Premio Sila e premio alla carriera a Ferdinando Scianna

By on 4 Dicembre 2018

Siamo giunti alla VII edizione del Premio Sila, che affonda le sue radici nella nostra storia e nelle tradizioni culturali, completando  l’arduo compito di chi si dedica alla lettura saggia, critica e responsabile.

Un’edizione che ha coinciso con una sempre più qualificata presenza di scrittori, autori, artisti , con la presenza di Enzo Paolini – uno dei fondatori della Fondazione Premio Sila-allo scopo di consolidare un evento tanto atteso dalla cittadinanza, nella fattispecie dai cultori della lettura, nonché di una sottile linea di demarcazione tra chi scrive  e chi legge.

Per la Sezione “Letteratura” il Premio Sila è stato assegnato a Francesca Melandri, mentre per la sezione “Economia” a Donatella De Cesare, e il premio alla carriera è stato consegnato a Ferdinando Scianna, uno dei più grandi fotografi viventi amico di Vazquez e Sciascia, ritrattista di Borges e reporter  dell’Agenzia Magnum.

Tutto inizia il 30 Novembre presso il Palazzo Arnone di Cosenza,dove a dialogare con la vincitrice De Cesare e Mimmo Lucano è stato Paride Leporace; una discussione che ha visto protagonisti i richiedenti asilo, i migranti, gli ultimi fra gli ultimi, esposti al rischio dell’emarginazione totale a causa dell’egoismo dei popoli.

Si parla del fenomeno migratorio, dei modelli di accoglienza dei richiedenti asilo, e soprattutto delle condizioni in cui vivono, si tratta di “non  umanità “nella maggior parte dei casi.

Ovviamente su Lucano ci sono anche tanti capi di accusa oltre al fatto di essere accusato di favoreggiamento di immigrazione clandestina, ma l’obiettivo della conversazione è stato quello di far emergere un concetto, la protezione umanitaria e l’avvio di percorsi di regolarizzazione della questione “immigrazione”, al fine di valorizzare gli esseri umani, piuttosto che rinchiuderli nel baratro dell’isolamento e della disumanizzazione.

Mentre nella giornata di sabato 1 dicembre alle ore 11.30 Ferdinando Scianna ha tenuto la sua lectio magistralis,che non ha seguito  tuttavia le stesse regole dell’azione a cui si riferisce solitamente un fotografo, bensì il suo intervento ha dato una versione chiara e nitida alle sue fotografie, alle sue immagini, traslate in parole attraverso l’accostamento della foto alla realtà delle cose. In forme diverse, la capacità di raccontare le storie ai “non addetti ai lavori” con la fotografia è una capacità che si fonda con l’esperienza e con le emozioni ,che si avvertono vivendo determinate situazioni o sperimentando l’avventura chiamata Vita.

A seguire, nel pomeriggio alle ore 18.00 Ritanna Armeni ha dato il via alla cerimonia di premiazione, celebrando la premiazione  di Francesca Melandri, Donatella De Cesare e Ferdinando Scianna, ai quali  è stato dato il premio con un bronzetto dell’artista Mimmo Paladino ( quest’anno però l’opera per il manifesto è stata realizzata dall’artista milanese Massimo Kaufmann, la sua è un ‘arte che si sofferma su una rilettura astratta del paesaggio urbano e naturale).

A far parte della giuria ci sono stati Amedeo Di Maio-economista, Marta Petrusewicz-storica,Romano Luperini-critico letterario, Francesco Maria Greco-ambasciatore, Tomaso Montanari-storico dell’arte, Piero Bevilacqua-storico, Massimo Veltri-ingegnere , Emanuele Trevi-scrittore e Renato Greco-magistrato, i  quali hanno  presieduto il panorama letterario, contribuendo alla vittoria di scrittori del nostro tempo , per certi versi il Premio Sila serve a promuovere la responsabilità della  scrittura  al servizio della collettività.

a cura di Matteo Spagnuolo

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