Rampelli (FdI): “SCUOLA: NO ALLE SCUOLE PER RICCHI E SCUOLE PER POVERI”

By on 19 maggio 2015

Il potere che viene dato al preside di individuare docenti neo assunti con incarichi triennali è un potere arbitrario che non garantisce il merito e minaccia la libertà d’insegnamento. Se un professore ha un proprio modello di riferimento o un modello culturale diverso da quello del dirigente scolastico non abbiamo alcuna garanzia che potrà essere scelto. La legge infatti non precisa i requisiti di merito.
Con l’ampliamento di questa facoltà dal dirigente a un comitato di cui fanno parte insegnanti, genitori e studenti si passa da un potenziale nepotismo a un vero rischio lottizzazione, dal momento che ogni componente potrebbe segnalare il proprio nome. Ma se invece dovesse valere il principio che tale nuovo modello consentirebbe una scelta meritocratica degli insegnanti accadrebbe automaticamente si creerà un divario inaccettabile tra scuole di serie A e di serie B. I professori migliori finirebbero nelle scuole più prestigiose e quelli meno bravi finirebbero in quelle di borgata. A questo meccanismo assurdo si aggiunge la possibilità prevista da questo testo di contribuire alle spese dell’istituto scolastico attraverso le donazioni liberali del 5×1000.
Nelle zone più ricche il tenore sociale più alto genera contributi più elevati di quanto potrà accadere nelle zone più povere dice scuole già penalizzate avranno meno risorse, dopo aver avuto gli insegnanti meno esperti. Chi si occuperà delle scuole di Corviale, dello Zen e di Scampia? E che fine faranno poi quegli insegnanti che non saranno scelti?”.

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