Rosatellum bis: una bloccata proiezione dell’ elettorato

By on 19 Febbraio 2018

Rosatellum bis: una bloccata proiezione dell elettorato

Il 4 Marzo è alle porte ormai: in pratica l’ Italia ha una nuova legge elettorale “Rosatellum bis”, che sostituisce l’ italicum. Si tratta di un sistema misto maggioritario e proporzionale, che vede sbarramenti, coalizioni, per l’ appunto una parte maggioritaria ed una proporzionale, il divieto di voto disgiunto, vietando di fatto all’ elettore la possibilità di scegliere un partito ed un candidato al maggioritario. Semplificando è previsto un 36% di  maggioritario ed un 64% di proporzionale,ma questi due voti non sono separati come avveniva con il Mattarellum, né è possibile il voto disgiunto, né tantomeno dare una preferenza. Con questo meccanismo assume centralità la scelta dei candidati nell’ uninominale, dato che il loro risultato si trascinerà nella quota proporzionale. L’ elettore non potrà scegliere, quindi,  un partito e un candidato al maggioritario, il che depotenzia sia il maggioritario che il proporzionale, ma dovrà scegliere un accostamento abbinato candidato-partito, e come conseguenza del voto disgiunto si potrà votare su una sola scheda, cioè non si potrà votare un candidato nel collegio uninominale e poi una lista a lui  non collegata nel proporzionale.

Sistema maggioritario, doppia soglia di sbarramento, coalizioni ed alleanze , listini corti e bloccati, il divieto del voto disgiunto fanno da asse su una legge elettorale non voluta ampiamente dalla politica e dalla società civile.

Ritorna in Italia la spaccatura e la divisione tra Nord e Sud, tra società civile e politica, tra comitati e associazioni,ovvero si tratta di effetti collaterali di una democrazia , di un paese che soffre sul piano nazionale  e del marchingegno elettorale approvato.

A tal proposito, al centro sta il pensiero del popolo, dei comitati “scevri “ da logiche di divisione di collegi o di voti , ed in particolare il Cdc ( Coordinamento Democrazia costituzionale) è in lizza per la tutela della Costituzione, dei valori fondamentali della stessa. Il Cdc già noto per la lotta in difesa della democrazia partecipativa e per la tutela della Carta costituzionale , non si ferma nella battaglia dei diritti e del principio di democraticità, espresso dall’ articolo 1  della Costituzione, anzi si rivela innovativo e propositivo .

Walter Nocito e Carlo Miceli ( Coordinamento Democrazia costituzionale) fanno un’enunciazione di intenti e degli obiettivi dei comitati, tracciando le linee guida delle campagne a favore della Carta costituzionale, non dimenticandosi di citare la proposta di legge di iniziativa popolare , proveniente dal Comitato presieduto da Massimo Villone,  atta a dare più potere ai cittadini, in virtù della sovranità popolare, ove la qualità dei servizi, la trasparenza e la democraticità costituiscano  il traino del  sistema democratico.

Inoltre , sempre nell’ ottica del potenziamento della democrazia, sarebbe opportuno dar vita alla promozione di una legge di iniziativa popolare contro il pareggio di bilancio ( superando le modifiche apportate nell’ articolo 81 della Costituzione); e sostenere  anche la legge di iniziativa popolare nelle scuole, riguardante le campagne per la difesa del valore costituzionale, scartato e sottoposto a logiche non prettamente costituzionali.

La lista di buoni propositi offerta in primis da Walter Nocito ( Cdc) , che ha spiegato come la riduzione della territorialità possa incidere sulle scelte di rappresentanza, sotto forma di mancata corrispondenza tra territorio ed eletto; anche Carlo Miceli desta dubbi sulla legittimità di tale legge elettorale, da tempo non allineata sulle proporzioni dei collegi e coalizioni, con il risultato dei cosiddetti “listini corti e bloccati”.

Una fotografia ben definita, quasi nitida è quella del Cdc, della gente che vota, ed anche degli astensionisti, che sono sempre di più, rispetto ai pronostici: “ Ci vuole impegno per creare  una comunità- sostiene Miceli- ed inoltre tutti possano impegnarsi, informarsi nelle sezioni, nei sindacati, nei partiti”, un pensiero ben sopra gli umori nazionali, ed anche locali, che hanno riportato bassi trend , in merito alla conoscenza della legge elettorale, piuttosto è emerso il  timore degli equilibri di vita, nello specifico il lavoro.

Per dirla con Isaia Sales-saggista e politico , il nostro è un mondo capovolto, dove gli stessi partiti non sanno che strade seguire, e nel dubbio si uniscono  alle tendenze più seguite, sorvolando la restante parte.

a cura di Matteo Spagnuolo

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