RENZI: FUFFA AL POTERE O VERA NOVITA’? PRESTO CAPIREMO.

By on 3 Marzo 2014

di Cristiano Ottaviani (*)

Dopo le accuse retoriche mosse a Renzi sulla “ defenestrazione” di Letta, il problema si sintetizza su una certezza: il nuovo governo potrà essere forte solo se riuscirà a sfidare la Germania sui vincoli europei.

Matteo Renzi è il nuovo Presidente del Consiglio. Non ci uniamo al coro di quanto rimpiangono Enrico Letta e il suo debole governo di chiacchiere e rinvii. A nostro modestissimo avviso Letta è stata premier solo per il cognome che porta, non per capacità. Se avesse avuto altri zii molto probabilmente l’ex premier avrebbe fatto il ricercatore universitario con un modesto assegno di ricerca o sarebbe uno dei tanti diligenti e bravi studiosi italiani costretti a emigrare all’estero. La politica è una delle poche cose della vita che giustifica la “ rupe tarpea” e, per usare un eufemismo, esserci tolti dai piedi gente come la Kyenge o Saccomanni francamente non ci spinge alla depressione,anzi.

La cosa che stupisce è che stavolta però a fare il “machiavellico” sia stato Renzi. Il giovane “ segretario fiorentino”, per mostrarsi “altro” rispetto ai politicanti, ha sempre alternato una retorica tra il melenso e lo scanzonato esponendo la sua popolarità alle ricadute moralistiche che sta vivendo . Gli va perdonata non la congiura, ma la verbosa melassa con cui ha condito la sua comunicativa. Intendiamoci è normale usare simili espedienti , soprattutto se si intende esercitare il cosiddetto “quid” in un paese da melodrammi e operette come il nostro dove, giustamente tra l’altro, l’incapacità dei potenti sta andando fuori da ogni copione Il problema è dunque non tanto come Renzi abbia preso il potere, ma quanto lo abbia solidamente acciuffato e, soprattutto, per far cosa e con quali possibilità di successo.

La defenestrazione del povero Letta spaventa il PD e in parte anche il Nuovo Centro Destra. Il patto tra i notabili “piddini” e gli “alfaniani” mirava, per quanto riguarda i meri interessi di bottega, a prendere tempo e riorganizzare gli equilibri partitici. Renzi ha chiarito che questa formula non è annullata, ma un governo che si espone, non rassicura.

Il Nuovo Centro Destra infatti vuole rafforzarsi, sfruttando anche la sua influenza governativa, per poter poi eventualmente trattare con la famiglia Berlusconi un peso in una coalizione alternativa alla sinistra e per questo motivo ha bisogno di tempo.

I “baroni piddini”, subita la vittoria di Renzi, ne temono la leadership e l’indole accentratrice. Visto che non possono e non sanno contrapporgli un modello di democrazia partitica forte e funzionale, la classe dirigente del partito per tutelarsi mira a logorare il dinamico segretario con l’attendismo e la melina. L’obiettivo inconfessato era, ed ancora è con qualche adeguamento, quello di far sgonfiare il leader per poi seppellirlo proponendo al momento opportuno alle primarie del centro sinistra un premier alternativo come Letta junior o il telegenico, per interposta persona, Nicola Zingaretti.

Renzi, che è uno sveglio, ha capito il gioco. Come tutti si è reso conto che il malaticcio governo in cui il Pd aveva ruolo da azionista di maggioranza non si sarebbe svegliato neanche con le cannonate e ha deciso, per non pagare le incapacità altrui, di giocarsela a modo suo, in prima persona.

A questo punto, politica a parte , credo che il suo problema sia di forma che nella gestione del potere però è sostanza. Il modo di fare del nuovo premier infatti è più adatto ad una democrazia presidenziale che ad una parlamentare. Il suo prendere di petto il Senato ad esempio, per quanto per ora è cosa gradita all’opinione pubblica, lo espone a ritorni pericolose e a lungo difficilmente gestibili, visto anche l’infedele ciurma che lo accompagna nelle sue imprese impervie.

Dobbiamo dire però che gli impegni che Renzi ha preso, pur senza indicare copertura, sono temporalmente scanditi e meritano già per questo rispetto. In un paese di azzeccagarbugli come il nostro, dove per atavica paura si sfugge alla chiarezza e alle prese di responsabilità, le sue dichiarazioni sono novità.

Se le promesse non verranno rispettate molto facilmente Berlusconi, che su questi temi ha da insegnare a tutti, vincerà l’elezioni europee e chiederà al “ prodigo” Alfano di sfiduciare l’esecutivo per andare alle urne. Se ciò accadrà il governo per salvarsi avrà bisogno di qualche obiettore grillino e di Sel, ma soprattutto sarà debole e tutto di sinistra quindi “strutturalmente” incapace di favorire la crescita e tutelare, i sempre più traballanti, interessi nazionali. Si tratta di uno scenario apocalittico e quasi certamente di vita breve.

Il Capo dello Stato infatti farebbe di tutto per fare nascere un nuovo governo magari con “qualche scopo”, ma sostanzialmente capace di eseguire ciò che “ suggerisce” Berlino, pardon l’Unione.

Lo scenario sarebbe simile anche con un eventuale Renzi bis in salsa “ napolitana” o con il boom elettorale di Grillo ed una nuova “grande coalizione” estesa eventualmente anche alla redenta Forza Italia per “difendere la democrazia repubblicana e favorire la pacificazione nazionale”.

Per salvare la pelle Renzi non ha che una scelta : sfidare la Germania. Letta a dicembre ha fallito quando ha provato a negoziare con la Merkel il controllo del disavanzo di bilancio ottenuto dal suo esecutivo con una rivisitazione razionale del fiscal compact. Renzi dovrà provare a fare la stessa cosa. Questa volta però in maniera più ferma e con alleati internazionali maggiormente disposti a sostenere in maniera chiara il nostro Paese. Tradotto in realismo questo significa che il nuovo esecutivo dovrà intensificare un asse con gli Stati Uniti che sostituisca quello oggi in vigore con i teutonici; solo così infatti l’Italia potrebbe allentare i vincoli europei e far girare nuovamente soldi nella nostra economia. Può riuscirci perché i referenti anche “ felpati” del nuovo Premier si dice spingano in questa direzione, ma è molto difficile visto che Renzi avrà contro, se vorrà realmente fare cio, quasi tutta la classe dirigente italiana che gioca da anni sulla difensiva ed è poco propensa al rischio, essendo notoriamente “ codarda” e apolide.

(*) Giornalista Pubblicista- Vicecaporedattore Informazione Quotidiana

http://cristianottaviani.tumblr.com/post/77902816884/renzi-fuffa-al-potere-o-vera-novita-presto

About Redazione

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.