Il Presidente Tommaso Ghirardi lascia: Con il calcio ho chiuso.

By on 30 Maggio 2014

Non è ancora entrato nella sala stampa dove già lo attendono i giornalisti, che il Presidente Tommaso Ghirardi nell’attraversare la hall del centro direzionale del Parma Fc viene circondato dai suoi tifosi che lo incitano a non mollare e lo applaudono con affetto.  Ci sono supporters del tifo organizzato ma anche semplici parmigiani e sostenitori crociati che non hanno voluto mancare ad un appuntamento che hanno capito essere “epocale”. In tutto saranno circa un centinaio. Di fronte alla porta d’ingresso della sede crociata, appeso alle reti che cingono il campo di allenamento della prima squadra, i Boys Parma 1977, (ma non è mancato anche il Centro di Coordinamento Parma Clubs) campeggia anche uno striscione. “Nessuna Coppa vale ciò che ci avete regalato. Grazie”.

In sala stampa sono presenti anche le massime cariche del Parma Fc e di Parma Brand: “l’ad Pietro Leonardi, i soci consiglieri Alberto Rossi e Alberto Volpi, il direttore tecnico Antonello Preiti, il direttore operativo Corrado Di Taranto, il Responsabile del Settore Giovanile Francesco Palmieri, oltre a dipendenti e collaboratori della società.

“Ho voluto convocare questa conferenza per fare chiarezza su quanto successo  – spiega subito il Presidente Ghirardi – agli operatori dei media.

