del suo tempo (idealmente crescente fino al 50%) con l’altro genitore, perché solo così potrà ricevere un’educazione effettiva da entrambi.

Nella giornata mondiale dei Diritti dell’Infanzia dovremo quindi affermare ancora una volta la necessaria presenza di entrambi i genitori per uno sviluppo equilibrato dei figli, nelle modalità da stabilire di volta in volta con la dovuta sensibilità dei genitori e, quando serve, dei professionisti del settore, affinché i bambini possano continuare a disegnare le loro belle casette con i comignoli fumanti!

Dott.ssa Marisa Nicolini

La Dott.ssa Marisa Nicolini è psicologa e psicoterapeuta, abilitata all’insegnamento della Psicologia Sociale e Consulente Tecnico d’Ufficio del Tribunale di Viterbo.

Collabora, tra l’altro, con la Casa di Cura “Villa Rosa” di Viterbo e con la “Clinica Parioli” di Roma e riceve presso lo Studio di Psicologia Clinica e Giuridica in Via A. Polidori, 5 – Viterbo, cell. 3288727581, e-mail m_nicolini@virgilio.it

Collabora con le Associazioni AIAF (Avvocati di Famiglia e Minori) e Donne per la Sicurezza onlus.

Potete conoscere meglio le sue attività ai seguenti link:

www.marisanicolinipsicologaviterbo.freshcreator.com

http://psicologanicolini.oneminutesite.it

Inoltre potete seguire le sue attività consultando la pagina Facebook http://www.facebook.com/pages/Studio-di-Psicologia-Clinica-e-Giuridica-Drssa-Marisa-Nicolini/177076385739068?ref=ts&fref=ts

 

 

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