Reddito Cittadinanza, sulla misura comunque ci sono alcuni nodi.

By on 4 Gennaio 2019

Sulla misura comunque ci sono alcuni nodi. Uno riguarda la previsione di un limite di reddito familiare (oltre all’Isee) a 6.000 euro annui per un single e a 12.600 per una famiglia con quattro figli minori (che non sia in affitto). Da una parte la scala di equivalenza è “schiacciata” rispetto a quella del Rei penalizzando le famiglie numerose e dall’altra si rischia di favorire il lavoro nero per poter avere accesso alla misura. In pratica il coefficiente è 1 per il primo componente, 0,4 per gli altri maggiorenni del nucleo e 0,2 per i minori con un limite a 2,1 mentre nel Rei con 6 componenti il coefficiente raggiunge il 3.

Per quanto riguarda il lavoro basta che un componente della famiglia numerosa abbia un lavoro da 1.050 euro al mese per non prendere nulla (pur essendo in povertà assoluta secondo i criteri Istat anche abitando in una piccola città del Sud). Una situazione che soprattutto in alcune aree del Paese potrebbe favorire il ricorso al lavoro nero. Peraltro i controlli risultano difficili e anche il progetto personalizzato per la ricerca del lavoro appare una chimera dato che la legge di Bilancio ha prorogato anche per lo stesso Rei per il 2019 la corresponsione del beneficio “anche in assenza della comunicazione dell’avvenuta sottoscrizione del progetto personalizzato”.

E mentre si lavora al decreto (al momento pare che il provvedimento sia unico per quota 100 e per il reddito di cittadinanza) restano aperte le domande anche sulla pensione di cittadinanza. Di Maio ha detto che l’arrivo della pensione di cittadinanza a 780 euro è previsto tra febbraio e marzo ma non è ancora chiaro quali saranno le prestazioni che saranno aumentate (l’assegno sociale?). Per le pensioni di cittadinanza il limite di reddito per un single per l’accesso a questa misura sale a 7560 euro annui. Naturalmente le prestazioni saranno integrative rispetto a quanto già si ha.

Infine il vicepremier ha risposto al presidente della Confindustria, Vincenzo Boccia, preoccupato per l’emergenza lavoro sottolineando che oltre al beneficio economico il reddito di cittadinanza punta sull’impegno delle persone coinvolte in un progetto formativo che dovrebbe puntare al reinserimento nel mercato del lavoro.

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