Riforma Pac: le novità

By on 25 Gennaio 2013

uilaIQ. 24/01/2013 – La Comagri ha concluso l’esame degli emendamenti di tre delle quattro proposte di regolamento in cui è articolata la riforma della Pac, e precisamente ai regolamenti sugli aiuti diretti, lo sviluppo rurale e l’Ocm unica.

Di seguito riassumiamo le principali novità:

AIUTI DIRETTI

1) Per quanto riguarda la “convergenza esterna” è stato stabilito un nuovo criterio di ripartizione delle risorse tra gli stati membri, in base al quale nessuno stato membro può percepire meno del 65% della media. Ciò comporterà per l’Italia un aumento a regime di circa 44 milioni di euro annui.

2) Affidata maggiore flessibilità agli stati membri per l’individuazione, secondo criteri oggettivi, della definizione di “agricoltore attivo”. Fatta salva una lista delle figure che non possono entrare in tale definizione: società immobiliari, aeroporti, aziende ferroviarie e società di gestione di terreni sportivi.

3) Gli stati membri possono trasferire dal primo al secondo pilastro, fino al 15% (la commissione proponeva fino al 10%) della propria dotazione annuale nazionale.

4) Sulla convergenza interna è stata dedicata maggiore attenzione a quelle aree o settori, dove una riduzione degli aiuti troppo repentina potrebbe impattare negativamente sui redditi dei produttori agricoli. Per il primo anno di applicazione la soglia del plafond del premio di base da far convergere uguale per tutti viene ridotta al 10% (nella proposta della commissione era il 40%). Alla fine del periodo di applicazione i titoli di pagamento all’interno di uno stato membro (o regione) possono discostarsi fino al (+ o -) 20% rispetto al valore medio unitario. Inoltre al termine del periodo (2019) i premi non vengano ridotti di più del 30% rispetto al primo anno di applicazione (2014). In deroga al sistema precedente (art 22bis) gli stati membri possono adottare un sistema di convergenza interna per uniformare una parte dei titoli di pagamento (2021).

5) Hanno diritto al greening in modo automatico anche le aziende con certificazione ambientale, agricoltura biologica, che già rispettino pratiche agro ambientali di sviluppo rurale. Sono esonerate dal greening anche le aziende il cui 75% della superficie è coltivata a colture sommerse (riso) per una parte significativa dell’anno. Per quel che riguarda la diversificazione, sono esonerate le aziende con superficie inferiore ai 10 ettari. Per le superfici tra 10 e 30 ettari almeno due colture, sopra i 30 ettari tre colture (la commissione aveva proposto tre colture per tutte le superfici superiori ai 3 ettari). Infine, per le ecological focus area, sono esonerate le aziende di dimensione inferiore ai 10 ettari, tutte le colture arboree (mediterranee) e i prati e pascoli permanenti. per le restanti aziende obbligo di 3% della superficie ad area ecologica (la proposta della commissione prevedeva l’obbligo del 7% per tutte le aziende). La soglia del 3% potrà essere alzata a partire dal 2016 (5%) e negli anni successivi dopo un’ analisi d’impatto della commissione e attraverso la procedura legislativa ordinaria.

6) Per i “piccoli coltivatori” previsto un regime semplificato di sostegno, che sia facoltativo e per un importo totale che non deve superare il 15% della dotazione nazionale per i pagamenti diretti (la Commissione proponeva 10%).

7) Il 2% della dotazione nazionale deve essere destinato ai “giovani agricoltori” per un importo totale pari al 2% della dotazione nazionale. Le eventuali risorse non spese possono essere trasferite alla riserva nazionale con priorità per giovani agricoltori e nuovi entranti.

8) Per quanto riguarda il Capping, il tetto massimo degli aiuti diretti per azienda dovrà essere di 300 mila euro. Inoltre, è introdotto un taglio del 20% per gli aiuti compresi tra 150.000 e 200.000; del 40% tra i 200.000 e in 250.000; del 70% sopra i 250.000. si introduce un’eccezione per le imprese cooperative che saranno escluse dal taglio degli aiuti.

