Ponte Morandi, la società Autostrade mette sul tavolo 3,4 miliardi.

By on 12 Luglio 2020

La società Autostrade mette sul tavolo 3,4 miliardi di euro come indennizzo per il crollo del ponte Morandi sperando così di evitare la revoca della concessione più volte minacciata dal governo. Ieri il cda della società controllata da Atlantia, dopo il nuovo altolà lanciato da Conte, è tornato a riunirsi per mettere a punto la nuova offerta.

Impegni e nuovi investimenti
L’obiettivo, hanno fatto sapere fonti della società al termine della riunione, è quello di arrivare ad una «soluzione positiva» della vicenda. E al premier che aveva esplicitamente richiesto una «proposta vantaggiosa», dopo che le offerte precedenti erano state giudicate«irricevibili», Aspi ha deciso di alzare da 3 a 3,4 miliardi la quota degli indennizzi, confermando al tempo stesso tutti gli investimenti. Si tratta di un piano che di qui al 2038 prevede un impegno di 14,5 miliardi di euro (7 attivabili da subito), che comprende interventi attesi da anni come la Gronda di Genova ed il passante di Bologna, investimenti nel campo della sicurezza ed un maggior impegno sul fronte delle manutenzioni. Quanto alle tariffe, Aspi accetta lo schema messo a punto dall’Autorità dei trasporti che riduce dall’11 al 7% la remunerazione del capitale investimento, limitando così gli aumenti ad appena l’1,75% annuo. E poi per ridurre effettivamente i pedaggi Aspi stanzia 1,5 miliardi da spalmare su prossimi 4-5 anni, più altri 3,6 miliardi da utilizzare da qui al 2038, sempre per abbattere le tariffe, sottraendo dai ricavi i 200 milioni che ogni anno distributori di carburanti ed autogrill versano alla società per l’affitto delle loro aree. Poi, per arrivare a quota 3,4 miliardi, verrebbero messi a disposizione altri 200 milioni destinati alla gestione commissariale di Genova, oltre ai 600 già versati per il nuovo ponte, 700 milioni di investimenti aggiuntivi sul fronte delle manutenzioni dell’intera rete autostradale ed altri 400 per altri interventi di vario tipo.

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