Iniziamo con l’argomento: Licenza Uefa. C’è la questione relativa all’abilitazione dello stadio alle competizioni europee. In un primo tempo noi non l’avevamo ottenuta per problemi relativi alla Tribuna Est. Poi invece in un secondo tempo questa abilitazione ci è stata data. Non l’abbiamo comunicato perchè ci sembrava secondario prima di sapere l’esito delle altre questioni. Però lo stadio è stato abilitato per giocare le coppe europee. Poi ci sono i debiti scaduti con i club esteri che il Parma ha onorato fino all’ultimo centesimo e non ha debiti scaduti in questo senso al 31 marzo. Dopodichè ci sono i debiti scaduti come emolumenti e ritenute. Tutti i giocatori del Parma che in questa stagione hanno giocato con noi, al 31 marzo avevano tutti gli stipendi e le trattenute pagate. Tutto conforme alle normative. Abbiamo presentato tutta la documentazione e il termine ultimo per fare questo era il 30 aprile. In questa data, veniamo contattati dalla Covisoc, l’ente che verifica l’andamento dei conti economici delle società di calcio, che ci dice che ha chiarimenti da chiederci. Questo verso le 13.30 del 30 aprile 2014 quando il termine ultimo per la presentazione della documentazione era la mezzanotte del 30 aprile 2014- Quindi, poche ore prima, in un giorno prefestivo, ci dicono che c’è una piccola irregolarità. Appreso questo. Il Lunedì chiamo io personalmente la Covisoc e chiedo io personalmente qual è il problema che è stato riscontrato. Mi dicono che su alcuni incentivi all’esodo, su 9 per l’esattezza, non è stato pagato l’Irpef. L’incentivo all’esodo è quella procedura stabilita dalla normativa della Lega e federale per cui con un giocatore si può concordare un incentivo per andare a giocare in un’altra squadra, per abbandonare la squadra di appartenenza. E’ comunque una contrattazione tra la società e un calciatore. Noi come è arcinoto, e questa nostra scelta non è piaciuta a molti, abbiamo tanti calciatori soprattutto giovani, abbiamo tanti giocatori italiani. Siamo la squadra insieme al Sassuolo che ha messo in campo il maggior numero di italiani ma questo non se lo ricorda nessuno. Si ricordano solo di altre cose. In sostanza con questi nove giocatori in questione abbiamo in essere l’incentivo all’esodo, concordato e sottoscritto dagli stessi, con decorrenza economica il 30 giugno. Ciò significa che quel che il giocatore ha stabilito con la società di percepire quella cifra a partire dal 30 di giugno. E’ in questa data che quindi bisogna pagare tutte le ritenute e tutte le forme di tassazione esistenti. Noi facciamo così da 7 anni, altre società lo fanno come noi. Abbiamo sempre fatto così. Nessuno ci ha mai detto nulla negli ultimi sei anni e nessuno ci ha mai detto nulla fino allo scorso 30 aprile, ultimo giorno per poter presentare la documentazione. Questi che hanno voluto chiamare anticipi per punirci ma che in realtà sono prestiti sono stati fatti a Novembre. Perciò Covisoc e Deloitte dovevano contestarci questa cosa al 15  febbraio. Infatti successivamente alle scadenze federali per il pagamento degli stipendi e dei contributi, viene la Deloitte incaricata dalla Federazione e dalla Lega per fare queste verifiche per conto della Covisoc. E se noi abbiamo sbagliato, come è stato detto, ce lo dovevano dire entro fine febbraio. Ho sempre esaudito a tutte le richieste che mi sono state fatte e tutte le volte che mi è stato chiesto qualcosa io da buon cittadino italiano mi sono sempre rivolto alle istituzioni. Anche in questo caso mi sono rivolto alla Federazione e alla Lega per chiedere cosa avrei dovuto fare per risolvere questa problematica che mi veniva sollevata a poche ore dal termine della presentazione dei documenti. Non posso fare nomi, lo farò nelle sedi più opportune, mi è stato consigliato come fare, da esponenti della federazione e della lega e l’esito è stato che le mie istanze sono state bocciate in primo e secondo grado. Perciò i miei consulenti, federazione e lega, mi hanno consigliato cosa avrei dovuto fare, io l’ho fatto e sono stato bocciato in primo e secondo grado. Credo non ci sia  niente di male nel dire questo perchè è esattamente la verità e credo che nessuno lo possa negare visto che ho telefonato, mi sono incontrato, ho mandato messaggi, ho mandato fax con gli enti preposti come è giusto che sia. Non è una forma di polemica o di vendetta, ma di chiarezza. Io da membro del Consiglio della Lega Calcio da 7 anni mi sono rifatto alla Lega e  per ciò che riguardava la Lega e mi ha dato delle risposte e alla Federazione per ciò che riguardava la Federazione e mi ha dato delle risposte. Queste indicazioni che mi sono state date mi hanno portato a non ottenere la Licenza Uefa in primo e secondo grado. Ho sentito dire che bisogna trovare il colpevole. Il colpevole non esiste perchè non posso imputare colpe ai miei dirigenti alla mia contabilità, ai consulenti esterni perchè di colpe non ne hanno. Hanno fatto quel che han sempre fatto in tutti questi anni. Voglio sottolineare che l’amministrazione del Parma è la stessa da 25 anni e non ha mai avuto un problema di questo tipo. Voglio sottolineare inoltre che solo uno stupido può pensare che ci sia stato un gesto di furbizia da parte mia o della mia struttura nel risparmiare 300 mila euro dopo aver speso 13 milioni e averne perso 7 o 8 per la mancata partecipazione alla Coppa Uefa.. Anche qui quando sarò più sereno e tranquillo, nelle sedi più opportune valuterò chi mi potrà rimborsare questi danni. Di immagine. Economici. Personali. Nonostante questo voglio ancora sottolineare una piccola cosa. La percentuale di errore, come l’ente preposto lo ritiene, io invece tale non lo ritengo, è dello 0,60% dell’ammontare del pagamento delle cifre dovute. Per questo errore, come dicono loro, non io, dello 0,60% , io ho perso quello che ho guadagnato sul campo. Quello che una squadra di provincia rinata sette anni fa, dopo il più grande crack italiano e forse europeo. Una città che si è sempre contraddistinta per la sua civiltà. Noi oggi siamo qui, ho avuto pacche sulle spalle, strette di mano, da qualche centinaio di persone che hanno rinunciato ad andare a lavorare per essere qui e che non sono state rispettate. Perchè siamo troppo civili, troppo corretti, perchè questo non è il nostro mondo. Questo è il mondo degli urlatori, Di chi tira le bombe carte, di chi spara, di chi fa confusione di chi protesta. Noi siamo gente per bene e stiamo bene a casa nostra. Questo è il messaggio che mando a tutto il mondo dello sport: Siete riusciti a farmi andare via dal mondo dello sport, siete riusciti a farmi abbandonare la mia più grande passione, e dovete vergognarvi tutti. Io con il calcio ho chiuso, con lo sport ho chiuso. Me ne torno al mio paesello. Ma voi vergognatevi di quello che avete fatto. Togliere un successo colto sul campo a chi fa sport…. Ma chi mi ha giudicato? Chi tra quello che mi ha giudicato ha mai fatto sport, ha mai speso un euro per fare sport. Tutta gente che ha sempre guadagnato e che ha vissuto alle spalle dello sport. Sono questi che mi giudicano’? Ma chi ha il coraggio di giudicarmi? Io sono partito dalla terza categoria, quando gli spettatori della partita erano due: io e il presidente dell’altra squadra! E sono arrivato in Coppa Uefa. Me la sono meritata sul campo e ne sono orgoglioso.

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