9) Il sostegno accoppiato potrà essere concesso a tutti i prodotti agricoli (allegato i del trattato Ue) per un ammontare di risorse pari al 15% del massimale nazionale per gli aiuti diretti (la proposta Ue prevedeva solo alcuni prodotti beneficiari del sostegno per un ammontare di risorse pari al 5% con possibilità del 10%). In via prioritaria saranno privilegiate le produzioni che gia’ hanno beneficiato del sostegno accoppiato nel periodo 2010-2013.

SVILUPPO RURALE

È stato approvato un emendamento che prevede che alle misure agroambientali debba essere riservato almeno il 25% delle risorse del secondo pilastro e un cofinanziamento maggiorato del 5%. inoltre, per la Comagri, tra gli strumenti di gestione del rischio del secondo pilastro deve essere inserito uno strumento per la stabilizzazione del reddito.

OCM UNICA

1) È stato reintrodotto il grano duro nella lista di prodotti per cui è previsto l’intervento pubblico. Per quel che riguarda l’ammasso privato, sono state ampliate le condizioni di concessione dell’aiuto.

2) La Comagri ha introdotto un nuovo strumento nell’ambito degli interventi di mercato. È un ritiro temporaneo (coordinamento) ad opera delle O.p., finanziato mediante contributi dei soci delle O.p. e in parte dall’ Ue.

3) Sono stati introdotti anche gli ortaggi nel programma “frutta e latte” nelle scuole.

4) In aiuto al settore dell’olio d’oliva e dell’olio da tavola, si va verso il “modello ortofrutticolo”, quindi i programmi triennali saranno gestiti dalle O.p. e dall’interprofessione.

5) Per quanto riguarda l’ortofrutta è stato rafforzato il ruolo delle associazioni di organizzazioni di produttori (Aop) che possono gestire fondi di esercizio, attuare e presentare programmi operativi. Per le Aop, inoltre, s’introduce la possibilità di portare l’aiuto finanziario dell’unione fino al 5% del valore produzione commercializzata. Nei programmi operativi è prevista maggiore attenzione ai prodotti trasformati che potranno usufruire della misura del ritiro dal mercato. sono introdotte nuove misure per la prevenzione e gestione crisi, come la previsione e monitoraggio della produzione e del consumo; investimenti per rendere più efficace la gestione dei volumi di mercato; aiuti all’estirpazione destinati alla riconversione dei frutteti. è prevista la possibilità per gli stati membri di istituire una rete ortofrutticola nazionale (tra O.p, le Aop e amministrazioni) finanziata con un prelievo massimo dello 0,5% sulla quota di finanziamento Ue per svolgere attività informative, promozionali, monitoraggio sul settore, ecc.

6) Tra le misure previste dai programmi di sostegno nel settore vitivinicolo s’inserisce la ricerca e sviluppo. La misura della promozione viene estesa anche al mercato interno.

7) Per l’ortofrutta, l’indicazione del paese di origine in etichetta per i prodotti freschi rientra tra le condizioni obbligatorie di commercializzazione.

8) Conferma e aggiornamento del regime delle quote produttive di zucchero fino alla campagna 2019-2020.

9) Conferma e aggiornamento dell’attuale regime dei diritti d’impianto di vigneti fino alla campagna 2029-2030.

10) Conferma delle regole contrattuali approvate nel “pacchetto latte”, inclusa la programmazione produttiva. Si introduce per il dopo 2015, la possibilità per la commissione di concedere un aiuto ai produttori di latte che riducano volontariamente la loro produzione di almeno il 5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

11) Rafforzato il ruolo e l’efficacia delle O.p. che possono essere riconosciute per tutti i settori e le cui attività comprendono un ambito più ampio e innovativo di quello proposto dalla commissione (gestione delle crisi, pratiche innovative, sviluppo di iniziative nel settore della promozione e della commercializzazione,…). Devono possedere uno statuto conforme, un numero minimo di soci ed un minimo di volume produttivo commercializzabile. Estensione del principio della programmazione produttiva a tutti i prodotti di qualità certificata. al tempo stesso, il regime di contrattualizzazione del “pacchetto latte” può essere applicato a tutti i settori disciplinati dall’Ocm unica.

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