Renzi: la rivoluzione nella PA

By on 30 Aprile 2014

Capitale umano, tagli agli sprechi e open data. Sono questi i tre punti della riforma della Pubblica Amministrazione, che “attuata in modo rigido, comporta la possibilità a zero euro di immissione di 10 mila posti di lavoro per i giovani”. Quaranta giorni di discussione sul merito, il provvedimento verrà portato nel Cdm del 13 giugno.

“Siamo oggi molto lieti di poter offrire all’attenzione un ulteriore tassello della sistematica operazione di cambiamento del paese e che sta rispettando tutte le scadenze che ci siamo autoimposti per arrivare ad oggi con la proposta del governo sulla riforma della P.A”. Così Matteo Renzi nella conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri confermando che “il governo punta a un tentativo di cambiamento radicale nella PA”.

“Abbiamo deciso di togliere la riforma della Pubblica amministrazione dalla campagna elettorale”, ha continuato il premier. “Il provvedimento di riforma della PA sarà fatto venerdì 13 giugno, lasciamo 40 giorni per la discussione” sul merito.

“Le tre linee di indirizzo e determinati interventi concreti che proponiamo per la riforma sono aperti alla discussione, al confronto: vale per il mondo produttivo e per i sindacati, se vorranno darci il loro giudizio. Non è una generica apertura di dialogo ma l’ indicazione di scelte di fondo”.

“Capitale umano, tagli agli sprechi e open data”. Sono questi i tre punti della riforma della Pubblica Amministrazione, che “attuata in modo rigido, comporta la possibilità a zero euro di immissione di 10 mila posti di lavoro per i giovani”.

Nei piani del governo ci saranno: la soppressione della commissione di Vigilanza sui fondi pensionisti con passaggio delle funzioni alla Banca d’Italia, l’accorpamento delle sovrintendenze e gestione manageriale dei poli museali, l’accorpamento di 20 istituti di ricerca, una sola scuola nazionale di amministrazione, la riduzione delle Prefetture a non più di 40 (nei capoluoghi di regione e in zone strategiche), l’eliminazione dell’obbligo delle aziende di iscriversi alle Camere di Commercio  e la riduzione del 50 per cento dei permessi sindacali.

La razionalizzazione delle autorità portuali, l’inasprimento delle sanzioni nelle contese amministrative, la modifica delle sanzioni per le liti temerarie, l’introduzione del Pin del cittadino, la standardizzazione dei moduli per l’urbanistica nei vari Comuni, “perché – ha detto Renzi – vogliamo che la PA parli lo stesso linguaggio dappertutto”.

La riforma prevede inoltre l’introduzione dell’esonero dal servizio e l’applicazione del part time e la possibilità di licenziamento per il dirigente che rimane privo di incarico oltre un determinato tempo.

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